Anglotedesco

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lunedì 31 maggio 2021

Visco: «Ora il Pil è in ripresa Puntare decisi sul Recovery»

 



La campagna vaccinale e il Piano nazionale di ripresa e resilienza aprono la strada alla fine della crisi. E quest'anno l'espansione del Pil potrebbe superare il 4 per cento. Di fronte al Paese, ha ammonito il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nelle sue "Considerazioni finali", c'è «una formidabile sfida» ed «è essenziale che a essa partecipino con convinzione e fiducia imprese e famiglie», perché «non è pensabile un futuro costruito sulla base di sussidi e incentivi pubblici», sebbene per ora sia «necessario mantenere il sostegno a chi perde il lavoro». Anche l'Europa è chiamata a fare la sua parte. «La gravità della crisi - ha osservato l'inquilino di via Nazionale - ha fatto superare dubbi e inerzie. Anche se non risolvono il problema dell'incompletezza dell'Unione economica e monetaria», ha aggiunto, «quanto più saranno utilizzati con efficacia tanto più i programmi varati nell'ultimo anno potranno costituire un punto di riferimento per il disegno di meccanismi di natura permanente e dal funzionamento più agile». A partire dalla «possibilità di una stabile emissione di debito, garantita da fonti di entrata autonome». Alla Bce Visco ha chiesto di mantenere una politica accomodante. Le prospettive dell'inflazione a medio termine, ha affermato il governatore, restano "deboli" e «l'esperienza maturata dopo la crisi finanziaria globale del 2008-09 mostra che una riduzione prematura dello stimolo monetario accresce i rischi per l'economia e per la stabilità dei prezzi» . Secondo il governatore, «assicurare nella fase di ripresa dell'attività economica il mantenimento, prolungato nel tempo, dello stimolo monetario potrà favorirne un più solido recupero, con effetti positivi sull'occupazione e sui redditi e una più salda tenuta delle aspettative di inflazione» . L'Italia ha il dovere di non sprecare l'occasione. Il Recovery, ha incalzato Visco, «ci offre la possibilità di migliorare il funzionamento dell'apparato pubblico e di stimolare l'iniziativa privata, di modernizzare l'economia. Senza eccesso di enfasi» , ha proseguito, «si può concordare con la tesi che dal successo delle riforme e degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza che dà attuazione al programma nel nostro paese dipenderanno le opportunità che l'Italia potrà offrire alle nuove generazioni». Anche perché prima o poi gli aiuti finiranno e, a quel punto il Paese dovrà essere in grado di camminare da solo. «È certo» , ha avvertito Visco, «che verrà meno lo stimolo, in parte artificiale, che oggi proviene da politiche macroeconomiche straordinarie ed eccezionali. Cesseranno quindi il blocco dei licenziamenti, le garanzie dello Stato sui prestiti, le moratorie sui debiti. E andrà, gradualmente ma con continuità, ridotto il fardello del debito pubblico sull'economia» . Per questo, ha concluso il governatore, «bisogna essere preparati ai cambiamenti di cui abbiamo contezza e pronti per rispondere agli eventi e agli sviluppi inattesi, come dolorosamente ci insegna l'epidemia che ci ha tutti colpito». Le parole scelte sono quelle scritte da Alessandro Manzoni sugli eventi connessi con la terribile peste del Seicento: «Spegnere il lume è un mezzo opportunissimo per non veder la cosa che non piace, ma non per veder quella che si desidera».Commenti positivi da parte dei partiti sia pur con sfumature diverse, alle parole del Governatore della Banca d'Italia nella sua relazione annuale.Un po' da tutti gli esponenti dei partiti che formano la larga maggioranza sono arrivate parole di apprezzamento perVisco, che porta una ventata di fiducia in vista dei prossimi mesi e anni, che non saranno privi di sacrifici ma neanche di leve da azionare per lo sviluppo del Paese. Da parte dei sindacati si chiede un patto sociale, mentre le categorie economiche chiedono che l'uscita dagli aiuti sia graduale e permetta alle imprese di lasciarsi alle spalle la crisi. 

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