venerdì 25 ottobre 2024

Dublino (Irlanda)

 



Dal libro "Luoghi letterari". Sarah Baxter (Giunti)

Il pub è caldo e sa di birra. Le pinte vuote, rigate dalla schiuma, sono sparse sul bancone di legno appiccicoso. Le labbra rosse come il vino, il fiato di luppolo, fiumi di parole farfugliate: scoppi di risate, schiamazzi fra le pareti di legno, specchi a muro e file di bottiglie di whiskey. Chiacchere da bar sulla teologia e l'adulterio, la letteratura e la morte, il sapone e le salsicce.

Tutto e niente, disgusto o fantasticato sopra un semplice panino al formaggio. Un giorno come tanti altri, ma la sostanza della vita, infinitesimale ma essenziale, è sempre la stessa. L'Ulisse, di James Joyce, considerato per molti motivi il più importante, riuscito esasperante e illeggibile libro in lingua inglese, è l'ordinario che diventa straordinario. E' la rivisitazione in chiave moderna dell'Odisseo di Omero: a differenza dell'antico poema greco, che racconta il ritorno di Ulisse dalla guerra di Troia dopo lunghi visissitudini, Joyce rende epica un'unica irrilevante giornata. L'Ulisse segue Leopold Bloom, un ebreo, pubblicitario per il Freeman's journal, mentre vaga per le vie di Dublino, il 16 giugno 1904. Presenza a un funerale, va al Pub, si infila in un museo (per evitare l'uomo con cui la moglie lo tradisce), si rilassa sulla spiaggia di Sandy Mount Strandt, entra nel quartiere a luci rosse. Il romanzo è un disordinato flusso di coscienza, che si serrve di acrobazie stilistiche per cercare di rappresentare l'esperienza umana, ma è fortemente ancorato alle strade di Dublino. Mentre scriveva dal suo esilio volontario a Parigi, Joyce ricercava ossessivamente la fisicità della città. Nonostante vi sia tornato di rado, ne rimase intimamente legato: "Quando morirò" disse una volta "Dublino sarà scritta nel mio cuore". All'inizio del XX secolo la città stava cambiando. I benestanti si erano trasferiti in periferia a causa del declino del centro sovraffollato. I bassifondi si erano trasferiti in periferia a causa del declino del centro sovraffollato. I bassifondi di Dublino erano fra i peggiori di tutta l'Europa: quasi un bambino su quattro moriva prima di compiere un anno.

Il movimento Celtic Revival promuoveva la cultura e la linea irlandese mentre il Partito Parlamentare irlandese premeva per l'home rule (un governo autonomo) più che per l'indipendenza. Stavano emergendo inoltre movimenti più radicali e lo scoppio della Grande Guera (1914-1918) ,la Rivolta di Pasqua (1916) e le violenze dell'IRA erano imminenti. Ancorchè pubblicato nel 1922, il racconto di Ulisse retrodata questi tumulti. Joyce si preoccupa non tanto dei problòemi nazionali, quanto delle difficoltà che l'uomo comune affronta ogni giorno. Dublino diventa un microcosmo.

L'accurata ricostruzione geografica di Joyce permette di seguire il percorso di Bloom. Iniziate al n.7 di Eccles Street, casa sua, dove Bloom frigge il rognone e riflette sull'infedeltà della moglie. L'edificio è stato demolito negli anni 60' ma una targa segnala il luogo e la porta originale è conservata all'interno di un'elegante residenza in North Great George's Street,dove oggi ha sede il James Joyce Centre.

