Anglotedesco

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martedì 11 maggio 2021

Lampedusa, sbarchi senza tregua .Salvini: non possiamo sostenerli

 


da IL CORRIERE DELLA SERA dell'11 maggio 2021.Salvo Toscano

Un paio di giornate di bel tempo sono state sufficienti per far rivivere a Lampedusa un copione già visto. Una ventina di sbarchi, più di duemila migranti arrivati sull’isola frontiera d’Europa, con tutte le difficoltà consuete nel garantire accoglienza in un quadro aggravato dall’emergenza sanitaria. Tra pescherecci, barconi e barchini, il flusso di migranti soccorsi e fatti sbarcare, tra cui donne e bambini, è stato continuo. Nella notte tra domenica e lunedì più di seicento persone hanno dormito all’addiaccio sul molo Favarolo mentre l’hotspot di contrada Imbriacola si riempiva oltremisura. «La situazione non è sotto controllo, non può esserlo. Se dovesse esserci un caso di Covid sarebbe complicatissimo in queste condizioni gestirlo e mantenerlo in isolamento». Così Francesco Cascio, ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana e da tre anni responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa. Per alleggerire l’isola, che ha contato più di 2.100 persone sbarcate in poco più di 24 ore, circa 300 persone sono state trasferite sulla nave quarantena (in serata se ne attendeva una seconda), altri duecento sono stati imbarcati sul traghetto di linea per Porto Empedocle e andranno negli hotspot in Sicilia, ma se gli sbarchi continueranno a questi ritmi nei prossimi giorni la situazione si farà sempre più complessa. I protocolli di sicurezza relativi al Covid rallentano ulteriormente le procedure di smistamento. Intanto i tamponi scarseggiano ma ne stanno arrivando alcune migliaia.

E il tema immigrazione torna così di prepotenza nel dibattito politico. Al presidente del Consiglio Draghi «porteremo i modelli degli altri Paesi europei, l’Italia faccia come la Grecia, la Spagna, la Francia. Bisogna controllare le frontiere, non possiamo sostenere gli sbarchi», ha detto ieri il leader della Lega Matteo Salvini, aggiungendo: «Non possiamo invitare i turisti da mezzo mondo su un’isola che ogni giorno vede migliaia di sbarchi. Non è serio». A Lampedusa sono stati somministrati 3.600 vaccini nel primo weekend di immunizzazione di massa in vista del via alla stagione turistica. Ma il lavoro per il ridotto personale sanitario sull’isola con l’exploit degli sbarchi si fa insostenibile.

Le partenze dalle coste libiche si sono intensificate nelle ultime quarantotto ore. Agli oltre duemila arrivati a Lampedusa si aggiungono almeno altri 700 migranti intercettati e riportati indietro dalla marina libica. E tornano le tragedie del mare: un barcone si è rovesciato a poche miglia dalle coste della Libia, secondo l’Oim cinque persone sono morte fra cui un bambino. In serata si è appreso di un altro naufragio, con 42 persone tratte in salvo a poche miglia dalla Libia e, riferisce l’Unhcr, 23 persone disperse. «Tutti sanno che nelle prossime settimane moriranno altri innocenti (quasi sempre donne e bambini) nel loro disperato viaggio verso le coste siciliane — protesta il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci — ma nessuno muove un dito, né a Roma, né a Bruxelles. A gestire questa infinita tragedia hanno lasciato la Sicilia, Lampedusa in testa». Il governatore parla di «vergognosa ipocrisia» delle istituzioni europee, mentre il governo nazionale punta alla redistribuzione su base europea delle persone soccorse in mare.

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