Anglotedesco

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lunedì 10 maggio 2021

Vaccini, computer, concorsi: così prova a ripartire la scuola

 


Emergenza Covid, scuole chiuse, dad, banchi a rotelle. Se queste sono state le parole più inflazionate dell'anno scolastico ormai trascorso (manca un mese alla conclusione), quali saranno quelle del prossimo? Lezioni in presenza e in sicurezza, stop alle classi pollaio, ddi (didattica digitale integrata), precari, tracciamento e test salivari: queste, nelle intenzioni del governo, le parole chiave per il prossimo anno anche se per l'avvio di settembre si tratta di obiettivi difficilmente realizzabili, come spesso denunciato da Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi. Del resto le carenze del sistema scolastico italiano non sono nate con la pandemia ma di certo con la pandemia si sono aggravate. Ritardi che vengono da lontano, da decenni di scarsi investimenti e che adesso, nell'era Draghi, il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, ha la volontà di recuperare. Forte anche delle risorse ingenti che arriveranno con il Piano di ripresa e resilienza: sono previsti, infatti, per il settore dell'Istruzione e della ricerca ben 30,88 miliardi. E prima ancora, c'è il Piano per l'estate - 510 milioni di euro - quel ponte, per usare la parola scelta dal ministro, che dovrebbe portare i ragazzi verso l'anno prossimo aiutandoli a recuperare socialità e rafforzare apprendimenti.Classi pollaio, precari, digitalizzazione ma anche a latere il nodo dei trasporti che inciderà sulla ripresa delle lezioni in presenza. Su tutto pesa naturalmente l'incognita numero uno, quella del Covid. A settembre la situazione dovrebbe essere maggiormente sotto controllo dal momento che l'andamento della campagna vaccinale procede a buon ritmo e che è ripresa anche la vaccinazione del personale scolastico. Adesso la percentuale del personale scolastico vaccinata è al 70 per cento, la previsione del ministro è che a settembre avranno ricevuto tutti il vaccino. Mentre ancora incerta è, ad oggi, la possibilità che vengano vaccinati pure i più piccoli anche se l'agenzia europea per i farmaci sta lavorando proprio sull'ipotesi di immunizzare gli under 15. Altra incognita, i precari. Non si sa se da settembre l'anno scolastico partirà, come sempre, col problema delle cattedre vuote o se, come sembra, ci possa essere la svolta attesa dai docenti che da anni ormai insegnano con contratti a termine. Il ministero assieme al presidente Mario Draghi e al Ministero delle finanze sta cercando una soluzione: forse un provvedimento per stabilizzare i 200mila precari e tra le ipotesi ci sarebbe quella di prevedere una formazione continua durante l'anno e una valutazione finale.L'obiettivo è arrivare a un sistema a regime con concorsi annuali. Ma anche qui non vi sono certezze. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede la «riforma del sistema di reclutamento dei docenti» e nel testo si spiega che «l'attuale sistema richiede una revisione finalizzata a poter coprire, con regolarità e stabilità, le cattedre disponibili con insegnanti di ruolo». I tempi? Nel Pnrr si legge che «il processo normativo sarà avviato nel 2021 e concluso nel 2022». 

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