Anglotedesco

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lunedì 31 maggio 2021

Massimo Galli vede in autunno in rosa:"Il Covid non si riprenderà"

  



di Sabrina Chiellini

«Credo che la durata delle protezione vaccinale vada ben al di là dei sei mesi che sono stati prospettati e ci consentirà di partire con un zoccolo duro di protezione che renderà più improbabile una ripresa dell'infezione in autunno comparabile a quanto abbiamo vissuto lo scorso autunno». Il professor Massimo Galli, direttore del reparto di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, non si è mai risparmiato durante la prima e la seconda fase della pandemia (che ha causato solo in Italia oltre 125mila vittime) nel dare spiegazioni ai cittadini ma anche nel lanciare allarmi. Ora i numeri dei contagi e dei ricoveri negli ospedali sono in netto miglioramento in tutto il Paese. Dopo la campagna vaccinale, partita con molte incertezze e con l'incognita dell'approvvigionamento delle dosi, il professore cambia atteggiamento rispetto al passato. «La campagna vaccinale ha comportato una svolta, che non sarà temporanea. I vaccini stanno facendo da scudo per morti e ricoveri - ripete Galli - Inoltre l'immunizzazione ha funzionato meglio nel nostro Paese rispetto altrove, in proporzione ai vaccini fatti». I vaccini funzionano almeno per evitare che la malattia diventi grave, ha spiegato Galli che ieri ha preso parte a un incontro, organizzato a Villa Bertelli a Forte dei Marmi, insieme al professor Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all'Università di Padova e al sindaco Bruno Murzi, cardiochirurgo pediatrico. «Si può guardare ai prossimi mesi con ottimismo a meno che non si diffonda una nuova variante più aggressiva, in grado di eludere la risposta vaccinale. Oggi sappiamo che si possono aggiornare rapidamente i vaccini, se dovesse essere necessario». La battaglia da fare oggi «è quella per capire, a spese dello Stato, se i vaccinati hanno sviluppato gli anticorpi necessari», ha aggiunto Galli, rispondendo alle domande di Paolo Barberi, che ha organizzato l'incontro. Ma quanto sia efficace la copertura dei vaccini, anche rispetto alle mutazioni del virus, lo vedremo solo nei prossimi mesi. «I vaccini che abbiamo adesso - ha ricordato Galli - sono stati impostati su un virus che girava a Wuhan nel marzo del 2020». Chi ha avuto la malattia a gennaio e febbraio «ha anticorpi più attuali e più efficienti rispetto a quelli che possono essere sollecitati dal vaccino. Sono più rispondenti a quanto ancora sta circolando». Ora l'obiettivo è capire la risposta e sapere, valutando gli anticorpi, «quanto dura la copertura fornita dai vaccini che probabilmente è ben superiore a sei mesi ma molto dipende dalla risposta che è sempre individuale». Galli ha inoltre ricordato che «nel nostro Paese è stata acquistata una grande quantità di anticorpi monoclonali che non è stata oggettivamente utilizzata in gran numero. Tanto che mi auguro che molto presto vengano trasferiti in larga misura nell'immunizzazione passiva delle persone pi a rischio che non hanno risposto al vaccino». Di fronte all'ipotesi dei virus "sfuggito" da un laboratorio cinese, Crisanti si è dimostrato scettico. «Non credo che ci siano elementi per dire che il virus sia stato ingegnerizzato in laboratorio, e non mi preoccupo se il virus possa essere uscito da un centro di ricerca». L'ingegnerizzazione, secondo il virologo, «porta delle cicatrici che sono leggibili a livello di sequenza, ce ne accorgeremo immediatamente. Mi preoccupa di più il fatto che i cinesi abbiano mentito sul numero dei casi, sull'origine del virus, sul numero degli asintomatici e anche su cosa ha fatto l'Organizzazione mondiale della sanità quando è stata a Wuhan, piuttosto che una possibile fuga del virus stesso».

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