Anglotedesco

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giovedì 6 maggio 2021

Vaccini,scontro sui brevetti


di Andrea Capello

L'appoggio alla revoca dei brevetti sui vaccini anti Covid annunciato da Joe Biden scuote il mondo alla ricerca di una via di uscita dalla pandemia. L'Organizzazione mondiale della sanità lo definisce un «momento monumentale» nella lotta contro il coronavirus e l'Europa, tramite la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, fa sapere di essere «pronta a discutere» la proposta degli Stati Uniti così come qualsiasi altra che serva per affrontare la crisi «in modo pragmatico ed efficace».

SOSTEGNO DELL'ITALIA

Una posizione che aderisce perfettamente a quella dell'Italia. Per il presidente del Consiglio Mario Draghi i vaccini sono «un bene comune globale» ed è quindi prioritario «aumentare la loro produzione garantendone la sicurezza» oltre ad abbattere «gli ostacoli che limitano le campagne vaccinali».Sì 

DI MACRON E PUTIN

«Completamente d'accordo» si dice anche il presidente francese Emmanuel Macron e pure Vladimir Putin, da tempo in rotta di collisione con l'Unione europea, fa sapere che la Russia è «pronta a sostenere l'idea della revoca delle protezioni dei brevetti» sui vaccini. 

LA GERMANIA SI SMARCA

Più scettica, invece, la cancelliera tedesca Angela Merkel che vede nella protezione della proprietà intellettuale «una fonte di innovazione e deve rimanere tale anche in futuro». Secondo la cancelliera tedesca il fattore limitante è invece «la capacità di produzione e non i brevetti». E d'altronde proprio in Germania ha sede la BioNTech, produttrice di uno dei principali vaccini insieme all'americana Pfizer. 

LE AZIENDE CONTRARIE

Entrambe le aziende farmaceutiche non nascondono la loro contrarietà all'idea lanciata da Biden. Mentre in Italia a rincarare la dose è Farmidustria che si dice «sorpresa e preoccupata» per le iniziative internazionali volte a «ridurre o annullare» la proprietà intellettuale.

I DUBBI DEGLI SCIENZIATI

Gli stessi scienziati non nascondono le loro perplessità. «Dal punto di vista prettamente industriale un privato investe per trarre un profitto. Se arriva una pressione politica può disincentivare le aziende a metterci dei soldi», argomenta l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco, mentre Nino Cartabellotta, presidente della fondazione per la sanità pubblica Gimbe, mette in luce come «la sospensione dei brevetti senza la cessione di know-how sia solo uno slogan politico che non incrementa la produzione mondiale di vaccini anti-covid». Anche perché, come spiegato da Guido Rasi, ex direttore generale dell'Agenzia europea per i farmaci, i vaccini «non sono la torta della nonna che ti lascio la ricetta e più o meno la rifai». Servono competenze, strutture adeguate, controlli e soprattutto tempo.

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