Anglotedesco

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venerdì 28 maggio 2021

Una crisi lunga decenni che ha inghiottito 13 miliardi

 



Fusioni fallite, tentativi di privatizzazione, ingressi di compagnia straniere e newco: negli anni il destino di Alitalia è stato sempre appeso a un filo. Sommando le cifre immesse dallo Stato negli ultimi decenni, si arriva a 13 miliardi. Queste le principali tappe di una crisi infinita.

PRIVATIZZAZIONE

Le prime turbolenze finanziarie a metà anni '90. Nel 1996 il governo Prodi avvia la prima privatizzazione: il 37% del capitale in Borsa ma manca un partner di peso. Nel 1999 la scelta cade sugli olandesi di Klm. Il sodalizio si spezza appena nove mesi dopo. Nel frattempo la presenza sul mercato si complica con l'ingresso di Ryanair, che con una struttura leggera attua prezzi concorrenziali.

DA AIR FRANCE AL CAI

Nel 2007 Prodi decide allora di trattare in esclusiva con Air France. Silvio Berlusconi promette agli elettori una battaglia per preservare «l'italianità». Air France si sfila. Berlusconi va al Governo e incarica Corrado Passera, per il "Piano Fenice", che porta Alitalia a scorporarsi in una "bad company", che rimane a carico dello Stato, e una "good company" che prende il nome di Cai. Bruxelles dice no perché si configurerebbe l'aiuto di Stato. Poi viene trovato l'accordo. Cai acquista la good company e sulle spalle dello Stato rimane una bad company con debiti per un miliardo. A riportare Alitalia sul baratro sono però gli errori di strategia. Chiuso il miglior bilancio di sempre della storia di Cai (appena 69 milioni di rosso), nel 2012 Rocco Sabelli lascia. Il 2013 vede Alitalia di nuovo prossima al fallimento. Nel 2014 entra Ethiad, ma la compagnia non riesce a riprendersi. Nel 2015 è di nuovo Cai, trasformata in holding, a tirare le fila. Ma non basta a risollevare l'azienda. Si va in amministrazione controllata e solo nel 2018 Alitalia ritrova un piccolo utile.

IL PIANO PER LA NEWCO E FS 

Il 12 ottobre 2018 il governo targato Lega-M5S,annuncia che lo Stato è pronto tornare azionista di Alitalia e cerca partner presentando un'offerta. La soluzione ipotizzata è una newco con una dotazione iniziale di almeno 2 miliardi, partecipata per circa il 15% dal Tesoro e con il coinvolgimento di Ferrovie dello Stato e Cdp per la flotta, insieme a un partner industriale internazionale. E Fs individua in Atlantia il partner di una cordata che comprende anche Delta e Mef.Arrivano il Conte bis e la sesta proroga. Serve un piano di rilancio che non arriva. Il 3 ottobre 2019 Atlantia annuncia che per andare avanti servono «modifiche profonde» al piano di rilancio. Fs delibera la disponibilità ma mette nero su bianco che nella newco Fs sarà socio di minoranza. Nel frattempo altro prestito ponte da 350 milioni per 6 mesi. Si torna a parlare di nazionalizzazione. E su Alitalia arriva anche la spada di Damocle dell'indagine Ue per gli aiuti di Stato. bando e disco verde ue A marzo 2020 è pubblicato il nuovo bando per le manifestazione di interesse per l'acquisto della società. Il 30 giugno l'ex premier, Giuseppe Conte, nomina i nuovi vertici della compagnia: Francesco Caio sarà presidente e Fabio Lazzerini avrà il ruolo di amministratore delegato. Il 9 ottobre viene firmato il decreto dei ministri dell'Economia, dei Trasporti, dello Sviluppo economico e del Lavoro che fa nascere la nuova Alitalia: la newco si chiama Ita, acronimo per Italia trasporto aereo. A seguito di discussioni intense e costruttive a tutti i livelli, la Commissione Ue e le autorità italiane hanno raggiunto un'intesa comune sui parametri chiave per garantire la discontinuità economica tra Ita e Alitalia. 

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