Anglotedesco

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sabato 15 maggio 2021

Nel centrodestra tutti fanno il tifo per il sì di Albertini

 



La scacchiera delle candidature milanesi si potrebbe definire oggi, giorno indicato da Gabriele Albertini per sciogliere la riserva: se correre per il centrodestra o «tornare all'orticello», come aveva detto. Anche se fino a ieri il diretto interessato propendeva più per il no: al 51%. La coalizione, con Matteo Salvini in testa, non poteva fare di più per convincerlo a candidarsi, sfidando Beppe Sala che tenta il bis. Un elogio continuo da tutti e tre i partiti, con la ciliegina sulla torta: la telefonata di giovedì di Giorgia Meloni che, come ha riferito lo stesso Albertini, «ha avuto un significato particolare. Ci siamo chiariti, è stata una gradevole telefonata». Dunque adesso i tre leader - della Lega, Fi e FdI - sono concordi sul fatto che lui sarebbe il candidato ideale. Era questa la "precondizione" necessaria per qualsiasi riflessione. Ieri Albertini ha pranzato con un amico per poi raccogliere le idee e passare il resto della giornata con òa moglie. È questo l'ultimo "vincolo". Che è quello che avevo scritto nella lettera (quella del 6 maggio nella quale annunciava che rinunciava a candidarsi, ndr)», e cioè i motivi familiari, la forte contrarietà della moglie a un suo ritorno in campo. Il centrodestra aspetta e ribadisce il suo sostegno: su Albertini «siamo tutti d'accordo» ha detto Salvini. Il piano B della coalizione, in caso di forfait, è incerto. La Lega potrebbe rivendicare la sua leadership e puntare su un suo candidato, gli azzurri invece hanno sempre accarezzato l'idea di schierare l'ex ministro e presidente di "Noi con L'Italia", Maurizio Lupi, mentre FdI preferirebbe un civico come Riccardo Ruggiero, ex Telecom. All'appello manca il candidato M5S. Il movimento ha deciso di non appoggiare Sala e scendere in campo con un proprio sfidante.

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