Anglotedesco

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domenica 30 maggio 2021

MARIO DRAGHI: "Vaccinare i paesi poveri, il Covid può mutare pericolosamente

 



«Garantire che i Paesi più poveri abbiano accesso a vaccini efficaci è un imperativo morale. Ma c'è anche una ragione pratica e, se vogliamo, egoistica. Finché la pandemia infuria, il virus può subire mutazioni pericolose che possono minare anche la campagna di vaccinazione di maggior successo». Questo il passaggio centrale dell'intervento del presidente del Consiglio, Mario Draghi, al Global solutions summit, evento a cui ha partecipato anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel. Un messaggio, quello lanciato dal presidente del Consiglio, che arriva puntuale nel momento in cui ciò che sta accadendo a livello globale dimostra come sia necessario tenere sempre presente ciò che accade al di là dei propri confini. In Gran Bretagna, malgrado la campagna di vaccinazione straordinariamente rapida che ha consentito al Regno Unito di riaprire prima di tutto il resto di Europa, cresce la preoccupazione per la diffusione della variante indiana. Nell'Estremo Oriente spunta la variante vietnamita, il Giappone è in piena emergenza e perfino in Cina riaffiorano situazioni insidiose. Le autorità cinesi hanno decretato il lockdown in un quartiere della città meridionale di Guangzhou alla luce di un'impennata di casi di coronavirus. La città di quasi 15 milioni di abitanti ha registrato 20 nuovi contagi la scorsa settimana, inducendo i responsabili locali della sanità a ordinare ai residenti di cinque strade nel distretto di Liwan di restare a casa per sottoporsi a uno screening di massa, con tamponi effettuati casa per casa; da mercoledì ne sono stati effettuati già 700 mila. Chiusi mercati, scuole e luoghi di aggregazione pubblica. Il focolaio sembra essere legato a una 75enne, risultata positiva alla variante indiana. Insomma mentre in Europa sembra finalmente sotto controllo, il Covid è sempre pronto a colpire e a diffondersi. Per questo Draghi nel summit di Roma ha evidenziato un insegnamento che deriva dalla pandemia: «All'inizio gli Stati non hanno condiviso le informazioni per un po' di tempo. Ci sono stati problemi fra Stati e non c'è stato abbastanza multilateralismo. Ora il multilateralismo sta ritornando. La crisi sanitaria ci ha insegnato che è impossibile affrontare i problemi globali con soluzioni interne. Lo stesso vale per le altre sfide determinanti dei nostri tempi: il cambiamento climatico e le disuguaglianze globali». 

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