Anglotedesco

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mercoledì 12 maggio 2021

Strage in una scuola russa Il killer: «Sono Dio e vi odio»




da IL CORRIERE DELLA SERA del 12 maggio 2021.Fabrizio Dragosei

Immagini drammatiche trasmesse sui social che hanno fatto tornare in mente a tutti la più grave strage mai compiuta in una scuola, quella avvenuta a Beslan, in Ossezia del Nord, nel 2004. Questa volta i fotogrammi di ragazzi a terra e di giovani che scappano anche lanciandosi dalle finestre, arrivano da Kazan, sul Volga, dove un diciannovenne squilibrato ha ammazzato sette studenti e due insegnanti e ha ferito altre 21 persone, alcune molto gravemente.

Un massacro non dettato da motivi politici e che appare completamente senza senso, con l’assalitore, un ex allievo della stessa scuola media che prima dell’assalto aveva annunciato di essere Dio. E aveva annunciato: «Libererò il mondo da una gran massa di spazzatura biologica». Il killer, Ilnaz Galyaviev, aveva smesso di frequentare un istituto professionale anche se, come spesso accade in questi casi, molti lo ricordano come «un giovane rispettoso e scrupoloso». Aveva appena acquistato un fucile da caccia a ripetizione. Ieri mattina è uscito di casa con l’arma, uno zainetto e una borsa nella quale, probabilmente, aveva anche qualche congegno esplosivo. Quando è arrivato alla porta della scuola media il custode ha tentato di bloccare l’ingresso ma lui lo ha fatto saltare con una carica ferendo l’uomo. Subito ha iniziato a sparare a chi incontrava, colpendo insegnanti e allievi. Due professoresse sono morte, altre sono rimaste ferite mentre veniva dato l’allarme.

Per radio la preside ha detto a tutti di barricarsi nelle aule. Una studentessa ha raccontato che assieme ai compagni avevano appena chiuso la porta e accatastato dei banchi quando hanno sentito il killer arrivare. «Ha tentato di spingere la porta, poi ha sparato contro la serratura ma non è riuscito a entrare». Altri alunni fuggivano servendosi di scale che i pompieri avevano appoggiato all’edificio o saltando dalle finestre.

Ilnaz intanto era riuscito a entrare nell’aula dell’ottava classe, dove ha aperto il fuoco, uccidendo quattro ragazzi e tre ragazze, tutti quattordicenni. Dopo la cattura ha proseguito con le sue folli farneticazioni: «Da due mesi dentro di me si è risvegliato un mostro… e non tentate di appiccicarmi una delle vostre etichette psicologiche o extrasensoriali. Odio tutti e non ho né madre né padre». Putin ha ordinato di inasprire le leggi sul porto d’armi, ma la Russia non è un Paese dove circolano in abbondanza pistole e residuati bellici. In pratica, quasi unicamente fucili da caccia.

E le azioni di questo tipo non sono frequenti. L’ultima avvenne tre anni fa in Crimea, quando un altro ex studente uccise 21 ragazzi prima di suicidarsi. E poi Beslan, naturalmente. Con 334 morti, tra i quali 186 bambini.

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