Anglotedesco

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venerdì 7 maggio 2021

Vertice col ministro sulla tragedia di Luana

 



di Maria Lardara

Può il più grande distretto tessile d'Europa avere dodici ispettori del lavoro, due ispettori dell'Inps e due dell'Inail? Sedici ispettori per controllare una platea di 28.886 aziende, di cui quasi 8mila nel tessile-abbigliamento. Nel 2021 succede questo a Prato, dove lunedì scorso Luana D'Orazio ha perso la vita risucchiata da un orditoio in una ditta di Montemurlo. E dove oggi alle 15 arriverà il ministro del Lavoro Andrea Orlando. «Dobbiamo incidere su due punti - aveva dichiarato mercoledì Orlando al Tg1 - il primo è la carenza degli organici negli uffici che devono fare i controlli, il secondo è il coordinamento di questi uffici. Per questo abbiamo sbloccato un concorso da duemila unità per l'ispettorato nazionale del lavoro». Nel giorno dello sciopero generale proclamato da Cgil, Cisl e Uil, Orlando avrà un colloquio con la prefetta Adriana Cogode e con i sindaci di Prato e Montemurlo Matteo Biffoni e Simone Calamai. Poi si fermerà a parlare con il direttore del dipartimento prevenzione dell'Asl Toscana Centro Renzo Berti. Vedrà i rappresentanti della direzione del lavoro, di Inps e Inail. È come se il dolore per due giovani vittime spezzate sul lavoro (prima Sabri Jaballah, il 2 febbraio, in una filatura a Montale e poi, il 3 maggio, Luana D'Orazio in un'orditura a Montemurlo) avesse scoperchiato un vaso di Pandora fatto di coperte sempre troppo corte e di asticelle numeriche al ribasso. Quei numeri che i rappresentanti del mondo sindacale conoscono fin troppo bene. Prendi gli ispettori del lavoro, quelli che vanno nelle ditte per verificare se i contratti sono regolari. Secondo la Fp Cgil, a Prato l'organico di 12 unità sarebbe sottodimensionato almeno del 50 per cento, per effetto di mancate assunzioni. Per non parlare degli ispettori dell'Inail, l'istituto contro gli infortuni sul lavoro: sono due. Piange anche il piatto dell'Inps: due ispettori, con il compito di vigilare se a un dipendente vengono versati regolarmente i contributi. «Nell'ultimo anno - dice Sandro Malucchi, segretario provinciale Fp Cgil - gli ispettori Inps sono rimasti in due perché uno è andato in pensione mentre sei unità hanno chiesto e ottenuto dalla direzione il trasferimento a Firenze». Non sono rose e fiori nemmeno per i tecnici della prevenzione. L'Asl Toscana Centro ne ha in forza 47 a Prato, reclutati grazie al progetto "Prato lavoro sicuro" della Regione voluto dall'ex presidente Enrico Rossi all'indomani del rogo di Teresa Moda (1° dicembre 2013) dove morirono sette operai cinesi. «Alla fine del 2020 fu deciso che il piano non prevedesse più controlli speciali ma ordinari - racconta Berti - senza guardare più all'aspetto etnico ma al profilo di rischio». In sostanza, ora questi 47 tecnici si occupano di prevenzione sia nelle aziende cinesi che italiane. Giovani figure stabilizzate negli ultimi anni cui si aggiungono otto tecnici di comprovata esperienza. A Prato, secondo i dati che snocciola il numero uno del dipartimento prevenzione, si sono registrati 35 infortuni nel tessile fra il 2018 e il 2020. L'Asl non risponde alla domanda se di recente sia stata ispezionata l'orditura dove è morta Luana. Ma negli ultimi tempi i controlli hanno preso prevalentemente un'altra piega: i focolai di Covid nelle fabbriche. «Abbiamo dovuto gestire gli aspetti della sicurezza sui luoghi di lavoro legati al contrasto dell'epidemia», ammette Berti. Tira di qua, tira di là, la coperta è sempre corta.

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