Anglotedesco

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lunedì 17 maggio 2021

Meloni manda l'avviso a Salvini:"Io mi preparo a governare"

 



Giorgia Meloni bacchetta il centrodestra di governo. Una critica puntuta ma costruttiva perché i rapporti sono «costanti» e i presunti dissapori con Matteo Salvini solo «ricostruzioni giornalistiche».La leader di Fdi considera il governo Draghi «una parentesi» al termine della quale «ci presenteremo insieme» in quanto forze «con molti punti di contatto e assolutamente compatibili». Il problema, semmai, è quello di gestire le coalizione in questa fase che vede gli alleati di sempre su fronti opposti della barricata. «Mi preparo a governare la nazione. Sono pronta a fare quello che gli italiani mi chiedono di fare comprendendone la responsabilità. Mi tremerebbero le mani, ma cosa farei a fare politica se non fossi pronta a confrontarmi con le sfide?». È solo una frase, pronunciata nel corso dell'intervista con Lucia Annunziata nel programma «In Mezz'ora in più» su Rai3, ma anche in questo caso il destinatario è sempre lo stesso: il leader della Lega, Matteo Salvini.«Io mi preparo a governare - ha ribadito - ma non mi pongo un obiettivo personale. Voglio andare lì con una classe dirigente all'altezza di questo compito. Dove arrivo, però, non lo decido io». Nel corso della stessa trasmissione Giorgia Meloni si è espressa anche sulla questione demografica. «Uno dei più grandi problemi dell'Italia è la natalità - ha detto -. Serve un piano di incentivi per far ripartire le nascite». La scelta di restare all'opposizione presa da Meloni - lo dicono i sondaggi - paga e la presidente di Fdi la sfrutta per pungolare chi, a suo dire, non riesce a fare abbastanza per equilibrare all'interno dell'esecutivo il peso di Mario Draghi che «pende di più dall'altra parte», ovvero a sinistra. Meloni sulle riaperture si aspettava dal premier «qualcosa di più coraggioso» mentre «è più rigido di Conte». I complimenti invece arrivano sul piano vaccini. E pure sul futuro di "Super Mario" Lega e Fdi sembrano pensarla diversamente. Per Salvini potrebbe essere l'uomo giusto per il Quirinale mentre da Fratelli d'Italia questo spostamento sarebbe giudicato in maniera positiva solamente perché vorrebbe dire che si va alle elezioni.In realtà il giudizio sull'autorevole figura di Draghi è ancora sospeso. «Io non ho ancora fatto una scelta così decisa. Non ho elementi per dire che Fratelli d'Italia potrebbe sostenerlo», dice Meloni. La partita a scacchi interna al centrodestra si gioca anche sulla vicenda del Copasir e, soprattutto, sulle amministrative. Mancano ancora i candidati a Milano e a Roma dopo i rifiuti di Gabriele Albertini e Guido Bertolaso. Su quest'ultimo però Meloni dice di nutrire ancora una speranza. «Sarebbe un ottimo sindaco», spiega facendo intendere di avere comunque pronti dei nomi alternativi. Per chiudere la partita si attende a breve un vertice a tre con Salvini e Tajani. «Rispetto ai nostri avversari che vanno in ordine sparso siamo più compatti», dice sicura Meloni separando la questione dalle schermaglie sulla politica nazionale.


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