Anglotedesco

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giovedì 13 maggio 2021

Più attenzione agli indici ospedalieri.Ma il Cts:resti il modello a colori

 



da IL CORRIERE DELLA SERA del 13 maggio 2021.Monica Guerzoni e Alessandro Trocino

«Il nostro obiettivo è riaprire al più presto l’Italia al turismo, nostro e straniero», ha detto il premier Mario Draghi durante il suo primo question time alla Camera sottolineando che la priorità è fare ripartire quanto prima il settore ricettivo nella massima sicurezza. Intanto, proprio ieri il commissario straordinario, il generale Francesco Paolo Figliuolo, ha aperto alla vaccinazione dei quarantenni a iniziare da lunedì prossimo. Già partita la lettera indirizzata alle Regioni perché si adeguino al piano.

Domani arriveranno i nuovi dati epidemiologici, cioè i numeri sulla pandemia che il premier Mario Draghi aspetta con ansia per cominciare a occuparsi di coprifuoco e riaperture nella cabina di regia di lunedì, 17 maggio, a Palazzo Chigi. Il Molise, l’Umbria e la Sardegna registrano già livelli da zona bianca, ma in alcune regioni come Campania e Lombardia il numero dei contagiati sta aumentando. Così, gli scienziati del Cts (Comitato tecnico-scientifico) frenano sull’idea, lanciata ieri dai governatori nella Conferenza Stato-Regioni, di prevedere il superamento del modello dell’Italia divisa per colori in base al rischio (rossa, arancione, gialla, bianca). E il ministro della Salute, Roberto Speranza, taglia corto: «Il modello in questi mesi ha funzionato e ci ha consentito di affrontare la seconda e terza ondata senza un lockdown generalizzato, ma con specifiche misure territoriali». Su un punto, però, governo e Regioni ieri sono sembrate convergere: «Nella nuova fase, caratterizzata da forte avanzamento della campagna vaccinale e miglioramenti dovuti alle misure adottate — dice Speranza — lavoriamo con l’Isituto superiore di Sanità e le Regioni per adeguare il modello, immaginando una maggiore centralità di indicatori quali l’incidenza e il sovraccarico dei servizi ospedalieri».

Che significa? In arrivo nuovi (e pochi) parametri per la valutazione del rischio Covid, senza escludere che le «zone rosse» possano essere sempre più limitate a piccoli territori e non estese all’intera regione. Addio al vecchio sistema di monitoraggio con 21 parametri e soprattutto all’indicatore Rt, che misura la diffusione del contagio, come indice determinante. Spazio invece al cosiddetto Rt ospedaliero che misura la pressione sugli ospedali, garantendo così ai territori, è l’auspicio dei governatori, la «necessaria tutela da repentini declassamenti». Sennò, dice il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini , si rischiano «paradossi come da noi che abbiamo un Rt che si sta avvicinando al livello 1 sebbene registriamo il crollo dei ricoveri nei reparti Covid e nelle terapie intensive».

Tutto ciò anche in vista della stagione turistica: «Già — chiosa il presidente della Lombardia, Attilio Fontana —. Abbiamo proposto delle soluzioni di grande semplificazione per fare in modo che contribuiscano a rendere l’estate più libera per tutti».

Così, per semplificare, i quattro colori almeno per ora resteranno, ma saranno vincolati all’indice di contagio: 250 casi positivi su 100 mila abitanti in zona rossa; tra 150 e 249 casi in zona arancione;Il sistema dei ventuno parametri verrà sostituito da pochi e diversi criteri tra 50 e 149 casi in zona gialla; fino a 49 casi in zona bianca. Il coprifuoco rimarrebbe solo in zona rossa. Ma attenzione: la pandemia è ancora in corso e malgrado diminuiscano i posti letto occupati nelle terapie intensive (ieri 1.992, 64 in meno di martedì) ci sono stati altri 7.852 nuovi contagi, 906 in più rispetto al giorno prima, con un tasso di positività che sale al 2,6% dal 2,4 di due giorni fa. E anche i morti di Covid purtroppo non diminuiscono. Anzi: ieri altri 262. Martedì erano stati 251.

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