Anglotedesco

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sabato 29 maggio 2021

Licenziamenti,bomba sociale

 


Il dialogo non basta: per il sindacato lo sblocco dei licenziamenti è inaccettabile. Il giorno dopo aver strappato a Mario Draghi l'impegno a riaprire il confronto sulla decisione di confermare al 30 giugno la fine del divieto di licenziare, Cgil Cisl e Uil manifestano in piazza Montecitorio e lanciano messaggi nettissimi al governo: «Per noi il 1° luglio non partono i licenziamenti - dice il segretario della Cgil Maurizio Landini - deve essere chiaro che non siamo disposti a subire passivamente. Se le imprese hanno finanziamenti pubblici questi devono essere condizionati. Le chiacchiere sono finite - ha aggiunto il leader Cgil - siamo al momento che conta non quello che dici ma ciò che concretamente fai». «Secondo noi la misura è debole, largamente insufficiente e sicuramente non riesce ad arginare il rischio della perdita di centinaia e centinaia di migliaia di posti di lavoro - ha aggiunto il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra - Bankitalia parla di 577mila posti a rischio, magli stessi ambienti di governo confermano queste stime, e non a caso anche i partiti che sostengono il governone nei giorni scorsi in Parlamento hanno presentato emendamenti per chiedere una proroga, anche sino a fine anno. C'è la consapevolezza che la fine del blocco possa rappresentare uno tsunami occupazionale, una bomba sociale. Dopo aver già perso un milione di posti è un lusso che non ci possiamo permettere».Sulla stessa linea anche il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri: «Noi pensiamo che sui licenziamenti il Governo debba fare una mediazione ulteriore. Quella di Draghi non è una mediazione, è la posizione di Confindustria. Confindustria non rappresenta tutte le imprese, forse nemmeno la maggioranza. Nei prossimi giorni incontreremo i gruppi parlamentari. La prima proposta di Orlando era una mediazione, la scelta di Draghi arriva dopo una reazione scomposta di Confindustria». Insomma Cgil, Cisl e Uil considerano tutt'altro che acquisita la mediazione di Draghi che incentiva le aziende a non licenziare dal primo luglio prorogando al 31 dicembre la cassa integrazione Covid (a costo zero per le imprese). I sindacati parlano di «mobilitazione continua» le cui modalità verranno definite nei prossimi giorni («c'è bisogno di coinvolgere i lavoratori»). «Non siamo disposti a subire passivamente da luglio licenziamenti su licenziamenti - conclude il leader della Cgil - stiamo dando tantissimi finanziamenti alle imprese e li dobbiamo dare in modo condizionato. Li prendi se non licenzi o se assumi i giovani. Sul blocco dei licenziamenti abbiamo ribadito al presidente Draghi che quella che lui considera un'importante mediazione per noi non è sufficiente, la partita non è chiusa»

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