Anglotedesco

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domenica 16 maggio 2021

Speranza propone agli alleati un "patto per il ballottaggio"

 



Ancora una volta uno accanto all'altro su Zoom, ancora una volta pronti a indicare l'orizzonte (futuro) nell'esigenza contingente di sopravvivere agli ostacoli del presente. Questa volta, l'occasione è l'assemblea nazionale di Articolo Uno. Giuseppe Conte e Enrico Letta sono ospiti virtuali di Roberto Speranza. È il leader in pectore del M5S a mettere in chiaro le cose: «Abbiamo alle spalle un cammino comune, un percorso franco di continuo scambio e di arricchimento reciproco. Penso che questa collaborazione leale debba continuare e che l'esperienza M5S - Pd - Leu non possa essere accantonata. Ora però dobbiamo darci un orizzonte di senso».Conte registra le difficoltà del momento, che hanno a che fare con la sfida nelle città che si terrà in autunno. Le corse in solitaria dei due principali alleati a Roma e Torino complicano, e non poco, il quadro. L'ex premier, in ogni caso, non intende perdersi d'animo. «Chi pensava che il nostro dialogo dovesse così, d'emblée, portare a delle coalizioni sempre congiunte non si misura col principio di realtà», chiarisce. Di più. «Non c'è nessuna sfiducia e nessuna rassegnazione. Continuiamo a lavorare», perché il traguardo vero sono le elezioni politiche. Letta concorda e ancora una volta derubrica le amministrative a una fase di passaggio. «Dobbiamo farne una tappa di avvicinamento e di convergenza verso le politiche», dice, condividendo il «principio di realtà» espresso da Conte. Sul futuro, però, il leader Dem si sbilancia un po' di più. «Noi staremo insieme alle prossime elezioni politiche, faremo parte di una proposta comune. Io ne sono convinto», azzarda. Il tempo, nella strategia degli alleati, è fondamentale. Scorre speculare - come in una clessidra - rispetto a quello di Matteo Salvini. Vuole una data di scadenza per la legislatura il leader leghista, hanno bisogno di margini non eccessivamente brevi gli alleati per portare avanti il cantiere. Un primo passo fondamentale, però, almeno secondo Speranza, alle amministrative può essere fatto. Il padrone di casa invita i suoi interlocutori a utilizzare il tempo da qui a ottobre per andare a cercare «ogni possibile margine» di alleanza. Non solo. Se così non fosse, dove così non sarà, il ministro della Salute chiede «da subito» di «essere chiari sul dopo». Un accordo per il secondo tempo «a scatola vuota». «Caro Giuseppe, caro Enrico - scandisce - al ballottaggio dovremmo in ogni caso tutti insieme sostenere chi di questa famiglia è riuscito ad arrivare al secondo turno».Anche in questo caso, però, guardando a Roma e Torino e facendo sempre fede «al principio di realtà» evocato dai due, la prospettiva non è semplice. Intanto, però, si registra un riavvicinamento tra ex. È Speranza a muovere: «Se le Agorà di Enrico Letta sono il tentativo di ricostruire un pensiero, di ricostruire un partito, io penso che dobbiamo starci, con le nostre idee», dice. I Dem apprezzano. L'obiettivo, da giugno a settembre, è spalancare il campo del centrosinistra. Poi, dopo la tappa delle amministrative, si farà sul serio. 

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