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domenica 30 maggio 2021

Variante indiana, salgono i contagi Londra frena sul «liberi tutti»

 



Per Boris Johnson è di nuovo dilemma: procedere col piano di riaperture o tirare il freno di fronte al diffondersi della variante indiana del coronavirus?Secondo il calendario per l’uscita dal lockdown, il prossimo 21 giugno dovrebbe essere la data per la fine di tutte le restrizioni: ma intanto i contagi stanno di nuovo salendo e gli esperti fanno a gara nel raccomandare cautela.

Non che la situazione sia drammatica: è vero, questa settimana sono stati registrati un quarto di contagi in più rispetto a quella precedente, ma i numeri assoluti restano molto bassi (ieri hanno contato 3.398 nuovi casi). Soprattutto, i vaccini sembrano aver spezzato il legame tra infezioni, ricoveri e decessi: il numero delle persone in ospedale non è salito e ormai da settimane si contano meno di dieci morti al giorno per Covid in tutta la Gran Bretagna. Un successo dovuto al fatto che adesso circa tre quarti della popolazione adulta ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino e quasi la metà è completamente immunizzata.

La variante indiana desta tuttavia preoccupazione: si diffonde molto rapidamente, tanto che ormai rappresenta tre quarti dei nuovi casi. E anche per questo è stata ulteriormente accelerata la campagna di vaccinazione, che ora è aperta anche ai trentenni e prevede un intervallo più breve tra la prima e la seconda dose.

Ma, soprattutto, è sotto riesame l’idea di abbandonare ogni restrizione. Il governo si sta orientando invece verso un compromesso: il 21 giugno verrebbe tolto il limite di sei persone per le riunioni al chiuso e l’obbligo del distanziamento sociale, ma rimarrebbe l’invito a lavorare da casa e l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso e sui mezzi pubblici (all’aperto invece la mascherina non è mai stata imposta).

L’obiettivo è quello di sostenere la ripresa economica, eliminando le residue restrizioni per bar e ristoranti, così come ci sarebbe il via libera per discoteche e grandi eventi. Cautela però sul resto: anche perché Boris vuole evitare di commettere errori adesso che è quasi arrivato al traguardo. Nei giorni scorsi il suo ex consigliere principe, Dominic Cummings, lo ha frontalmente attaccato in Parlamento, rinfacciandogli di aver fatto morire l’anno scorso migliaia di persone con le sue esitazioni. Johnson non può permettersi altri sbagli.

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