Anglotedesco

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domenica 9 maggio 2021

In migliaia per il ddl Zan. In piazza anche Pascale

 



da IL CORRIERE DELLA SERA del 9 maggio 2021.Andrea Senesi

«Non posso più votare per Forza Italia finché continua a strizzare l’occhio a Salvini. Non mi sento più di appartenere a un partito che è più sovranista che liberale». Sorpresa: tra gli ottomila attivisti che riempiono la piazza per dire che «il tempo è scaduto» e che è ora di approvare la legge Zan, c’è anche Francesca Pascale. L’ex compagna di Silvio Berlusconi non parla dal palco (da dove, a proposito di Forza Italia, si lancia invece in un applauditissimo intervento il deputato azzurro Elio Vito), ma non si sottrae a taccuini e microfoni.

In piazza con le sigle e le associazioni della sinistra? «È giusto e doveroso nei confronti delle prossime generazioni approvare questa legge. Non essere in questa piazza oggi non vuol dire prendere una posizione politica, ma essere a favore delle discriminazioni e dell’odio», dice Pascale. «Gli omofobi — prosegue — li troviamo nella destra, soprattutto in quella di Salvini. Invece posso solo confermare che Berlusconi non è un omogli fobo né un razzista. Per questo sono sorpresa: capisco il dibattito politico, ma non votare una legge che non fa male a nessuno non ha nessuna logica». Un giudizio sul discorso di Fedez del Primo Maggio? «È stato molto bravo. Usare il coraggio per metterlo al servizio dei più deboli è un valore».

Francesca Pascale è la sorpresa di giornata. Ma la manifestazione milanese, esultano organizzatori, è stata soprattutto la prima vera piazza politica in tempi di pandemia. Un segnale forte per i contenuti lanciati e per la disciplina dimostrata in fatto di distanze e mascherine.

Davanti all’Arco della Pace l’altra star non può che essere Alessandro Zan, il papà della legge: «Questa piazza dimostra che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani vuole norme che tutelino le persone più vulnerabili». Dopo Bella Ciao nella versione di Milva e la lettura del messaggio inviato dal sindaco Beppe Sala («Questa è una battaglia di civiltà e di progresso»), sul palco ecco Paola Turci, Gaia (la vincitrice di Amici), Lella Costa, Malika Ayane, la senatrice del M5S Alessandra Maiorino, l’ex segretaria della Cgil Susanna Camusso. E poi le testimonianze di chi le discriminazioni le ha subite sulla propria pelle: Malika, la ragazza mandata via di casa perché lesbica, Jean Pierre, il giovane picchiato a Roma perché si baciava con il suo ragazzo, Graziano Rossi, attivista disabile bullizzato da adolescente. Tanti i parlamentari del Pd che si affacciano in piazza. Luca Paladini, portavoce dei Sentinelli, dice che «ottomila persone in tempi come questi equivalgono a cinquantamila in giorni normali».

Una precisazione è però d’obbligo, nel giorno in cui la piazza arcobaleno è occupata mediaticamente dall’ex compagna di Berlusconi. «Noi non abbiamo messo sui nostri canali social il video di Alessandra Mussolini a favore della legge Zan — dice Paladini—. Perché va bene allargare la battaglia, ma c’è un limite che si chiama antifascismo».

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