Anglotedesco

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mercoledì 5 maggio 2021

Omofobia, la sfida delle leggi M5S-Lega

 


da IL CORRIERE DELLA SERA del 5 maggio 2021.Paola Di Caro

È scontro durissimo nella maggioranza sul ddl Zan sull’omotransfobia, dove si rischia un muro contro muro tra Pd, M5S e Leu da una parte, e Lega e Forza Italia dall’altra. I primi — che sono riusciti dopo tante resistenze soprattutto della Lega a calendarizzare la legge in Senato (è all’esame in commissione Giustizia) per il passaggio definitivo, visto che è già stata approvata con larga maggioranza alla Camera — denunciano un nuovo tentativo di affossarla. E questo perché prima Forza Italia, con Licia Ronzulli, ha depositato un disegno di legge «per evitare di discutere ancora per mesi su un testo divisivo» che prevede aggravanti di pena per atti discriminatori fondati su «sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità», come da testo Zan, ma esclude la parte più controversa. Poi è la Lega, con Matteo Salvini, a seguire la stessa linea annunciando il deposito di un altro ddl di contenuto simile, che sarà presentato oggi: «Sarà di soli tre articoli — dice il leader del Carroccio —. Bene inasprire le pene, ma intendiamo togliere la questione dei bambini, della scuola e tutto ciò che comporta la censura e i reati di opinione».

Mosse che non convincono Fratelli d’Italia, ma soprattutto che provocano l’immediata reazione dell’altra parte della maggioranza. «La Lega è incoerente: prima dicevano che le priorità erano altre, ora presentano una legge alternativa a quella approvata alla Camera. Vedo una grande trappola», denuncia l’autore del ddl, Alessandro Zan. E il M5S va oltre. Perché raccoglie le firme (ne bastano un decimo dei componenti del Senato, già raggiunte) per portare direttamente il testo all’esame dell’Aula, accorciando chiaramente i tempi per l’approvazione. Nel Pd non si esclude che la mossa possa essere questa: «Se prosegue l’ostruzionismo della Lega, potremmo farlo», dice Franco Mirabelli. E il centrodestra insorge: «Saltare la commissione è eversione, non si può evitare il confronto solo perché lo temono», protesta l’azzurro Lucio Malan, che presenta un suo ddl «per il rispetto delle diversità».

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