Anglotedesco

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martedì 25 maggio 2021

TIZIANA NISINI: «La vera soluzione è nei contratti di espansione»



Tiziana Nisini, (Lega) sottosegretaria al Lavoro, ha una sua proposta per arginare i licenziamenti. Puntare sui "contratti di espansione", una misura che prevede il pagamento di un'indennità pari alla pensione lorda per chi sia al massimo a 5 anni dalla pensione. Il trattamento, infatti, può durare non più di 60 mesi e deve essere accompagnato da un piano di esodo e di riassunzioni, oltre che di riorganizzazione dell'impresa da parte del datore di lavoro. Una via d'uscita migliore da quella proposta dal ministro Andrea Orlando, con cui Tiziana Nisini si è scontrata in modo duro negli ultimi giorni.

Sottosegretaria Nisini perché ha parlato di "un'imboscata" da parte del ministro Orlando riferendosi all'inserimento delle nuove disposizioni sul lavoro nel decreto Sostegni bis?

«Sono stata molto critica sulla misura non presente in bozza e presentata in consiglio dei ministri per il fatto che l'accordo siglato e chiuso con il decreto Sostegni 1, convertito in legge il 22 maggio, affiancava al blocco dei licenziamenti 13 settimane di cassa Covid. A distanza di pochi giorni la misura è stata rimessa in discussione prorogando il blocco fino al 28 agosto senza accompagnarlo con nuove settimane di cassa Covid. Vista l'importanza dell'argomento avrei preferito un'ampia discussione. Invece si sono solo creati apprensione e ritardi nel varo del decreto Sostegni bis. Siamo tutti a lavoro per trovare una soluzione che concili lavoratori e imprese. Draghi è un ottimo mediatore e ha lavorato per trovare una soluzione di equilibrio che soddisfacesse tutte le parti». 

Le norme inserite da Orlando nel Sostegni bis erano state annunciate o concordate con tutti i membri del governo?

«Sulla misura riguardante i licenziamenti entrata all'ultimo non c'è stata quella discussione che dovrebbe essere alla base dello spirito di questo Governo. Lo spirito unitario non deve essere solo tra partiti ma anche nel costruire un clima di unità tra le parti sociali, le imprese, le associazioni di categoria. Fare muro contro muro non serve a nessuno».

Quale sarebbe, secondo lei, una disposizione che potrebbe mettere in sicurezza posti di lavoro, tenuta delle imprese e ripartenza?

«Sto lavorando molto alla misura dei contratti di espansione. Possono essere uno strumento utilissimo nel lungo periodo, quando ci avvieremo verso il ritorno a una nuova normalità. Bisogna favorire il ricambio generazionale, creando le condizioni migliori per le imprese di poter mandare in pensione i propri dipendenti, sostituirli con nuove assunzioni puntando a formare le nuove generazioni per farle trovare pronte alle sfide del nuovo mercato del lavoro».

Cosa ne pensa della mediazione di Draghi? (Niente licenziamenti per chi accedere alla Cassa integrazione ordinaria gratuita).

«Con il decreto Sostegni bis Draghi ha lavorato a una misura più equilibrata per ovviare alle criticità espresse da più parti. Il ruolo di Draghi è centrale per trovare un punto di equilibrio tra esigenze diverse». 

Perché la proposta Draghi vale solo per industria ed edilizia? 

«Il terzo settore non avendo ammortizzatori ordinari segue un altro percorso. Le categorie più colpite dalla crisi, come quelle del turismo e del commercio, hanno la possibilità di continuare ad usare la cassa Covid. Per chi non ha l'ammortizzatore ordinario, il decreto Sostegni ha inserito 28 settimane di cassa integrazione gratuita che potrà essere usata in maniera dilazionata fino alla fine dell'anno oppure se utilizzata continuativamente fino al 31 ottobre. Data di fine blocco dei licenziamenti. Nel Sostegni bis è comunque previsto un incentivo che prevede l'esonero contributivo al 100% per i dipendenti che verranno riconfermati dopo il blocco dei licenziamenti e la fine della cassa Covid. Detto ciò attendiamo la bollinatura del decreto».

Cosa risponde alle pressioni di Confindustria di riprendere a licenziare subito?

«Non credo che l'idea di Confindustria sia quella di licenziare. Anzi, nel mio confronto quotidiano con categorie e imprese c'è voglia di crescere e di creare le condizioni migliori per creare posti di lavoro» 

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