venerdì 29 novembre 2024

Biblioteche domestiche

 



Dal libro: "Biblioteche insolite". Alex Jhonson (Logos Edizioni)

Non c'è biblioteca più personale di quella che abbiamo in casa, dove capita spesso che le collezioni siano sparse per tutte le stanze piuttosto che conservate in un unico luogo; negli ultimi anni, infatti la diffusione di mensole e librerie dal "design creativo" ha permesso di mettere i volumi in bella mostra nei punti più disparati.

Eppure , c'è qualcosa di meravigliosamente romantico e lussuoso nell'avere uno spazio tutto dedicato ai libri, come nei palazzi signorili di una volta. L'idea di rendere pubblico la biblioteca un ambiente centrale dell'abitazione era alla base del progetto dello studio sudcoreano Moon Hoon per la Panorama House, costruita per due insegnanti e i loro figli nella provincia del Chungcheong Settentrionale, in Corea del Sud. I proprietari volevano una casa in cui i bambini potessero giocare, leggere e studiare; il piano inferiore doveva essere dedicato a loro, mentre quello superiore ai genitori. I due livelli sono collegati da una struttura multifunzionale che cambia una scala, una libreria e uno scivolo.

Anche la Red de Lecture dello studio madrileno Playoffice, diretto da Judith e Joè Carlos Francisco Baeza, ha come obiettivo la trasformazione di un'area riservata alla lettura in un luogo divertente per i bambini. L'installazione consiste in una rete appesa alla balconata di una biblioteca tradizionale in una casa di Madrid, e crea uno spazio in cui si può stare sdraiati a leggere. "La sfida era trovare il modo di invogliare i bambini a frequentare questa sala, rispettandone l'architettura e l'arredamento" racconta Judith Baeza. Vista le limitazioni, abbiamo deciso di sollevarli da terra".

La caratteristica più notevole dal Jacka Lupe Ranch della designer di mobili Sallie Trout, situato a Austin in Texas, è la libreria verticale progettata dallo studio Krdb, che si sviluppa su tre piani per un'altezza di 12. La struttura, composta da pozzo di luce per gli ambienti, inferiori della casa. I libri consumati più di frequenza sono raggiungibili dalle scale e dai pianerottoli adiacenti, ma per gli altri bisogna ricorrere a un bansigo del tipo utilizzato sulle imbarcazioni, appeso a una catena che si può allungare o accorciare grazie a un telecomando. Un'altra biblioteca innovativa statunitense, concepita da Travis Price come spazio di scrittura per l'autore e antropologo Wade Davis a Washigton, comprende una cupola alta 5 metri e colma di libri accessibili solo mediante una scala a pioli. Fatta eccezione per un lucernario centrale, la stanza è priva di finestre, al pari di una cella monastica per una migliore concentrazione, infatti, Davis non voleva essere in grado di vedere all'esterno.

Le biblioteche domestiche odierne sono santuari della lettura, luoghi in cui trovare rifugio dalla confusione e dalle attività che caratterizzano il resto della casa. Ne è un ottimo esempio quella della curvilinea Tea House, costruita dallo studio Archi-Union sul retro del loro ufficio a Shanghai, utilizzando materiali recuperati dal crollo del tetto di un magazzino.

Il fulcro dell'ambiente, arredato in stile industriale eppure rasserenante, è rappresentato da un grande albero il cui tronco è incorporato nel balcone e in cui rami, al di là di una grande vetrata rientrante, sembrano protendersi dentro la stanza, invitando alla contemplazione.

Tradizionalmente, la biblioteca è un'area confortevole compresa  all'interno della casa stessa, ma oggi si propende sempre di più

la costruzione di nuovi, piccoli edifici in zone altrimenti inutilizzate del giardino piuttosto che aggiungere verande o annessi. La biblioteca prefabbricata dello studio britannico 3rdSpace, ad esempio, non è solo veloce da assemblare ma anche interamente smontabile, il che ne permette il facile trasferimento in un altro luogo. L'installazione richiede soltanto cinque  giorni, compreso l'allestimento degli scaffali Vitsoe alle pareti. Anche lo studio giapponese Nendo si è basato su un'idea simile per creare, sull'isola di Shiknejima, la Book House di legno le cui pareti sono ricoperte di scaffali.

