Anglotedesco

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mercoledì 12 maggio 2021

M5S, il tribunale chiede gli iscritti Conte rischia di rimanere fuori

 



da IL CORRIERE DELLA SERA del 12 maggio 2021.Emanuele Buzzi

La notizia che scompiglia lo stallo dei 5 Stelle arriva da Cagliari. La annuncia in serata il Blog delle Stelle: «Il curatore speciale che è stato individuato dal tribunale di Cagliari ha presentato istanza, di fatto come rappresentante legale e quindi persona legittimata, per ottenere i dati degli iscritti del Movimento 5 Stelle e indire immediatamente le votazioni per il Comitato direttivo». La richiesta è arrivata tramite pec negli uffici di Rousseau lunedì. Una mossa che è una spada di Damocle per la riforma di Giuseppe Conte: l’ex premer non è iscritto e non potrebbe correre per la leadership. Un punto a favore per Davide Casaleggio. Ora sono due i soggetti (uno è il curatore Silvio Demurtas, l’altro è Vito Crimi) che in qualità di rappresentante legale del M5S hanno chiesto i dati a Rousseau. «Una poltrona per due», c’è chi ironizza. Il procedimento per trasferire i dati — spiegano fonti milanesi — è lungo e complesso ed è probabile che la mail del curatore sia solo l’inizio di una interlocuzione. Demurtas parla all’Adnkronos di risposta «vaga» da parte dell’associazione: «Non riconoscono la mia funzione». Tra le ipotesi, nel M5S, c’è anche quella di un voto su Rousseau per tagliare i tempi. Ma il rischio è che Casaleggio colga l’occasione per definire la querelle economica.

Il partito è una polveriera. Le parole di Vito Crimi in assemblea lunedì sul suo ruolo riconosciuto dal garante e sulla riorganizzazione, parole che volevano suonare come il preannuncio di una svolta imminente, non hanno colpito la fronda. «Imbarazzante», hanno commentato alcuni malpancisti. Anche l’avvocato Lorenzo Borré incalza il senatore: «E ce li mostri, il Crimi, questi provvedimenti di rigetto delle richieste di nomine di altri curatori speciali di cui ha contezza certa». Lo scontento interno ha un termometro preciso: quello delle rendicontazioni. Al momento, nonostante i numerosi solleciti, solo una parte del gruppo parlamentare ha versato i mille euro mensili per il partito sul nuovo conto corrente. Si tratta di una percentuale inferiore al 50%. Ieri intanto si è svolta un’altra assemblea di deputati e senatori: tema del giorno il ponte sullo

Stretto caldeggiato da Giancarlo Cancelleri. Idea che è stata attaccata da gran parte dei parlamentari: «Siamo contrari da sempre», hanno ricordato.

Mentre il Movimento è fermo, gli ex si organizzano. Sono trenta, ma puntano decisi ai quaranta. Tra loro ci sono volti storici del Movimento come Barbara Lezzi e Nicola Morra, espulsi per il no al governo Draghi. Sono quasi tutti ex 5 Stelle, cacciati in buona parte in occasione della svolta di febbraio, ma anche ex pentastellati che hanno abbandonato spontaneamente il M5S da tempo. Questo è l’identikit di quello che sarà per composizione numerica il secondo partito d’opposizione in Parlamento. La volontà di dare vita a una nuova forza collettiva dell’ala ribelle, considerata vicina alle posizioni di Alessandro Di Battista, è emersa ieri nel corso di una riunione dei parlamentari alla Camera. I numeri sono importanti e potrebbero anche preludere alla nascita di gruppi autonomi (almeno a Montecitorio). «Ci stiamo organizzando», dicono fonti interne, preannunciando altre riunioni a breve. Ancora incertezza sul nome della nuova realtà, ma ieri 31 ex hanno firmato una nota congiunta attaccando il Movimento: la prima mossa politica.

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