Anglotedesco

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lunedì 17 maggio 2021

Stefania Sandrelli controcorrente: «I cinema devono riaprire per ultimi»

 



Di Marco Pomella

Il tema delle riaperture, con «i cinema che sono tra le ultime cose che devono riaprire»; i ristori «che sono mancati, specie per il mondo del teatro, della musica e dei concerti»; e poi la sua nuova vecchia passione, la lirica, che l'ha portata dal conoscere le arie pucciniane da nonno Pietro quando era solo una bambina, a dirigere la Tosca là dove il Maestro ha composto le arie più belle, a Torre del Lago Puccini. È una Stefania Sandrelli che si racconta a tutto tondo quella che confida: «Di fronte alla pandemia pensavo di essere più coraggiosa di quanto ho scoperto di essere». «Il cinema? Mi dispiace dirlo perché è la mia prima passione, ma credo sia una delle ultime cose che si debba riaprire. È per sua definizione assembramento. Non si può immaginare - spiega Stefania Sandrelli - il cinema distanziato. È bello proprio perché si fa a spallate per entrare, per assistere a una proiezione: secondo me è questo il senso del cinema. Per cui sarebbe bene le sale cinematografiche aprissero come ultima cosa, anche se, per me, rimane la prima passione». L'attrice versiliese la vede in modo diverso per quanto riguarda i teatri. «Ci si accorgerà presto - dice - di quanto la gente senta la mancanza di teatro, musica e concerti, che sono vero nutrimento per lo spirito. Credo che il teatro possa ripartire in modo comodo e sicuro, sia per il pubblico che per i teatranti. Ora poi con la bella stagione si possono sfruttare arene e spazi all'aperto». I concerti, e la musica in generale, secondo Stefania Sandrelli sono tra i comparti che hanno subìto di più l'assenza di ristori. «Penso che tra le arti la musica è quella che ha ricevuto meno sostegno. Mi dispiace perché credo che invece alla gente una delle cose che siano mancate di più sono proprio i concerti. Questo mi spaventa, perché credo che la musica sia la più alta delle arti». Ma la pandemia ha scosso da vicino anche le convinzioni dell'attrice e regista nata a Viareggio nel 1946. «Questo ultimo anno di pandemia mi ha infragilito. Ho paura di quel che non conosco. Devo essere sincera: durante la prima fase della pandemia non avevo percepito la gravità della situazione. Durante il primo lockdown ero molto più attiva, semplicemente perché non mi aspettavo quello che sarebbe successo. Questo ultimo anno mi ha molto infragilito. Sono, credevo di essere almeno, una persona molto coraggiosa. Ma la pandemia mi ha mostrato chiaramente che pensavo di essere molto più coraggiosa di quanto in verità ho verificato di essere». In estate farà il suo debutto alla regia di un'opera lirica: la Tosca di Giacomo Puccini, di scena al teatro di Torre del Lago a Viareggio nell'ambito del Festival Pucciniano. Sarà di scena il 23 luglio, e poi il 6 e 13 agosto. «Adoro la lirica, adoro Puccini. Dirigere la Tosca nella cornice del teatro Pucciniano di Torre del Lago è un sogno nel cassetto, che ora si avvera. Conosco a menadito le arie pucciniane fin da quando ero solo una bambina: mio nonno Pietro me le cantava quando vivevamo a Viareggio, coi miei fratelli. Una passione che porto avanti da allora: oggi è mio nipote a portarmi a vedere concerti e lirica, è un vero melomane. Dirigere un'opera pucciniana in un contesto così esclusivo è davvero emozionante. Tra tutte le opere di Puccini - aggiunge la regista - quella che preferisco è La Boheme. Ma non potevo dirigerla: ho assistito a quella realizzata da Ettore Scola, meglio di così non è possibile farla, ha aggiunto dei valori che solo lui poteva attribuire a un'opera così bella e complessa. La Tosca che avrò l'onore di dirigere - conclude - è invece l'opera più drammatica del repertorio di Puccini. Non può essere sradicata dalla sua natura. L'unico valore che mi piacerebbe aggiungere all'opera è la potenza, mi piacerebbe dare a Tosca molta potenza, una superpotenza». Stefania Sandrelli sarà a Viareggio per le prove della Tosca a luglio. «Avrei voluto esserci prima e dedicarmi completamente al progetto Tosca - spiega - ma in contemporanea mi sto dedicando a un altro prestigioso progetto di lavoro, a cui non potevo dire di no».

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