Anglotedesco

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martedì 11 maggio 2021

MAURIZIO TURCO:«Salvini referendario? Cercato da noi radicali perché può capirci»




da IL CORRIERE DELLA SERA dell'11 maggio 2021. Cesare Zapperi

Maurizio Turco, avete trovato un’intesa con la Lega per la raccolta firme a sostegno di una decina di referendum sulla giustizia. Chi ha preso l’iniziativa?

«Abbiamo chiesto noi l’incontro — spiega il segretario del Partito radicale — senza nemmeno spiegare le ragioni. Ma appena si è intavolato il discorso Salvini si è detto interessato a partecipare all’iniziativa».

Singolare questa convergenza di interessi.

«Non direi, visto che già ai tempi di Marco Pannella la Lega ha sottoscritto e sostenuto alcuni nostri referendum. E ricordo che Benedetto Della Vedova fu eletto al Parlamento padano».

Come definirebbe l’intesa?

«Non è un matrimonio né un fidanzamento, ma nemmeno un incontro occasionale. È una iniziativa politica che mette al centro l’urgenza di riformare la giustizia perché il Parlamento non è in grado di farlo».

Fino a che punto la Lega vi darà una mano?

«Non è una semplice adesione. C’è l’impegno a raccogliere quanto necessario (almeno 500 mila firme) entro il 30 settembre per votare l’anno prossimo».

La Lega, a differenza vostra, non ha una tradizione garantista. Come potete essere d’accordo?

«Credo che Salvini sia in una fase evolutiva. Certe analisi del passato non sono più valide. È evidente che questa iniziativa è una sfida anche per lui. Ci siamo rivolti a lui perché pensavamo che fosse il più attrezzato a capire quello che volevamo. Non ci siamo sbagliati».

Non credete all’impegno riformista della ministra Cartabia?

«Ci siamo incontrati il 5 maggio. La ministra è una persona straordinaria. Una grande politica di cui quasi nessuno ancora si è accorto. Di lei ci fidiamo, sappiamo che ha idee molto chiare. Ma il problema è il Parlamento che difficilmente le concederà di fare quello che ha in testa».

Il segretario del Pd Letta ha detto che la Lega partecipando all’iniziativa referendaria vuole buttare la palla in tribuna. Cosa ne pensa?

«Mi pare che disprezzi la tribuna perché loro hanno sempre e solo frequentato quella d’onore. Hanno paura dei loro elettori, sanno che non sono stati capaci di dotare il Paese di un sistema giudiziario all’altezza delle esigenze».

Non temete che lo scioglimento anticipato delle Camere possa vanificare i vostri sforzi?

«No, lo slittamento di un anno non toglierà valore ai nostri referendum».

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