Le biblioteche da giardino possono essere strutture complesse su più livelli, come quella di legno costruita da Mjolk architekti a Zadni Treban, nella Repubblica Ceca, in cui i libri e la sala di lettura si trovano al piano terra, mentre quello superiore è attrezzato per dormire e, grazie al tetto apribile, può diventare un osservatorio astronomico. All'estremo opposto troviamo invece il minuscolo Read Nest dello studio danese Dorte Mandrup Arkitekter, simile a una gemma di legno; non raggiunge i 10m di estensione, ma lo spazio è gestito in maniera intelligente per accogliere una grande libreria, un tavolo e un letto. Grazie a design innovativi come questi, oggi è possibile non solo avere una biblioteca tutta per sè, ma anche trasformarla nella propria seconda casa?

giovedì 14 novembre 2024

CITTA' EUROPEE DA SCOPRIRE. Bregenz (Austria)

 



Dal libro:"EUROPA. CITTA' DA SCOPRIRE (Touring club italiano)

Comprendere Bregenz, con la sua lunga vocazione internazionale, il suo gusto per i piaceri della vita e la sua cultura, vuol dire comprendere l'anima e la storia Voralberg, suggestiva regione all'estremità occidentale dell'Austria incuneata tra Svizzera, Germania e Liechtenstein, ma anche affacciata, quasi come fosse un altro confine, sul grande lago di Costanza (Bodensee). Una terra che avrebbe potuto essere, se solo la storia avesse subito una piega leggermente diversa, un cantone elvetico, una provincia tedesco o anche un piccolo Stato indipendente.


CROGIOLO DI POPOLI O LINGUE

Abitato dai Celti intorno all'inizio del Primo millennio A.(a questa popolazione si deve la prima fondazione di Bregenz).Il Voralberg divenne in seguito parte della Raetia romana. Nei loro scritti Stradone e Tolomeo ricordano l'antica Brigantium come località strategica per i commerci e il passaggio delle legioni. Ma quelle sono le prime pagine di una storia che continuerà a essere molto interessante sia dal punto di vista politico che sotto l'aspetto etnico e linguistico.

Infatti, ancora la gente del luogo parla un dialetto molto più simile allo svizzero tedesco che al tedesco classico. Merito degli Alemanni, popolazione originaria della Germania settentrionale che tra il V e il VI secolo D.C occupò sia il Voralberg sia la Svizzera orientale .Bregenz e il territorio circostante, organizzati come contea, vennero evangelizzati dai monaci irlandesi 150 anni più tardi, e bisognerà attendere il 1250, con la dinastia dei conti di Montfort, per il riconoscimento ufficiale della città, che nel 1451 entrò nei domini degli Asburgo, assistendo nello stesso periodo alla devastazione delle regole nel quadro della guerra di Appenzell contro la Confederazione elvetica.


TURISMO, CULTURA E ARTE

Oggi Bregenz riflette la sua storia nell'atmosfera serena e cosmopolita, resa particolarmente vivace dal consolidato successo di un turismo allo stesso tempo culturale e naturalistico. Merito prima di tutto di una posizione straordinaria, idillicamente affacciata sulla sponda orientale del lago di Costanza. Bregenz infatti oltre a essere un perfetto punto di attacco per gli appassionati degli sport acquatici, è facilmente raggiungibile dalle altre località della zona (Lindau, Friedrichshaten, Meersburg, Costanza e Uberlingen in Germania, Kreuzlingen, Arbon, Rorschach e San Gallo in Svizzera) con le quali "fa sistema". Bregenz vanta, in più, il prestigio del suo Festival estivo, che delle la propria fama non solo alle originali scelte artistiche dei curatori, ma anche alla spettacolare collocazione della Seebuhne, il suggestivo palcoscenico all'aperto che galleggia sulla riva del lago: concerti sinfonici ,opere liriche e rappresentazioni teatrali sembrano emergere dalle acque, con un appeal che richiama appassionati e interpreti di prestigio da tutto il mondo.