O'Connel Street è dietro l'angolo. Bella bia alla moda in epoca georgiana, all'inizio del Novecento cominciò a perdere il suo fascino e fu danneggiata durante la Rivolta di Pasqua. Non ci sono più le carrozze trainate dai cavalli nè i tram sferraglianti, oggi il centro del viale si snoda una passeggiata alberata, caratterizzata da un guazzabuglio di siti architettonici e dal rumore delle automobili. Bloom non incontrò la statua di bronzo di Joyce, che oggi osserva il mondo con nonchalance, all'angolo con North Earl Street, ma vide il monumento a Daniel O'Connel, "la sagoma intabarrata del Liberatore" che guarda oltre il fiume Liffey. Nel romanzo Bloom compra due Banburry cakes e li sbriciola per i gabbiani che volteggiano nell'aria mentre attraversa O'Conneil Bridge, che separa la parte nord di Dublino, più squallida, da quella a sud, più agiata.Il ponte conduce voi e Bloom nel cuore della città, dove si trova la Bank of Ireland (in origine il Palazzo del Parlamento), il prestigioso Trinity Copllege (dove non studiò il cattolico Joyce), la National Library (che invece Joyce frequentò); e infine raggiunge la vivace Grafton Street, dove abitanti e turisti si affollano ancora oggi per il crac,l'essenza della socialità dublinese. Bloom è affamato quandoarriva in Duke Street. La sua prima scelta, il Burton (noto per l'odore pungente di sugo di carne, brodaglia di verdure), non c'è più. Ma il tradizionale pub Davy Byrnes, che aprì nel 1889, serve ancora sandwich al gorgonzola e bicchieri di borgogna (il pranzo preferito di Bloom), offrendo un assaggio tangibile del capolavoro, a tratti indigesto, di Joyce.

giovedì 17 ottobre 2024

Catena di cuori. Propagazione con "Farfalle di foglie"

 



Dal libro "Propagare". Paul Anderson e Robin Daly (Guido Tommasi editore)

La catena di cuori è una delle nostre piante da interno preferite perché è praticamente indistruttibile e facilissima da moltiplicare. Paul ha fatto crescere la sua accanto la doccia, creando l'atmosfera da fogliare esotico. Essendo originaria del Sudafrica, ama il caldo e l'umidità, il che fa del bagno la sua ubicazione ideale, non la si deve però mai immergere nell'acqua e deve essere innaffiata solo quando la terra è asciutta. Paul ogni tanto le da una spruzzata aggiungendo una o due manciate d'acqua calda (senza sapone), quando ritiene che ne abbia bisogno. 

La tecnica di propagazione con "farfalle di foglie"  è meravigliosamente semplice. I lunghi steli o catene di cuori tendono a crescere a dismisura se la pianta è a suo agio e viene lasciata a se stessa, una volta recisi, gli steli ricrescono dal punto in cui è stato eseguito il taglio sulla pianta madre, quindi non fatevi scrupoli a prelevare talee da un esemplare adulto.


MATERIALE OCCORRENTE

- Un contenitore di plastica in cui disporre le talee.

Trattandosi di talee di dimensioni ridotte, un piccolo contenitore né può accogliere un numero sorprendentemente elevato.

-Fibra di cocco (imbevuta in acqua per un'ora e strizzata accuratamente con le mani ben pulite) in quantità sufficiente a creare uno strato nel contenitore alto 3-4 cm.

-Pellicola o un sacchetto di plastica (facoltativi).


TECNICA DI PROPAGAZIONE

CATENE DI CUORI

1) Preparate innanzitutto la vaschetta di propagazione disponendoli uno strato di circa 3-4 cm di fibra di cocco. Noi utilizzando un contenitore di plastica, ma potete sceglierne uno più decorativo se intendete collocarlo su una mensole o su un davanzale. Non lesinate sulla fibra di cocco, che deve essere dello spessore indicato per trattenere una quantità sufficiente di umidità che favorisce la formazione delle radici. Comprimetela finché risulta compatta e bagnatela in ogni sua parte  con uno spruzzatore evitando però che si raccolga acqua sul fondo.

-Tagliare singole coppie di cuori dalle catene, eliminando circa 1 cm di stelo in eccesso o entrambe le estremità.


3) Infilate delicatamente nella fibra di cocco un'estremità di ogni pezzo di stelo e ripetete l'operazione finché tutte le talee, o tutte quelle  che il contenitore può accogliere sono ben fissate, senza badare al verso in cui le inserite. Lasciate un pò di spazio tra una talea e l'altra in modo che non si tocchino per evitare che, nel caso in cui uno non vada a buon fine e marcisca,  l'infezione si trasmetti anche alle altre.


