Anglotedesco

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lunedì 10 maggio 2021

La coppia tornata dall'India è stata ricoverata per il virus


«I medici ci hanno detto che siamo arrivati in tempo a casa. Siamo arrivati stanotte in Italia, è stato il momento più bello della nostra vita». Queste le prime parole di Simonetta Filippini, la donna di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, rientrata ieri notte dall'India in Italia assieme al marito Enzo Galli e alla figlia adottiva con un volo sanitario speciale grazie alla mobilitazione di istituzioni e cittadini. In un messaggio vocale inviato ieri a Elena Rondelli, l'avvocato di Prato che la famiglia lunedì scorso, al precipitare delle condizioni di salute di Simonetta, aveva incaricato di attivare tutte le procedure per facilitare il rientro in Italia, la stessa Simonetta racconta: «Da stanotte siamo nell'ospedale di Careggi a Firenze. Io sono a malattie infettive, con l'ossigeno perché ho una broncopolmonite bilaterale abbastanza importante. Anche mio marito Enzo è ricoverato, in terapia sub-intensiva, perché purtroppo sta molto male anche lui». La donna spiega poi che la figlia si trova all'ospedale Meyer: «siamo felici che la nostra bimba sia al Meyer, in un ambiente protetto, dove farà la sua quarantena». «Ora c'è solo da lottare, siamo nei nostri ospedali italiani che sono per noi una carezza - conclude Simonetta - sotto le cure più attente. Grazie di tutto». Il ritorno in Italia è stato possibile grazie a una imponente collaborazione tra il consolato, che ha inviato i preventivi delle compagnie aeree, la Regione Toscana, che ha organizzato l'accoglienza all'ospedale di Careggi, e il Ministero della Salute che ha autorizzato il rimpatrio. Presente all'aeroporto di Pisa ad accogliere la famiglia il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi: «Non appena ci saranno le condizioni - ha detto -, aspettiamo Simonetta, Enzo e la bimba per fare una bella festa e chiudere nel migliore dei modi questa storia», dice sorridendo. Ad accogliere la famiglia, a bordo pista, l'assessore regionale alla Protezione Civile Monia Monni: «Da mamma - ha detto - non poteva esistere modo più bello per celebrare le mamme che andarne a prendere una che, dopo una battaglia durissima, torna a casa con la famiglia per la quale ha combattuto. Ora ci prenderemo cura di loro, perché possano iniziare, il prima possibile, la nuova vita che hanno tanto desiderato». La legale della famiglia di Simonetta tiene molto a ringraziare il console Daniele Sfregola: «Da martedì, da quando ho ricevuto l'incarico, ci sentiamo ventiquattro ore su ventiquattro. La rete operativa messa in piedi dal console non ha mai fatto mancare niente a Simonetta, persino il cibo italiano. Ringrazio quindi il console e l'ambasciatore per la disponibilità e il ruolo operativo che hanno avuto». E la prima cosa che ha fatto è stata mandargli un messaggio per dirgli che la famiglia Galli-Filippini era arrivata. 

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