Anglotedesco

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martedì 4 maggio 2021

L’ultimo volo dall’India arriva a Bergamo: 146 in quarantena




da IL CORRIERE DELLA SERA del 4 maggio 2021.Fabio Paravisi

Il grosso aereo bianco atterra nella sfolgorante luce del tramonto e si ferma quasi in posa da cartolina davanti allo sfondo di Bergamo Alta. E viene subito circondato da persone in tuta bianca, guanti e visiere. Nell’Airbus 330 della compagnia indiana HiFly ci sono le ultime 146 persone che sono potute decollare dall’India flagellata dal Covid per arrivare in Italia.

I voli per chi ha soggiornato nel Paese asiatico negli ultimi quindici giorni sono vietati, tranne questo. Perché i passeggeri a bordo sono cittadini italiani che hanno così potuto rimpatriare. Di cittadinanza italiana ma di origine indiana, come il ventenne Sanpreet Singh, capelli nerissimi e accento cremonese, che dal parcheggio soprelevato dell’aeroporto sta cercando di capire se sua madre sia fra le persone che stanno scendendo dalla scaletta dell’aereo decollato in mattinata da Amritsar, nello Stato indiano del Punjab, per atterrare alle 19.13 allo scalo di Orio.

«Era partita due settimane fa per il funerale di mia nonna: la situazione in India non era come adesso — racconta —. Negli ultimi giorni si era chiusa in casa, mi raccontava cose spaventose. Avrebbe voluto restare ancora un po’ con i suoi familiari, ma questa era l’ultima occasione per rientrare. Ma adesso la faranno tornare da noi?». È la stessa domanda che si stanno facendo i numerosi indiani che attendono nell’aeroporto semideserto. Nessuno ha ancora spiegato loro la rigida procedura prevista dalle autorità sanitarie per i loro familiari. Dopo il tampone con indispensabile esito negativo effettuato prima del decollo ce ne sarà un altro di tipo rapido. Quindi il gruppone sarà diviso in due colonne di 30 ambulanze (con due mezzi di biocontenimento per i positivi) e sarà portato in due alberghi. Sono strutture che, chiuse un anno fa per il lockdown, erano state utilizzate come «Covid Hotel» dove spostare i pazienti in convalescenza per liberare i posti negli ospedali. Per poi richiudere di nuovo. «Ora abbiamo riaperto ma non viene nessuno: ci considerano dei lazzaretti anche se siamo più sani degli altri», si lamenta il proprietario di un hotel. I 146 che stanno scendendo dalla scaletta dovranno effettuare una quarantena di dieci giorni. «Ma nel frattempo come faranno? — si stupisce un parente in attesa —. Posso almeno portare dei pigiami?». Dopo i dieci giorni sarà eseguito un secondo test antigenico, e solo allora potranno tornare a casa.

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