Anglotedesco

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venerdì 28 maggio 2021

Meloni, sfida anche sui social Cresce (e coinvolge) di più ma Salvini rimane in testa

 



da IL CORRIERE DELLA SERA del 28 maggio 2021.Claudio Bozza e Martina Pennisi

«Esca dal governo». «Lo faccio per gli italiani». La dura oppositrice Giorgia Meloni incalza. E Matteo Salvini, oggi governista, ribatte. È questa la foto della sfida per la leadership del centrodestra. La presidente di Fratelli d’Italia, pur senza esasperare i toni, ha fatto partire da tempo l’«operazione sorpasso». E per questo sta puntando a un altro ribaltone interno: vuole, insomma, replicare quanto Salvini ha fatto alle Politiche del 2018, quando per la prima volta dal 1994 ha superato Forza Italia. Che i tempi siano maturi, per Meloni, lo si è capito dal lancio del libro Io sono Giorgia, tassello chiave di un percorso che punta in alto. FdI, secondo l’ultima rilevazione Ipsos per il Corriere, è ormai a un passo dalla Lega: 18,9%, con Salvini sopra di appena due punti. Un quadro ben diverso dal marzo 2020, quando il rapporto era di 13,3% a 31,1%. Da quel momento in poi, dopo un’ascesa rapidissima, il calo del Carroccio è stato costante. Mentre la crescita di FdI è stata lenta e inesorabile, stando sempre all’opposizione. Sempre secondo Ipsos, l’ultimo sondaggio fotografa il distacco più ampio nel gradimento dei leader tra Meloni (37) e Salvini (30).

I numeri dell’«operazione sorpasso» sono chiari anche confrontando la percezione dei due leader (tecnicamente sentiment) sui social. DeRev, società di strategia digitale e comunicazione, ha analizzato per il Corriere i profili Facebook e Instagram di Meloni e Salvini, focalizzando l’attenzione tra il 19 febbraio e il 18 maggio scorsi, cioè da quando Draghi è premier. Su Fb Meloni ha conquistato quasi 72 mila nuovi follower, mentre Salvini 34 mila. Il segretario leghista rimane saldamente in testa con 4,5 milioni di fan, mentre la presidente di FdI è 1,8 milioni. Ma nel rapporto con i fan emerge un dato chiave a favore di Meloni: l’engagement, ovvero la capacità di

 mobilitare e creare discussione: in media l’11% (con picco del 24%) per la leader di Fdi contro il 6,6% (con picco del 14%) del leader della Lega, che evidenzia come la spinta dal basso pro Salvini, sui social, si sia raffreddata.

Pure su Instagram Salvini è saldamente al comando con 2,3 milioni di follower, mentre Meloni è ferma a 940 mila. Però quest’ultima, sempre da febbraio a oggi, ha registrato un engagement medio dell’11% (contro 9,4%), conquistato 33 mila fan in più, mentre il leghista ne ha persi 4.600 circa.

Capitolo spesa: dall’aprile 2019 al maggio 2021, Salvini ha investito 351 mila euro per sponsorizzare i propri post e aumentarne la visibilità su Fb e Instagram, mentre FdI appena 46 mila; ma a fronte di una spesa superiore di 7,5 volte rispetto a FdI, per i leghisti i risultati non sono stati quelli attesi. C’è inoltre da mettere sulla bilancia il peso dei rispettivi staff social. Quella di Salvini, guidata da Luca Morisi e ribattezzata «Bestia» proprio per la sua «potenza di fuoco», conta 25-30 persone; mentre quella di FdI, in questo momento, arriva a malapena a sei, grafici compresi. A guidare la «macchina» di Meloni c’è Tommaso Longobardi, 30 anni, con FdI da 5: «Ho iniziato questo mestiere al fianco di Gianroberto Casaleggio — racconta —. La mia strategia? Raccontare coerenza e lato umano di Giorgia». E poi: «Se lei dovesse diventare premier? Il suo registro comunicativo dovrebbe diventare più inclusivo».

«Meloni, oggi, propende per uno standing maggiormente composto e istituzionale che, con contenuti oggi più moderati, punta a ripulire gradualmente e rimpiazzare lo stile radicalizzato e meno diplomatico del passato – spiega Roberto Esposito, ad di DeRev -; mentre Salvini cerca ancora di stimolare emozioni di base, probabilmente andando incontro a un certo grado di assuefazione da parte degli utenti».

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