Dal libro:"Islanda" (Le guide Routard)
Eccovi nella capitale più settentrionale del mondo, poco più a nord dal 64esimo parallelo. Se si contano anche i comuni periferici Chafnarfjordur, Kopavogur e Mosfellbaer, l'aggiornerato di Reykjavik concentra più del 60% della popolazione islandese e attira in continuazione una popolazione rurale in cerca di lavoro. In ogni caso, vi accorgerete presto che Reykjavik non ha proprio niente a che vedere con il caos infernale delle capitali cui siamo abituati.Sarete colpiti senz'altro dalla mancanza di omogeneità che caratterizza la città. Case lontane le une dalle altre, edifici moderni in tutte le forme e colori, magazzini abbandonati,una pianimetria delle strade a dir poco bizzarra, grandi spazi vuoti, come in attesa che vi costruiscano qualcosa. In effetti, Reykjavik dà l'impressione di non essere ancora finita. Bisogna precisare che prima del Novecento non era altro che un villaggio e che, in seguito, lo sviluppo è stato molto veloce, in ogni caso con le sue vie, costeggiate da casette di lamiera dai letti colorati, e il suo lago popolato da anatre, appare così tranquilla che si fa fatica a immaginare di essere una capitale. Tuttavia, nella città ci sono notevoli tesori culturali, soprattutto di Arte Contemporanea.
Vale la pena anche sperimentare la vita notturna durante il fine settimana chi ama la musica dal vivo non dovrà fare altro che il giro dei bar per capire che cosa succede nel Paese. Insomma, Reykjavik , è una cittadina simpatica e subito familiare, dove passare due o tre giorni senza annoiarsi.
UN PO' DI STORIA
Reykjavik, che significa "baia fumante" fu cosi battezzata nell'874, dal primo colono islandese ,Ingolfur Arnanson, alla vista degli imponenti pennacchi di vapore provenienti dalle sorgenti calde circostanti. Tra l'altro ,la capitale, si approvigiona ancora oggi di acqua calda da una centrale che capta quella del sottosuolo.Nel 1786, il re Cristiano VII di Danimarca concesse a Reykjavik le patenti municipali, fu così che la minuscola colonia, che contava meno di 200 abitanti, divenne la capitale del Paese.
IN CENTRO
Passeggiata tra il lago e il posto: le aree lungo il mare, nei pressi del porto, sono state progressivamente riqualificate e alcuni pannelli esplicativi illustrano la storia del quartiere. Lungo il mare, lo sguardo è immancabilmente attirato dai bagliori dell'Harpa, il nuovo palazzo dell'opera e dei cingressi, la cui facciata si deve all'artista danese di origine islandese Olafur Eliasson tra il porto e il lago si estende un quartiere semipedonale abbastanza animato, con negozi, ristoranti e case in legno, pietra o lamiera ondulata, il quartiere è stato salvato dai suoi abitanti, fedeli al fascino del passato. Adhalstraet è la più antica via di Reykjavik. La casa più vecchia della capitale, invece, si trova al N.10. Piazza Asturvollur, con la cattedrale Domkrkjan e l'Alping, il Parlamento, in Voriarstraeti, è il centro storico della città. Una volta in riva al lago, non dimenticatevi di dare un'occhiata all'immensa carta dell'Islanda in rilievo che si trova nel seminterrato del municipio, un'edificio contemporaneo di cemento e vetro. Il plastico è esposto in una sala con vetrata e fior d'acqua, con vista sulle anatre che svolazzano sul grande lago.
NEI DINTORNI
ISOLA DI VIDEY, questa isoletta di soli 1,6 km, abitata per la prima volta nel X secolo, si trova a meno di 1 km dalla costa, a est del centro. Vi si può fare una bella passeggiata, visitare la seconda chiesa, costruita in Islanda (1774) e la fattoria in pietra più antica, che ospita un ristorante.
PROSEGUIRE A CAVALLO: con Laxnes Horse Farm, vicino Gljufrasteinn.