Anglotedesco

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domenica 9 maggio 2021

Zingaretti più vicino alla corsa a Roma .Conte sente Raggi: io ti sosterrò

 


da IL CORRIERE DELLA SERA del 6 maggio 2021.Emanuele Buzzi,Maria Teresa Meli

«Allora si va su Nicola»: nel primo pomeriggio le chat dei big del Partito democratico capitolino grondavano ottimismo. Lo schema per candidare Zingaretti è questo: il presidente della Regione Lazio andrebbe alla prova delle primarie, perché comunque ritiene opportuno passare per i gazebo, quindi 45 giorni prima del voto amministrativo, quando dovrà presentare formalmente la sua candidatura al Campidoglio, si dimetterebbe dalla Pisana.

Insomma, il percorso è stato già immaginato, ma la verità è che Zingaretti sta ancora aspettando le garanzie richieste per scendere in campo. Per questa ragione al Nazareno fanno sapere che l’operazione Roma richiederà ancora qualche giorno. Sempre per lo stesso motivo il centrosinistra romano ha fatto slittare il termine per la presentazione delle candidature alle primarie dal 20 al 25 maggio.

Dunque il Nazareno continua a puntare su Nicola Zingaretti. E infatti Roberto Gualtieri è in stand by. Raccontano che l’ex ministro dell’Economia sia un po’ infastidito per questa lunga attesa. E per evitare incomprensioni Zingaretti, che lo sente costantemente, qualche giorno fa ha preso un aperitivo con lui in un bar di Prati (il quartiere della Capitale dove abita il governatore del Lazio).

Per mandare in porto l’operazione i dem stanno lavorando molto sui 5 Stelle. Sia a livello nazionale che in regione: parrebbe che si siano assicurati il fatto che i grillini non faranno cadere la giunta nel caso in cui Zingaretti dovesse candidarsi contro Virginia Raggi. Giuseppe Conte ha spiegato sia a Enrico Letta che a Francesco Boccia che segue il dossier delle Amministrative, che non può non appoggiare la sindaca. E infatti l’ex premier proprio l’altro ieri ha avuto un colloquio con Raggi nel quale le ha assicurato: «Io ti sosterrò». Ma è anche vero che Letta e Conte si sono promessi «reciproco sostegno al ballottaggio». Il che significa che nella campagna elettorale Zingaretti e Raggi dovrebbero evitare i colpi bassi in vista del secondo turno.

L’operazione del tandem Letta-Boccia non si limita alla Capitale. Lì dove è possibile grillini e dem devono allearsi, è il loro input nei territori. Anche Conte è d’accordo. Ma a Milano Beppe Sala andrà senza il M5S. A Bologna il Pd è spaccato. A Napoli l’alleanza è a buon punto e si sta facendo un pressing fortissimo su Roberto Fico, anche se il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca si è messo di traverso e punta a una candidatura civica.

Poi c’è Torino. Conte ieri ha partecipato a un tavolo virtuale per scegliere il candidato del capoluogo piemontese con la sindaca Chiara Appendino e i big grillini della regione come Laura Castelli. L’ex premier ha posto l’accento sulla necessità di «un disegno politico unitario», a Torino come altrove, che dia la precedenza al dialogo con i dem e con gli altri partiti dell maggioranza del suo secondo governo. «Si tratterà di trovare delle figure condivise», dice Appendino. «Agli amici del Pd chiediamo di essere meno timidi», sottolinea Castelli. Al momento il nome più gettonato come candidato di Torino è quello del rettore del Politecnico Guido Saracco.

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