4) Spruzzate d'acqua e lasciatele radicare. Controllate quotidianamente che la fibra di cocco non si prosciughi. Noi abbiamo fatto l'esperimento di avvolgere il contenitore con la pellicola o un sacchetto di plastica, perché in questo modo è sufficiente innaffiare una sola volta alla settimana.


5) In questo caso è essenziale eliminare subito le talee che inevitabilmente muoiono, prima che marciscano per via dell'umidità che si forma sotto via plastica. Il marciume tende a propagarsi e, se non venne tenuto sotto controllo, può falcidiare l'intero lotto.


6) Praticare un piccolo foro nella pelliccia, se la usate. Garantirà un corretto tasso di umidità consentendo allo stesso tempo una buona circolazione d'aria per evitare che le talee marciscano.


7) Una volta che le talee avranno catene che si sviluppano in verticale per poi ricadere sul bordo della vaschetta. Il sacchetto o la pellicola, se li avete usati, vanno rimossi quando spuntano i germogli.


8) Invasate le talee dopo la formazione di due o tre "farfalle" di foglie. Benché siano robuste, fate attenzione a non danneggiare le radici quando le estraete. Tiratele a mano con delicatezza perché si saranno attorcigliate alla fibra di cocco.

Se avete già in mente quale vaso utilizzare per la vostra nuova catena di cuori, potete scegliere una vaschetta di propagazione delle stesse dimensioni. In questo modo, al momento del trapianto basterà trasferire il tappetino di fibra di cocco, con le talee nel nuovo vaso, riempito di terriccio. Altrimenti tagliate il tappetino in parti delle dimensioni desiderate oppure estraete le piantine e interratene delicatamente le radici nella miscela di invaso.


CURA DELLA PIANTA

ACQUA


La catena di cuori va annaffiata solo quando il terriccio è secco, quindi non esagerate con l'acqua.


NUTRIMENTO

In estate, una volta al mese somministrate una piccola quantità di fertilizzante liquido bilanciato per piante da interno.


LUCE

La catena di cuori è una pianta molto tollerante. Benché ami la luce indiretta intensa, vivrà bene anche in ambienti meno luminosi, se necessario.


NOTA

Può accadere che la pianta perda tutti i cuori. Forse qualcuno l'ha innaffiata troppo mentre eravate via? 

Non abbiate paura di tagliare gli steli, rinasceranno altrettanto vigorosi dai nodi al di sotto del taglio (cioè verso le radici). Se è la prima volta che fate questa operazione e non vi sentite sicuri. Limitateli a tagliare alcune catene e a sorvegliarne la ricrescita.


giovedì 10 ottobre 2024

Al chiaro di luna

 



Dal libro: "Si vive una volta sola". Lonely Planet (Edt)

La luna ha un fascino innegabile, da sempre. Il biancore irreale dei suoi raggi d'argento si diffonde nel cielo notturno rischiarandolo al punto da far impallidire le stelle. Se desiderate una prospettiva diversa, sfuggite al sole e capovolgete la vostra giornata. Vedere il mondo alla luce della luna offre un rinnovato senso di serenità e di eccitazione, pieno di promesse e di gioia.


TREKKING

Il Sandstone Peak, nelle Santa Monica Mountains in California, è perfetto per le escursioni notturne. Potreste avvistare un gufo tra le chiome degli alberi, o qualche cervo che si avventura in cerca di uno spuntino di mezzanotte. Il sentiero si snoda tra cespugli di artemisia e sbuca su un brullo pianoro fiancheggiato da due  pareti verticali. La più alta è il Sandstone, che guarda sull'Oceano Pacifico, dove l'acqua scintilla d'argento sotto i raggi lunari. Sedetevi su una roccia piatta e godetevi la scena.


DA SAPERE

Mettetevi in cammino verso le 23, quando la luna è alta e la luce sufficiente per svelare i segreti del bosco.



RAFTING E KAYAK

Passeggiare sotto la luna regala pace e silenzio. I corsi di rafting al plenilunio su rapide di classe II o III uniscono alla serenità una bella dose di adrenalina. Se preferite l'oceano, sappiate che le maree possono essere infide con la luna piena, quindi controllate le tabelle e chiedete agli esperti. Ma non abbiate paura di provare: non c'è nulla di più spettacolare che infilate la pagaia in acque illuminate dalla luce della luna.


