Anglotedesco

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domenica 16 maggio 2021

Via libera ai test salivari: possibili anche sugli studenti



Il ministero della Salute con una circolare dà il via libera all'uso dei test salivari per la diagnosi di infezione da Sars-Cov-2. Viene però suggerito di ricorrere al campione di saliva «qualora non sia possibile ottenere tamponi oro-nasofaringei». Inoltre, la circolare sottolinea che il test salivare può essere considerato un'opzione per il rilevamento dell'infezione «in individui asintomatici sottoposti a screening ripetuti per motivi professionali o di altro tipo, per aumentare l'accettabilità di test ripetuti, qualora vengano sottoposti a screening individui molto anziani o disabili o in caso di carenza di tamponi». Questo perché «gli studi disponibili indicano una sensibilità diagnostica variabile dei test molecolari su campioni di saliva, in relazione alla tecnica di raccolta: una sensibilità maggiore è stata rilevata nella saliva orofaringea posteriore del primo mattino, mentre una sensibilità inferiore è stata osservata con la tecnica del "general spitting" (ovvero lo sputo, ndr)». Inoltre, «la sensibilità diminuisce dopo i primi cinque giorni dall'inizio dei sintomi». Il ministero della Salute sottolinea poi come «i dati sull'uso della saliva in pazienti pediatrici sono limitati, anche se, data la semplificazione della tecnica di prelievo i test salivari possono rappresentare uno strumento utile per il monitoraggio e controllo dell'infezione da Sars-CoV-2 in ambito scolastico. Alcuni studi pubblicati nel 2020 - si legge nella circolare - hanno rilevato sensibilità comprese tra il 53 e il 73 per cento». Per questo, come chiedono i sindacati della scuola, i test salivari potrebbero essere utilizzati sugli studenti in occasione degli esami di terza media e maturità. 

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