Anglotedesco

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venerdì 7 maggio 2021

Schiacciato dalla lastra di cemento

 


di Alessandro Banfo

È ancora allarme rosso per la sicurezza sul lavoro in Italia, con politica e istituzioni che provano a correre ai ripari. Dopo le tragiche morti della giovane Luana D'Orazio a Prato e del 49enne Cristian Martinelli travolto da una fresa a Busto Arsizio, stavolta il dramma arriva dal Bergamasco, a Pagazzano. Un operaio di 46 anni ieri mattina è rimasto schiacciato da una lastra di cemento, mentre la stava spostando attraverso una gru. Per l'uomo, che con altri colleghi stava lavorando alla costruzione di alcune villette, non c'è stato nulla da fare. Gli infortuni sui luoghi di lavoro sono in forte aumento, tanto che nel 2021 l'Inail ha registrato quasi due vittime al giorno. Numeri enormi, che Sergio Cofferati definisce «inaccettabili per un Paese che si ritiene progredito come il nostro». L'ex segretario della Cgil parla di «emergenza assoluta» e spiega come il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro rappresenti un argomento da affrontare «in vari modi e a vari livelli». Come? In primis sotto il punto di vista legislativo, perché secondo Cofferati la normativa che dovrebbe garantire i lavoratori «è inadeguata». «Ci sono molti disegni di legge in Parlamento ma non li discutono, c'è stata un'insopportabile distrazione della politica». Il Parlamento sembra aver colto l'importanza del momento e il 12 maggio in Senato sarà costituita una Commissione di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati. Difficile dire che basterà, con i sindacati che ieri, incontrando il ministro dell'Economia Daniele Franco e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli, hanno chiesto risposte sul tema e hanno annunciato di voler aprire subito una grande vertenza nazionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il momento storico di certo non aiuta. Per Cofferati «con la pandemia l'incertezza nel lavoro e di condizioni dignitose per diritto e salario può spingere le persone a comportamenti sbagliati». L'esempio è quello dei rider, un lavoro a bassa professionalità e con un salario legato alla quantità di impiego svolta, che rischia di spingere tanti «a superare alcune barriere con rischio elevato» per guadagnare il necessario. Ecco allora che entra in gioco la tecnologia che, secondo l'ex sindaco di Bologna, non deve «aumentare i rischi per le persone», ma essere accompagnata dalla sicurezza assoluta per i lavoratori. 

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