ITINERARIO DI VISITA

Nell'Oberstadt, la città alta, il centro storico è tutto raccolto intorno a Ehregutalatz ,delimitata da case a graticcio. Da qui si nota la poderosa Martinsturm, la torre rettangolare dedicata a san Martino e simbolo di Bregenz: edificata su un tratto delle mura medievali, delle quali si trova qui l'unica testimonianza, insiste a sua volta su fondamenta romane, ma il suo aspetto attuale risale al 1559 circa, anche se la caratteristica cupola a bulbo barocca venne aggiunta nel 1602. Base della torre è la raccolta cappella di San martino (Martinskapelle), risalente al 1362, nel cui coro sono venuti alla luce brani di affreschi che ritraggono Cristo nella mandorla con i simboli dei quattro evangelisti, le vite dei santi e i fondatori dell'edificio, appartenenti alla famiglia Monfort, pregevole il ciborio gotico fiammeggiante (1498). Al N. 4 della piazza si leva il Deuringschlossle (1660-90), dalla facciata barocca, che oggi ospita un'albergo-ristorante rinomato. Una breve scalinata conduce alla parrocchiale di San Gallo ,arroccata su un'altura isolata: le sue origini risalgono all'XI secolo, ma il sobrio aspetto attuale è dovuto agli interventi che dal XV secolo hanno portato all'inserimento delle finestre e del portale, e che in parte sono opera di Franz Anton Beer; nel secolo precedente invece fu realizzata la torre-portico sulla facciata. L'interno è stato trasformato in stile barocco da Peter Thumb nel 1737-38, nella cripta si sono conservati affreschi del XV secolo. A sud-est dell'altura è l'imponente edificio che un tempo ospitava il Dominikanerinnen-Kloster Thelbach, monastero delle suore domenicane costruito nel XVII secolo e trasformato in istituto scolastico, la cui piccola chiesa risale al 1610.

Un percorso in discesa conduce alla Unterstadt,la città bassa. Su Rathausstrasse è la cappella di San Giorgio (Seekapelle St Geord), costruita intorno alla metà del XV e rimaneggiata in stile barocco alla fine del XVII. L'edificio è accompagnato da una torre ottagonale, con cupola a cipolla, voluta nel 1445 per ricordare la vittoria contro Appenzell che nel 1408 aveva cercato di annettere Bregenz alla Svizzera; successivamente fu trasformata in stile barocco. Si affianca alla cappella il municipio (Rathaus) ,in origine (1685) vecchio granaio; la cui facciata decorata e la cui torre risalgono solo al 1898 Kommarkstrasse ,parallela al lungolago, è la via principale di Bregenz, animata da negozi e locali. Un edificio di inizi XX secolo ospita il Museo regionale del Voralberg , divispo in due grandi sezioni: la prima presenta ricche collezioni di reperti preistorici, manufatti della romana Brigantium e oggetti rinvenuti nel territorio ; la seconda dedicata al folclore e all'artigianato locale. espone anche arazzi fiamminghi, frammenti architettonici carolinghi (Crocifisso de Mehrerau) e molti ritratti di Angelika Kauffmann (1741-1807), la cui famiglia era originaria del Bregenzer Wald. Anche il vicinissimo Theater am Kommarkt era un granaio. Lo fronteggia la Kunsthaus Bregenz, che spicca per la sua sagoma ultramoderna: un cubo interamente rivestito di pannelli di vetro, realizzato nel 1991-97 dall'architetto svizzero Peter Zumthor e sede di mostre d'arte contemporanea. Nei pressi, la Nepomukkapele è una piccola cappella circolare con cupola a lanterna, costruita nel 1757 da Johann Michael Beer; all'interno, gli affreschi della cupola sono di Josef Ignaz: Wegscheider e Franz Ludwig Hermann (1759).

Il segmento sud del lungolago conduce a un complesso di edifici immersi nel verde, tra i quali spiccano la recente Festspiel-und Kongresshaus e un teatro a cielo aperto con il suggestivo palcoscenico (Seebuhne), circondato dalla acque del lago.


DINTORNI

Non solo lago, a Bregenz.La prima escursione verso est porta, in soli 7 km (è raggiungibile per via di terra o con la funivia nei pressi di Ebnergasse), alla vetta dal Pfander (1064 m): il panorama abbraccia la città, il lago e i monti dell'Allgau. Sul colle Gebhard ,a sud-est dell'abitato, si trovano invece i resti del castello Hohenbregenz (XII secolo), distrutto in gran parte per opera degli Svedesi nel 1647, il colle offre anche l'occasione per una sosta meditativa nella cappella-santuario eretta nel 1727 dove si venera una statua della Vergine. In direzione sud, 12 km separano Bregenz da Dombin, che, fondata nel VI secolo, rivela nel centro storico edifici interessanti quanto diversi tra loro: neo classica è la parrocchiale di San Martino (Pfarrkirche St Martin), risale al 1634 la Casa Rossa (Rotes Haus), in legno e dipinta di rosso simulando il graticcio; in tipico stile altdeutsch è casa Luger (Luger Haus) con torretta a sporto e timpano.

venerdì 1 novembre 2024

Un tour tra le stanze della casa

 





Dal libro "Il metodo danese per vivere felici". Marie Torrell Soderberg (Newton Compton Editori)

L'INGRESSO

"L'ingresso è una stanza che si attraversa, una stanza di passaggio facile da dimenticare. Ciononostante, è il primo posto che ci accoglie  quando entrano in casa. Scoprite cosa vi piace posare lo sguardo non appena varcate la soglia, un quadro del vostro artista preferito , il colore verde delle ciabatte che non aspettano altro che i vostri piedi ci scivolino dentro e che vi mettiate subito comodi.

