Dal libro: "Manuale dei lavori in legno". Albert Jackson- David Day- Simon Jennings (Rizzoli)
Forme e concezioni nuove ben difficilmente nascono da sogni e fantasticherie. Se si guarda alla storia basata dalla progettazione dei mobili, per esempio, si scopre che l'evoluzione dei modelli è stata graduale e parallela alla capacità degli artigiani a affrontare i movimenti inevitabili del legno massello in risposta all'umidità. Si vede come le tecniche si siano modificate in conseguenza dei mutamenti tecnologici e come l'aspetto dei mobili fosse influenzato dal gusto dell'epoca. Ma la velocità dei mutamenti era bassa ,la maggioranza dei falegnami era formata da artigiani invece che da designer in senso moderno. Continuava a produrre oggetti familiari. Quando gli stessi attrezzi, tecniche e materiali dei padri e dei nonni, sapendo esattamente quale sarebbe stato il risultato. Solo i laboratori più alla moda producevano forme innovative per clienti ricchi abbastanza da pagare i costi dell'innovazione, come si dice oggi. Ma le innovazioni dovevavo essere provate e sperimentate prima di andare a far parte del repertorio degli artigiani comuni. Anche i falegnami moderni possono seguire questo esempio mentre acquisiscono le conoscenze base nella progettazione per il legno. Non si vuole certo soffocare l'originalità o scoraggiare lo sviluppo dei talenti creativi, ma sarebbe sciocco ignorare tale ricchezza di esperienza solo per evitare di copiare ciò che è già stato fatto. Prima di tentare nuovi campi, i designer dovrebbero sforzarsi di capire come si comporta il materiale prescelto, valutate come l'oggetto finito deve funzionare e evitare le mistificazioni visuali.
LA FUNZIONE
E' stato detto moltissimo sulla progettazione in base alla funzione, ma per comprenderne il significato si deve esaminare il concetto da varie angolature. Un blocco compatto di legno può funzionare da sostegno, ma un sostegno ben progettato è qualcosa d'altro.
Gli sgabelli da bar sorreggono persone sedute come gli sgabelli per mungitura , tuttavia hanno funzioni assolutamente diverse e, di conseguenza, dimensioni diverse. I sedili devono essere leggeri abbastanza da essere portatili o devono, negli edifici pubblici, essere imbullonati al suolo per evitare che si ribaltino, bloccando le vie di fuga in caso d'incendio? Devono avere l'altezza regolabile? Devono piegarsi per l'immagazzinamento? Si rovesciano facilmente quando l'occupante sposta il proprio peso? I designer devono porsi problemi di questo tipo per definire come devono funzionare gli oggetti, quindi fornire soluzioni progettuali basate sule esigenze reali, non su preconcetti. Ma anche allora la soluzione è un compromesso. Le soluzioni eleganti sono quelle che soddisfano il più possibile tutti i problemi, ma raramente sono perfette.
PROGETTAZIONE A SCALA UMANA
La maggior parte degli oggetti di falegnameria, per essere in qualche modo correlata al corpo umano. Come specie differiamo notevolmente in dimensioni, forma, peso: così quando si progetta una sedia per una persona particolare, si deve misurare accuratamente l'anatomia di quella persona prima di essere certi che la sedia sia comoda. Tuttavia l'antropometria (da metà) e l'ergonomia forniscono al designer le dimensioni ottimali per mobili e posti di lavoro adatti a persone di statura e complessione medie. La maggior parte delle persone è ragionevolmente comoda con i mobili basati su tali misure, ma quando si realizza qualcosa per gruppi particolari, quali bambini e anziani, si devono produrre oggetti costruiti appositamente e tagliati sulle esigenze specifiche.
FLESSIBILITA'
Progettare oggetti adattabili ne aumenta l'utilizzazioni. I letti a castello che si trasformano in due letti normali, particolarmente grandi nelle famiglie con bambini, sono un buon esempio di flessibilità incorporata. Le sedie ergonomiche per dattilografi sono progettate per essere comode con utilizzatori con prolunga sono un esempio di compattezza e flessibilità accoppiate. Nelle librerie i ripiani mobili sono più pratici di quelli fissi; nei contenitori i comuni cassetti, i vassoi scorrevoli e i cestelli forniscono un grado di versatilità maggiore dei divisori fissi.
ESIGENZE STRUTTURALI
Le strutture in legno possono sopportare pesi considerevoli senza deformazioni avvertibili, purché progettate per contrastare le tensioni e gli sforzi dovuti all'uso normale. Il telaio delle gambe delle comuni sedie tornite illustra perfettamente il principio. Le quattro gambe sono incastrate nella faccia inferiore del sedile pieno e le traverse orizzontali impediscono alle gambe non solo di piegarsi sotto il peso ma anche di aprirsi. Gli angoli secondo cui sono uniti i vari elementi sono tali che li rinforzano reciprocamente contro gli sforzi di trazione, soprattutto perché su nessun giunto si esercitano mai sforzi diritti. E quando si inclina la sedia sulle gambe posteriori oblique, queste sono disposte nel modo ideale per sopportare il peso aggiuntivo dovuto alla nuova angolazione. La struttura, quindi,è superbamente adatta allo scopo, i ripiani sovraccaricati si inflettono e possono anche rompersi a causa degli sforzi combinati di compressione e trazione. Ma se si taglia una striscia di legno di 5 cm, la si ruota di 90 gradi e la si incolla alla faccia inferiore del ripiano, questo riesce a portare altro peso senza piegarsi.
Gli incastri di mobili e scatole sono particolarmente sensibili alle forze orizzontali, causa di "tormento" della struttura che assume forma di parallelogramma, tuttavia pannelli rigidi sul retro, pilastri verticali o fazzoletti angolari impediscono i movimenti dei giunti e creano strutture rigide. Plinti incorporati e traverse di rinforzo dei ripiani ottengono lo stesso risultato, mentre rinforzi metallici in diagonale impediscono la deformazione collegando gli angoli opposti diagonalmente.