DA SAPERE

Negli Stati Uniti diversi operatori organizzano uscite di rafting al chiaro di luna lungo i fiumi Lehigh e Delaware tra le Pocono Mountains in Pennsylvania.



CORSA

I trend setter metropolitani di tutto il mondo hanno  iniziato a correre di notte in folti gruppi per le vie delle metropoli. In questo modo si evitano le ore più calde e si può fare attività fisica in strade finalmente libere dal traffico diurno. A New York la Midnight Run parte da Central Park allo scoccare della mezzanotte a Capodanno, mentre a Londra i corridori notturni partecipano alla gare Chase the Moon, che si svolgono all'Olympic Park.


DA SAPERE

La Midnight Run è lunga 6,4 km. Le gare Chase the Moon sono di lunghezza variabile tra 5 km e 10 km.


BICICLETTA

Che scegliete di pedalare da soli lungo una spiaggia ,andare in città con gli amici per una notte di divertimento o partecipare a un evento comunitario, una corsa in bici al chiaro di luna regala brezze fresche, un senso di libertà e una prospettiva inedita sul paesaggio. Alla Critical Mad a Londra e alla Moonlight Ramble a Saint Louis, Missouri, che sostiene di essere stata la prima corsa notturna in bici al mondo, migliaia di ciclisti percorrono al chiaro di luna strade chiuse al traffico.


DA SAPERE

La Moonlight Ramble cade nella notte di agosto più vicina al plenilunio. Critical Mass ha frequenza mensile.

giovedì 3 ottobre 2024

VITA DA MONACO. Le pulizie e il bel tempo

 



Dal libro: "Manuale di pulizie di un monaco buddista".  Keijuke Matsumoto (Vallardi)

Tra le mansioni di cui i monaci devono occuparsi quotidianamente ve ne sono alcune che si svolgono all'interno del tempio, altre all'esterno. Tuttavia queste ultime vengono sospese nei giorni di pioggia per riprenderle, si aspetta che torni il sereno. Essere in sintonia con la natura contribuisce a migliorarne il modo di lavorare. Dunque, nei giorni in cui non possiamo occuparci del giardino, ci teniamo impegnati con tutti quei lavori che si possono svolgere all'interno del tempio, dal pulire i vetri al rivestire gli shoji. Inoltre, quando piove, il terreno assorbendo l'acqua, si ammorbidisce e risulta più facile strappare le erbacce, per cui tutto sommato, è meglio occuparci del giardino dopo che ha piovuto. Pare che i monaci itineranti facciano un terzo delle pulizie rispetto a noi nell'arco delle 24 ore ma, in realtà, non ci sono orari per le pulizie dell'anima. Possiamo sempre trovare qualche posto da sistemare basta cercarlo!

Nei giorni di pioggia non ostinatevi a occuparvi per forza degli spazi esterni, abbiate uno spirito flessibile e pulite ciò che la natura vi suggerisce di pulire. Una famiglia normale può anche stabilire questa regola quando piove si fa manutenzione interna. Ripeto, datevi un'occhiata intorno e troverete sicuramente qualcosa da fare.


RIPARAZIONI

Qualsiasi cosa, con l'uso, si consuma, va detto, però, che le cose tendono a consumarsi sempre negli stessi punti, quindi, se le accomodiamo, potremo usarle ancora e ancora. La vita al tempio, che si basa sull'attenzione e la cura nei confronti di ogni oggetto, ha un fondamento nel fondamento: riparare e riutilizzare. I monaci itineranti di stanza al tempio Eiheiji, rammendano gli abiti in giorni prestabiliti, ossia quelli che contengono le cifre 4 e 9 e si chiamano, appunto Shikunici. Che ne dite di instaurare anche a casa vostra gli Shikunichi e occuparvi periodicamente della manutenzione e delle riparazioni di oggetti vari? 