Allo stesso tempo non dimenticate le esigenze pratiche: non è hyggelig trovarsi subito davanti una montagna di scarpe e cappotti che bloccano la visuale e limitano i movimenti. Trovate soluzioni funzionali per conservare le vostre cose, in modo da creare spazio e non distogliere troppo l'attenzione.

Cristina B. Kjeldsen


LA CUCINA

"Da un punto di vista scandinavo, l'Hygge è anche collegato a ciò che è commestibile, e questo naturalmente fa schizzare la cucina in clima all'hygge-barometro. La cucina dovrebbe essere una specie di laboratorio dove potere cucinare ma se non avete passione per l'arte culinaria, probabilmente non sarà la stanza cui darete la priorità. L'hygge segue piaceri e interessi. Cercate di trasmettere ciò che vi attrae in modo particolare, se vi piace cucinare pietanze al forno, allora fatela semplice e invitante. Procuratevi gli strumenti giusti, adatti a impastare , e oggetti che vi siano d'ispirazione. Se vi piacciono le verdure, i germogli e tutti i cibi di origine vegetale. Allora fate spazio per immergervi in questo tipo di atmosfera. Procuratevi il basilico, menta e coriandolo da mettere sul davanzale ,aglio, peperoncini e cipolle in una scodella. La confusione raramente e hyggelig, a meno che non sia piacevolmente accennata. Le superfici asettiche ed eccessivamente pulite spaventano, anzichè risultare invitanti. La cucina viene spesso proposta come un pacchetto completo. Date alla vostra un pò di carattere: appendete le vostre pentole o padelle preferite, mettere in mostra gli utensili da cucina e decorate le pareti con le vostre foto. Fate attenzione se dovete inserire una cucina nuova di zecca in una vecchia casa in legno e muratura: rispettate l'architettura e il pensiero alla base dell'edificio e teneteli presenti quando scegliete i materiali, il colore e lo stile. Procuratevi un tavolino da mettere nell'angolo per favorire la conversazione degli ospiti, che chiaccherano fanno compagnia allo chef. Tenete una tazza di tè o un bicchiere di vino nell'angolo meno in vista della cucina può essere piacevolmente informale, una scorciatoia naturale per un momento di Hygge".

Chrisma B. Kjeldsen


IL BAGNO

"Invitate la natura nel vostro bagno con un tavolo o delle mensole di legno, un cestello di vimini per il bucato o un paio di piante che prosperano in un clima umido. E concedetevi un po' di lusso giornaliero con una bella pila di asciugamani puliti e caldi. Assicuratevi che le luci siano soffuse e calde e, si, le candele si adattano al bagno come a qualsiasi altra stanza della casa. I bagni invitano a trattenersi un po', a concedersi un momento per se stessi".

Christina B. Kjeldsen


LA CAMERA DA LETTO

"Si tratta senza dubbio della stanza più intima, del cuore della casa. E' qui che ci rifugiamo, ricarichiamo le energie e ci spogliamo, in senso figurato e letterale. La camera da letto dovrebbe rispettare questo aspetto, perciò dovrebbe essere molto ,molto confortevole. Il modo in cui create hygge e atmosfera in questo ambiente rispecchia decisamente il modo in cui siete fatti. Se, per esempio, il colore azzurro vi calma, allora potrebbe essere una buona scelta per le lenzuola e le tende. Dipingere una sola parete del colore che vi piace fornisce alla vostra stanza carattere e profondità. Anche particolari opere d'arte, foto o stampe che vi ispirano sogni d'oro? Allora appendeteli alle pareti. Ricordate di lasciare un pò di spazio alla vostra routine quotidiana, un posto dove tenere i libri, un bicchiere d'acqua, i gioielli ,uno specchio. Se preferite avere tutto in ordine, un bel ripostiglio organizzato potrebbe giocare un ruolo chiave per il vostro benessere, mentre una sedia elegante su cui lasciare i vestiti potrebbe essere la soluzione ottimale per altri. L'hygge deriva dall'autenticità, quindi arredate la vostra casa seguendo il cuore, soprattutto in questa stanza, dove una persona esprime il proprio sé più profondo"

Christina B. Kjeldsen