Anglotedesco

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lunedì 10 maggio 2021

Piano per la ripresa promosso. A luglio arrivano i primi soldi



Un Gentiloni «abbastanza soddisfatto» perché «siamo sulla strada giusta» rispetto ai piani per la ripresa dal Covid presentati dagli Stati e un Dombrovskis che parla della erogazione dei primi soldi a luglio. Sono due pesi massimi di Bruxelles a delineare la road map del Recovery Fund in audizione all'Europarlamento: il commissario all'Economia Paolo Gentiloni e il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis. Il vicepresidente ha chiaro in mente il cronoprogramma per i piani di ripresa nazionale. Tre degli otto Stati membri che devono ancora ratificare la decisione sulle risorse proprie necessarie a sbloccare il Recovery Fund lo faranno questa settimana. In ogni caso il monito del vicepresidente dell'esecutivo di Bruxelles è di «procedere con la ratifica entro il primo giugno». «Presenteremo le prime proposte di approvazione dei piani nazionali di Recovery al Consiglio nella seconda metà di giugno, e il Consiglio ha un mese per approvarle», ha annunciato. E c'è spazio per qualche informazione in più: «Non posso giudicare in anticipo i piani - precisa Dombrovskis - ma posso dire che abbiamo riscontrato un buon equilibrio tra riforme e investimenti e se tutto funziona secondo i piani le prime erogazioni di risorse presumibilmente arriveranno a luglio» e la seconda tranche «a fine anno se ci sarà il raggiungimento dei target». C'è cautela, ma non chiusura sull'opportunità di rendere permanente il Recovery: «Sappiamo che la struttura è temporanea, ma più successo avremo nella sua implementazione, più spazio ci sarà per una discussione su uno strumento permanente di simile natura», ha risposto Dombrovskis. Questo a pochi giorni dalla proposta di Mario Draghi di rendere permanente il fondo Sure, che concede prestiti dedicati per l'occupazione. Sintonizzato sulla questione anche Gentiloni: «Abbiamo ricevuto metà dei piani nazionali di ripresa e resilienza e sono piuttosto soddisfatto sulla evoluzione registrata in questi mesi. Era la prima volta per tutti, Stati, commissione, consiglio, parlamento. Non abbiamo constatato lacune gravi sui piani. I fondi vanno spesi bene e rapidamente con un valore aggiunto per l'economia europea. La Commissione rilancerà la discussione sulla revisione del Patto di stabilità nella seconda metà del 2021 «e» dovrà tenere conto del nuovo ambiente in cui ci troviamo, l'imponente necessità di investimenti pubblici e l'elevato debito che la risposta alla pandemia ha causato». Per il commissario all'Economia il Fondo Next Generation Eu «è uno strumento straordinario. Ovviamente avrà conseguenze permanenti sui mercati finanziari. Ci sarà un debito assunto in proprio dalla Ue che dovrà essere ripagato nei prossimi 30 anni. Ci dovremo impegnare in modo che questo strumento funzioni a dovere, se così sarà allora potremmo metterci d'accordo su nuove risorse proprie anche per ripagare questo debito così contratto. Ma prima di pensare iniziative future è essenziale attuare al meglio il piano e ripagarlo con risorse proprie».

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