Di questi tempi il mondo trabocca di oggetti uno simile all'altro, e tutti sostituibili. Se se ne rompe uno, anziché aggiustarlo e riutilizzarlo, si compra immediatamente qualcosa di nuovo. Questa filosofia di vita finisce, però, con l'applicarsi anche alle reazioni interpersonali ed è dannosa per la nostra anima. Finché un oggetto si può utilizzare noi dobbiamo riconoscergli il suo status di utilità, e, di conseguenza, se rotto aggiustarlo e riutilizzarlo, in questo modo impareremo non solo ad averne il giusto approccio nei confronti delle cose ma anche delle persone, e la nostra anima vivrà serenamente. Diamo importanza a ciò che abbiamo piuttosto che inseguire cose nuove e restituiamo alla natura e agli esseri umani i giusto ruolo. Se siamo capaci di rammendare qualcosa di scucito, saremo anche in grado di ricucire i rapporti umani.

Per ciò che concerne gli oggetti, capita che non si riesca ad aggiustare proprio tutto, pertanto è bene fare una specie di diagnosi e capire quale nuova funzione il tale oggetto possa assumere: un secchio rotto non potrà più contenere acqua ma potrà fungere da vaso da fioti; se a una scopa in bambù rotta ne aggiungiamo una seconda possiamo costruire dei trampoli, e così via.

Coloro in cui desiderio è di inseguire solo cose nuove senza freni hanno perso la libertà e vivono alla merce delle afflizioni mentali. Al contrario, le persone in grado di sfruttare al massimo un numero limitato di cose vivono con abbondante fantasia e, quindi, conoscono la vera libertà dell'anima. Voi a quale categoria appartenete?


GIARDINO

Per noi monaci il giardino del tempio è il luogo in cui si entra in comunicazione con la natura. E' vero che le persone non possono vivere nella natura allo stato brado, ma è vero anche che non possono vivere senza di essa. Il giardino ci insegna che la nostra esistenza si basa su un delicato equilibrio con la natura circostante. Esistono vari tipi di giardini, a seconda del tempio in cui sono inseriti: ognuno rappresenta, con tutti gli elementi che lo compongono, le varie concezioni del  ondo legate alle diverse scuole buddhiste. Il giardino, inoltre, riflette lo spirito di chi lo osserva.

Appartenendo alla natura, ogni qualvolta lo si osservi, si potranno notare cambiamenti. Ascoltate la voce delle piante e, di concerto con essa ,udite la voce del vostro cuore. Il giardino è il luogo del dialogo tra gli esseri umani e la natura. La sua manutenzione è importante. Gli attrezzi da giardinaggio si arrugginiscono con facilità, per cui bisogna tenerli con cura. Il falcetto, ad esempio, se non è ben pulito diventerà di difficile utilizzo poiché bisognerà impiegare più forza nel falciare e si correrà, inoltre, il rischio di ferirsi. Quando finite di usarlo, togliete ogni residuo di terriccio, molatelo con una cote, asciugatelo e riponetelo. Così facendo, la prossima volta che falcerete l'erba avrete un animo già predisposto a tale attività. La scelta dei lavori da giardinaggio da svolgersi nell'arco di una giornata va ponderata: pensare di fare l'impossibile è deleterio e si finirà inevitabilmente per non portare a termine le mansioni che ci siamo prefissati. Bisogna affrontare questo compito con calma, in armonia con la natura. I suddetti lavori si fanno mattino e sera: una volta finiti quelli della mattina ci si riposa e si riprende quando cala il sole. Non dimentichiamoci di assumere la giusta quantità di liquidi: in questo senso il tè delle dieci del mattino e quello delle tre del pomeriggio assumono un ruolo importante e una pausa può aiutarci a portare a compimento il lavoro senza troppi sforzi. Sconsiglio l'utilizzo di diserbanti poiché+ possono avere ripercussioni nocive sulla qualità del terreno e provocare danni a lombrichi e talpe.

Un giardino bello è un giardino che rispecchia la natura nella sua tonalità: tutte le forme di vita sono legate tra loro e il dialogo reciproco arricchisce la nostra anima. Osservando la natura troverete voi stessi.