Anglotedesco

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lunedì 3 maggio 2021

La notte insonne del rapper:"Menomale che ho registrato,non c'è limite alla vergogna"

 



di Luca Dondoni

La mattina dopo il discorso dal palco del Concertone del Primo Maggio a favore del disegno di legge Zan e la denuncia di aver subito un tentativo di censura, il rapper ha la voce che gli trema: «Non voglio sembrare uno che vuole sfruttare questa situazione per apparire. Quello che volevo dire l'ho detto. Se la Rai vuole fare chiarezza, bene. Altrimenti quello che è accaduto ieri è sotto gli occhi di tutti». Mentre lo smartphone si riempie di reazioni, Fedez incomincia a rispondere alle critiche su Instagram, spiegando ancor meglio il perché del suo discorso. «Ho dormito poco e niente, ma ho visto che c'è chi mi ha attaccato su tutto, sul discorso che ho fatto ma anche sulla macchina, sulla Lamborghini. Ecco una novità, vendo la Lamborghini, tanto non la uso più e butto lì una domanda: ma se compro una Panda sono più credibile e posso dire quello che penso?». «Voglio solo tornare dalla mia famiglia», dice Fedez. Certo non è stato un colpo di testa, quello di Fedez: era un mese che preparava il discorso da fare al Concertone. Il tema dei diritti civili gli sta a cuore, tanto che il 3 aprile aveva organizzato una diretta Instagram col deputato Pd Alessandro Zan per parlare della legge e aveva chiesto, assieme a Chiara, alle oltre trentamila persone collegate di firmare la petizione e mandare una mail al Presidente della commissione giustizia del Senato per chiedergli di calendarizzare la discussione. «Sono felice di poter mettere a disposizione il mio Instagram per questa causa».Ma oltre ai problemi di merito - e la sacrosanta battaglia contro l'omofobia -, ci sono quelli di metodo, le accuse di censura alla Rai e la rabbia del rapper di fronte al fatto che «mi vogliano far passare per bugiardo». «Non solo è vero che mi hanno chiesto di non fare i nomi dei politici leghisti - rincara - ma sono sicuro che sia successo anche ad altri. Sarebbe interessante indagare dietro le quinte dei concertoni passati. Mi stanno scrivendo tanti colleghi che mi dicono come situazioni simili siano capitate anche a loro». Così quando è arrivato il comunicato che sosteneva: «È fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al Concertone per il semplice motivo che è falso, è una cosa mai avvenuta», la reazione di Fedez è stata netta e inconfutabile: ha subito pubblicato la telefonata intercorsa con la vicedirettrice Rai che lo invitava ad abbandonare l'idea di fare nomi e cognomi di alcuni politici leghisti. «Meno male che ho registrato la telefonata e non pensavo di dover arrivare fino a questo punto, ma evidentemente non c'è limite alla vergogna - ha detto Fedez nei suoi post - io il testo alla Rai l'ho mandato eccome e al telefono mi hanno detto parole come "devi adeguarti ad un sistema, i nomi che fai non puoi dirli" e una serie di altre cose. Ora, nel momento in cui con un comunicato mi si dà del bugiardo, sono costretto a pubblicare la telefonata che fortunatamente ho registrato. Una delle telefonate più spiacevoli che ho avuto in vita mia. La Rai mi accusa di aver montato ad arte il video, ma io metto a disposizione la versione integrale e, a quanto pare, visto che la stanno facendo girare anche loro, mi stavano registrando». Ma non basta. «Nella parte che hanno pubblicato loro si danno la zappa sui piedi da soli. Chiedo: "ma allora posso dire quello che voglio?" e la dirigente Rai mi risponde "no, no, no". Allora chiedo se posso dire cose che per lei sono inopportune ma che per me sono opportune, non hanno turpiloqui o bestemmie e riportano i fatti: la risposta è il silenzio. Questo vale più di tutto». 

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