Anglotedesco

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mercoledì 26 maggio 2021

Moderna: il vaccino efficace al 100% con due dosi sugli adolescenti



Entro fine maggio, in due o tre giorni, insomma, Ema - l'Agenzia Europea del Farmaco - dirà se il vaccino prodotto da Biontech/Pfizer può essere somministrato ai ragazzini da 12 a 15 anni. Per non restare indietro, però, ieri Moderna (altro produttore internazionale di farmaci) ha annunciato che il proprio vaccino ha (avrebbe) un'efficacia del 100% sugli adolescenti testati. Secondo i dati resi noti dalla casa farmaceutica, dopo la seconda dose, il vaccino sui giovani (fino alla maggiore età) garantirebbe una copertura totale dalla malattia. E dopo la prima dose, la copertura sarebbe del 93%.copertura totale 12-18 Una notizia che fa scattare l'attenzione di molti Stati sul finire dell'anno scolastico. In particolare dell'Italia che a settembre vorrebbe organizzare la vaccinazione di massa degli studenti, magari anche all'interno delle scuole. A differenza della Germania che sta procedendo con più cautela. La commissione tedesca permanente per i vaccini tedesca sta ancora valutando se consigliare una vaccinazione anti-Covid19 per i ragazzi in età scolare ma evidenzia che «prima deve essere chiarito con precisione quanto i bambini abbiano necessità di una vaccinazione per proteggere la loro salute. Il nostro principale obiettivo deve essere la protezione del benessere dei bambini e non il ritorno a scuola». Tuttavia, secondo Moderna sono incoraggianti i risultati dello studio TeenCOVE sugli adolescenti. Al punto che si sbilancia l'amministratore delegato, Stéphane Bancel: «Invieremo questi risultati all'Agenzia americana per il farmaco e agli altri Enti Regolatori agli inizi di giugno, chiedendo l'autorizzazione» (a somministrare le dosi ai ragazzini). I risultati sull'efficacia del vaccini sugli adolescenti da 12 a 18enni saranno inviati agli inizi di giugno. «Continuiamo ad essere impegnati con il nostro lavoro per contribuire a porre fine alla pandemia di Covid 19 - ribadisce Bancel - È particolarmente emozionante vedere che il vaccino Moderna Covod-19 può prevenire l'infezione da Sars-Cov-2». parere solo per pfizerAl momento, comunque - precisa Ursula von der Leyen - c'è solo una ditta, la Biontech/Pfizer, che «ha presentato all'Ema una richiesta di approvazione del suo vaccino per la fascia di età 12-15 e l'Ema dovrebbe dare il suo parere entro fine maggio. Moderna farà lo stesso con tutta probabilità ma finora c'è una sola ditta che ha fatto richiesta. Abbiamo bisogno di una consulenza scientifica su chi vaccinare e come. Fin qui i risultati sono incoraggianti, sulla base dei primi dati si prenderà una decisione».due dosi, vaccini diversiChe ancora non c'è. Come ancora non è stato chiarito se effettivamente la vaccinazione sia più efficace con un mix di dosi. Se, i pazienti, siano più protetti se la prima dose sia di un tipo e il richiamo di un altro. A questo proposito è proprio il presidente del consiglio italiano, Mario Draghi, a sollecitare un chiarimento in sede europea. Da parte dell'ente regolatorio dell'Unione Europea - sottolinea il capo del governo - è necessario che arrivi «un'indicazione sulla possibilità di mescolare i vaccini tra prima e seconda dose anche perché, secondo alcuni studi, è più efficace fare il richiamo con un vaccino diverso piuttosto che con lo stesso della prima dose». Draghi avrebbe sollecitato questo chiarimento in una seduta del Consiglio d'Europa dedicata all'infezione da coronavirus. Oltretutto una soluzione del genere, risolverebbe molti problemi a molti Stati che hanno difficoltà con le forniture: un conto, infatti, è garantire una sola dose di vaccino di una tipologia, un conto è poter somministrare il richiamo di un altro tipo. A patto che la procedura sia sicura per i pazienti. Secondo Patrizia Popoli, presidente della commissione tecnico-scientifica dell'Agenzia italiana del farmaco, il ricorso a vaccini diversi «tra prima e seconda dose potrebbe essere un'opzione interessante, qualora i primi dati positivi fossero confermati. Ci sono alcune evidenze scientifiche, anche se su un numero limitato di soggetti» che andrebbero in questa direzione. Ma Ema - specifica Patrizia Popoli - su questi risultati non si è ancora espressa e «avere un pronunciamento su tale aspetto sarebbe utile per i singoli Paesi e per le decisioni relative alla campagna vaccinale». Magari per ipotizzare un richiamo con un vaccino diverso da AstraZeneca per i soggetti più giovani, fascia più colpita da eventi rari di trombosi registrati. 

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