Anglotedesco

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sabato 15 maggio 2021

Pd, Letta si appella al premier: nuova missione di governo .Nel partito gli attacchi sul M5S



da IL CORRIERE DELLA SERA del 15 maggio 2021.Maria Teresa Meli

Il Pd di Enrico Letta sembra incontrare le prime difficoltà. Ma la reazione del segretario è immediata. Da un lato, ci sono i complicati rapporti con i Cinque Stelle. Dall’altro, l’attivismo di Matteo Salvini fa sì che i dem vivano con sempre maggiore imbarazzo la convivenza governativa forzata con i leghisti.

Ma il segretario è ben determinato a rovesciare questo schema e lo ha dimostrato in direzione. Anzi, un assaggio di quel che intende fare lo aveva già fornito il giorno prima, quando il Pd ha presentato le sue proposte sulla giustizia, un tema delicato nei rapporti con i 5 Stelle. E ieri Letta ha rincarato la dose: «Sosterremo Cartabia». Insomma, il Partito democratico non giocherà più il ruolo da mediatore tra le diverse posizioni presenti nella maggioranza: «Non bisogna subire le riforme, ma esserne protagonisti». Da ora in poi, quindi, i dem incalzeranno il governo e gli alleati e cercheranno di dettare l’agenda: «Chiediamo a Draghi di dare una nuova missione alla maggioranza, che non può limitarsi a stare insieme per inviare il Pnrr a Bruxelles e per i vaccini. Ci fidiamo di lui. Deve essere molto chiaro e netto e chiedere ai partiti che lo sostengono di essere tutti sul pezzo». È un modo, quello di Letta, per tentare anche di arginare Salvini, perché, come dice dal palco della direzione Peppe Provenzano, «non possiamo più tollerare l’atteggiamento della Lega».

Ma nella riunione del parlamentino dem è l’alleanza con il M5S a tener banco. Le critiche non mancano. Il senatore Alessandro Alfieri osserva: «Abbiamo caricato Conte anche di eccessiva responsabilità e lui è andato in difficoltà nei passaggi decisivi». Alessia Morani incalza: «Si è parlato troppo e male di questa alleanza, che ha dimostrato tutti i suoi limiti». Andrea Romano sottolinea:«Con il M5S l’alleanza è necessaria ma non può essere strategica». Anna Ascani afferma: «Conte mira al nostro elettorato, questo ci pone in competizione con quel partito. Non possiamo farci dettare le scelte». E Francesco Verducci insiste: «A noi farebbe male avere uno schema ideologico dell’alleanza a tutti i costi con il M5s». Letta ribatte così: «Il tema dell’identità è il cuore della questione. Se abbiamo un’identità debole qualunque alleanza ci fagociterà. La questione del M5S è intimamente collegata a questo». Ed è proprio un’identità quella che Letta vuole dare ai dem. Per guidare il nuovo centrosinistra e perseguire la strada dell’alleanza con il M5s.

Nel corso della direzione emerge qualche perplessità anche sulla legge elettorale. Il maggioritario caldeggiato dal leader dem non piace a tutti. Non a Goffredo Bettini, secondo il quale anche nell’ottica di un nuovo centrosinistra, il proporzionale è meglio. E preferiscono quel sistema pure Alfieri e Verducci. Letta però rinvia la discussione al futuro: affrontare ora questo tema, è il suo ragionamento, «fa apparire il Parlamento sfasato rispetto alla realtà». Letta annuncia poi che dal 2 giugno comincerà un tour per l’Italia per presentare il suo libro, Anima e cacciavite.

Nonostante le critiche e le perplessità la direzione si chiude bene per il leader. Del resto, lo stesso Letta a marzo scorso spiegò:«Perché resterò più degli altri segretari? Perché questa è l’ultima chance». E nel Pd lo sanno tutti.

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