Anglotedesco

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sabato 1 maggio 2021

Le sanzioni di Mosca al cuore dell’Europa .Colpito anche Sassoli

 


da LA REPUBBLICA del 1 maggio 2021.Alberto D'Argenio

La Russia firma la sua ritorsione, sanziona otto personalità europee tra le quali spiccano il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, e la numero due della Commissione Ue con delega ai diritti, la ceca Vera Jourova. Per Bruxelles un attacco all’Unione, alla democrazia liberale e all’idea di Europa unita. «È una dichiarazione di guerra diplomatica al continente», spiega una autorevole fonte Ue. Già in serata arriva la reazione congiunta «di condanna» delle tre istituzioni europee, ovvero dello stesso Sassoli, di Ursula von der Leyen e di Charles Michel. Per i prossimi giorni sono attesi passi ufficiali, allo studio dei governi, e una risposta con una sola voce dai ministri degli Esteri del G7. Anche i leader dei Ventisette al vertice del 25 maggio terranno conto del passo politicamente dirompente di Mosca nella discussione sulle relazioni strategiche con la Russia.

La notizia delle sanzioni arriva a metà pomeriggio, con Mosca che inserisce in una blacklist che prevede l’interdizione ai viaggi sul proprio territorio due dei maggiori rappresentanti dell’Unione, appunto Sassoli e Jourova, due funzionari della Lettonia e uno dell’Estonia (tra i paesi più ostili a Putin), un parlamentare francese e soprattutto il capo della procura di Berlino e quello del laboratorio per la sicurezza chimico-biologica svedese. Formalmente i russi dichiarano che le sanzioni rispondono a quelle comminate dalla Ue il 22 marzo contro le persecuzioni della comunità Lgbt in Cecenia. Ma le funzioni delle personalità non politiche comprese nella lista nera di Lavrov indicano una reazione anche alle misure adottate dall’Unione il 2 marzo sul caso Navalnyj. Due regimi sanzionatori approvati nel nome del nuovo Magnitskij Act europeo, il quadro legale per rispondere alla violazione dei diritti umani in tutto il mondo. Con i quali comunque gli europei non avevano colpito cariche politiche di primo livello (nemmeno la Cina ha mirato così in alto nella reazione alle misure Ue sugli uiguri).

La reazione russa dunque alza ancora l’asticella politica nell’escalation tra Bruxelles e Mosca. Tanto che in serata Sassoli, von der Leyen e Michel parlano di azione «inaccettabile, priva di giustificazione giuridica e di fondamento». I tre sottolineano che le sanzioni russe «non colpiscono solo gli individui inseriti nella blacklist, ma direttamente l’Unione europea». Per poi indicare che l’Europa «si riserva il diritto di rispondere con misure appropriate ». Il commissario Ue Paolo Gentiloni parla di «sanzioni inutili». Il segretario del Pd, Enrico Letta, indica che ci troviamo di fronte a un «atto di ostilità senza precedenti». Dal canto suo Jourova afferma di essere «felice» di pagare per contrastare la disinformazione e difendere la democrazia. E Sassoli reagisce così: «Sospettavo da un po’ di non essere il benvenuto al Cremlino, ma nessuna minaccia ci fermerà. Come ha scritto Tolstoj, non c’è grandezza dove non c’è verità».

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