Anglotedesco

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lunedì 3 maggio 2021

Lavoro, l'anno nero del terziario:scomparso un milione e mezzo di posti


L'effetto pandemia cambia i connotati dell'economia italiana. E per la prima volta nella storia recente, il terziario - da sempre motore della trasformazione - perde colpi travolto dal Covid. Dopo venticinque anni di crescita ininterrotta, osserva allarmato un rapporto dell'Ufficio Studi Confcommercio, si riduce la quota di valore aggiunto di questo comparto (-9,6 per cento rispetto al 2019) al cui interno i settori del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti arrivano a perdere complessivamente il 13,2 per cento. I maggiori cali si sono verificati nella filiera turistica (-40,1 per cento per i servizi di alloggio e ristorazione), seguita dal settore delle attività artistiche, di intrattenimento e divertimento (-27 per cento) e dai trasporti (-17,1): ma gli effetti della pandemia hanno impattato in maniera consistente anche sui consumi con quasi 130 miliardi di spesa persa di cui l'83 per cento, pari a circa 107 miliardi di euro, in soli quattro macro-settori: abbigliamento e calzature, trasporti, ricreazione, spettacoli e cultura e alberghi e pubblici esercizi.Pesanti anche le ricadute sull'occupazione, con i servizi di mercato che registrano la perdita di 1,5 milioni di unità su una flessione complessiva di 2,5 milioni, dopo aver creato, tra il 1995 e il 2019, quasi tre milioni di nuovi posti di lavoro.E la pandemia ha contribuito anche a rimodellare lo status delle imprese, un fenomeno già in corso, ma che ha subito un'accelerazione. Negli ultimi dieci anni si è registrato un progressivo e costante spostamento dal modello di ditta individuale a quello di società di capitali rivelando una trasformazione del terziario di mercato da un grande comparto di piccole e piccolissime imprese a un grande comparto costituito sempre più da imprese piccole e medie. Dati che il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli legge con preoccupazione, spronando il governo a rafforzare il piano di sostegno alle imprese. «Per la prima volta nella storia economica del nostro Paese - dice Sangalli - il terziario di mercato subisce una flessione drammaticamente pesante. Occorre, quindi, che il Piano nazionale di ripresa e resilienza dedichi più attenzione e più risorse a sostegno del terziario perché senza queste imprese non c'è ricostruzione, non c'è rilancio». 

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