Anglotedesco

Anglotedesco

martedì 11 maggio 2021

Riaperture, Draghi frena tutti

 


da IL CORRIERE DELLA SERA del 12 maggio 2021.Fabrizio Caccia

La cabina di regia che dovrà decidere su riaperture e coprifuoco slitta a lunedì. E le scelte saranno fatte in base all’evoluzione epidemiologica. Il premier Draghi alla fine decide di far slittare la riunione per avere più dati a disposizione. La Lega, invece, chiedeva subito un vertice per togliere il coprifuoco. Sul fronte vaccini Pfizer dice: «No al rinvio dei richiami». Ma il commissario per l’emergenza Figliuolo replica: nessun cambio.

La questione «coprifuoco e riaperture» sarà affrontata a Palazzo Chigi solo «a partire da lunedì» prossimo, 17 maggio, in base all’evoluzione epidemiologica. Passo e chiudo. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha deciso così al termine di una giornata infuocatissima: ogni pressione verso di lui respinta al mittente.Niente cabina di regia, quindi, venerdì 14 maggio, come invece avrebbero voluto tutti i partiti della sua maggioranza, con in testa il centrodestra, che ieri mattina, nella riunione convocata sulla carta solo per discutere del «Dl Sostegni bis» alle aziende, avevano quasi assediato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, chiedendogli di rivedere in fretta l’agenda di governo. Il ministro dello Sviluppo economico, il leghista Giancarlo Giorgetti, parlando addirittura di «necessità e urgenza».

Già oggi, comunque, alla Conferenza Stato-Regioni, le pressioni continueranno: i governatori insistono per il posticipo di almeno un’ora (alle 23) del coprifuoco. E il centrodestra di governo (Lega, Fi, Udc e Cambiamo) ha già presentato al Senato una mozione (a firma Bernini, Romeo, De Poli, Romani) per chiedere a Palazzo Chigi di «superare l’attuale regime del coprifuoco» alle 22 e «prevedere un’anticipazione delle riaperture e della ripresa delle attività previste per giugno e luglio».

Pure il Pd si è detto favorevole a discutere di riaperture, «se i numeri migliorano e se la campagna vaccinale prosegue a ritmi serrati». Il capogruppo del M5S in Senato, Ettore Licheri, mette però un paletto: «La priorità è superare il Covid e far ripartire il Paese, rivedendo il coprifuoco e andando avanti con le riaperture guardando i dati sanitari, ma senza propaganda...». «Basta», insomma, alle «bandierine ideologiche» agitate dai partiti. «Non si tratta di piantare bandierine — replica la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini —. Quaranta miliardi di perdite in un anno sono un salasso paragonabile a una maximanovra, con effetti devastanti anche per l’erario. La nostra è una mozione di buonsenso».

Intanto, anche l’opposizione fa il suo lavoro e Fratelli d’Italia domani sarà in Senato con la sua mozione «per impegnare il governo su 4 punti fondamentali: rimuovere il coprifuoco alle 22, rendere le mascherine obbligatorie all’aperto solo quando non è possibile rispettare il distanziamento, rimuovere il limite per le visite ad amici e parenti e, infine, permettere l’immediata riapertura delle attività commerciali, delle palestre e dei luoghi di cultura». «Sulle chiusure Draghi è più rigido di Conte» ha detto la leader Giorgia Meloni. E poiché pure i renziani di Italia viva (a prima firma Faraone) hanno depositato al Senato una mozione per le riaperture, l’accelerazione del certificato verde e lo stop al coprifuoco, ecco che il leader della Lega, Matteo Salvini, si dice soddisfatto: «Finalmente, almeno a parole, tutti si dicono pronti a rivedere chiusure, divieti e coprifuoco come noi chiediamo da tempo. Attendiamo i fatti. La nostra posizione è riaprire con buonsenso, per tutelare il diritto al lavoro di giorno e di sera». Ma se ne riparlerà lunedì. Draghi alla fine ha tirato dritto. La prudenza è l’unica bussola a guidarlo.

Nessun commento:

Posta un commento