Anglotedesco

Anglotedesco

lunedì 17 maggio 2021

La Chiesa italiana: «La legge Zan va modificata ma non affossata»

 



 Il tono è quello di chi sa di non essere più isolato: la Chiesa italiana ha preso coscienza di non essere l'unica a nutrire perplessità sulla legge sull'omofobia all'esame del Senato. Alcune forze politiche vorrebbero approvarla così com'è e altre invece cancellarla senz'appello. Né l'una, né l'altra cosa: il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti (che si è espresso ieri nella messa con gli operatori dell'informazione), assicura che nessuno vuole l'affossamento, quanto semmai la correzione e la modifica. Detta così, è qualcosa di meno e qualcosa di più rispetto alle richieste precedenti, avanzate sulla base di una profonda preoccupazione, quella che nel nome della lotta a una intolleranza di intolleranze se ne introducessero di nuove. Il disegno di legge Zan viene percepito come potenzialmente individualistico nei suoi effetti, anche se parte da una giusta esigenza quale quella di evitare discriminazioni e bloccare l'odio.Altre volte questa posizione della Chiesa è risultata minoritaria nel Paese. Oggi, però, un elemento di novità si è registrato nel dibattito: le perplessità sollevate sul provvedimento da settori della società e della sinistra che certo non possono essere considerati vicini al mondo cattolico. Più che una comunanza di vedute tra queste realtà si deve parlare di comune dissonanza sul merito del testo Zan. Infatti non ci sono alleanze riguardo i contenuti da modificare quanto piuttosto una condivisa insoddisfazione per i suoi assunti. Quanto basta però per far sì che il cardinale Bassetti ora chieda un ripensamento, e lo faccia non pretendendo l'accantonamento del disegno di legge, ma la sua revisione. Anzi, assicurando che nessuno ne vuole la fine in un cassetto, o addirittura nel cestino. Il successo, se così avvenisse, per la Chiesa sarebbe doppio. Primo perché la riapertura del dibattito sul provvedimento, evidentemente, permetterebbe di rivedere i punti da essa considerati più rischiosi in termini di libertà di espressione. Poi - e il particolare non è da poco - le consentirebbe di smarcarsi dall'abbraccio mortale del bipolarismo politico italiano.Su un versante si registrano i ripetuti e caldi inviti dei vertici del Pd (e del suo segretario, il cattolico Enrico Letta) a votare subito il testo così com'è, atteggiamento comune anche tra i grillini, in un momento in cui proprio il Pd apre all'M5s in vista delle ancora lontane elezioni politiche. Sull'altro versante, poi, dal punto di vista della Cei le cose sono ugualmente poco rassicuranti. La destra di Meloni e Salvini si è schierata contro il ddl Zan nel nome dei valori della tradizione e della difesa della Chiesa, ma quest'ultima ha diverse volte trovato soffocante tanto entusiasmo. Oltre a ciò si trova poco coerente tutto questo richiamo ai principi del cattolicesimo con le politiche antimigratorie che Lega e Fratelli d'Italia propugnano di fronte al fenomeno degli sbarchi. 


Nessun commento:

Posta un commento