mercoledì 20 marzo 2024

NORVEGIA. Paesaggi emozionanti

 



da "Lonely Planet" (Edit)

La spettacolarità dell'ambiente naturale norvegese supera ogni immaginazione, a partire dalla straordinaria bellezza dei fiordi. Con i loro incredibili paletti a strapiombo, i fiordi si insinuano nell'entroterra tagliando squarci profondi nel ricamo frastagliato della linea costiera. E se la loro fama è ampiamente meritata, altrettanto lo è quella dei magnifici e imponenti ghiacciai, fra più vasti d'Europa. Il territorio montuoso dell'interno sembra un sistema di bastioni eretti a difesa di fortezze naturali, mentre le coste sono disseminate di isole rocciose che sembrano plasmate dalla fantasia di un bambino. E non dimentichiamo l'attrazione primordiale esercitata dall'artico, un suggestivo ambiente naturale popolato da orsi polari, renne e buoi mischiati, mentre i pittoreschi villaggi di legno contribuiscono insieme all'eccezionale storia topografica, a rendere la Norvegia un paese unico e fiabesco.


IL RICHIAMO DELLA NATURA

I norvegesi vivono attivamente il contatto con la natura e la passione con cui esplorano l'ambiente ha reso il paese una delle mete più esaltanti del turismo d'avventura. Alcune attività richiedono allenamento , resistenza e temerarietà, ma la maggior parte, rafting ed escursioni a piedi e in bicicletta in estate, gite su slitte trainate dai cani, sci e motoslitta in inverno, sono alla portata di chiunque abbia una discreta forma fisica.

In estate il ventaglio delle opzioni è più ampio, mentre in inverno si può assistere all'emozionante spettacolo dell'aurora boreale: questa attività, già di per sé motivo sufficiente per un viaggio, offrono anche la possibilità di fuggire dalla folla e divertirsi a contatto con la natura.


RAFFINATEZZA SCANDINAVA

A tante bellezze naturali fa da contrappunto la vivace vita culturale del paese, che, insieme alle celebrazioni tradizionali, attira i migliori artisti del mondo, le città cosmopolite riflettono quella particolare predilezione per il design che ha reso celebri gli architetti scandinavi. Parallelamente, un ricco calendario di festival, molti di fama internazionale, offre l'occasione di pianificare il viaggio in modo di assistere a uno dei tanti eventi in programma.


LA NORVEGIA IN BREVE

Dopo aver dedicato un paio di giorni ai musei di Oslo, prendete il treno della linea ferroviaria panoramica Oslo-Bergen, una delle più spettacolari al mondo. La ferrovia sale fra foreste, altipiani e località sciistiche fino al vasto Hardangervidda, un altopiano desolato in cui vive il più grande branco di renne selvatiche della Norvegia, attraversato da diversi sentieri escursionistici.

A Myrdal prendete la linea ferroviaria Flamsbana che scende fino a Flam, da dove le crociere sui fiordi partono per l'incomparabile Naereyfjord. Proseguite il viaggio passando da Gudvangen, pernottate a Stalhein e continuate per Voss, dove glia amanti dell'avventura potranno praticare diverse attività elettrizzanti nei dintorni.

Voss è anche la porta d'accesso allo splendido Hardangerfjord, su cui si affacciano due incantevoli cittadine: Uluik e Eidfjord. Piu a sud, l'affascinante Stavanger è una buona base per le escursioni nel Lysefjord, fra cui la camminata che porta in cima allo spettacolare Preikestolen. Navigando lungo la costa raggiungete infine la bellissima Bergen con le sue incredibili case in legno è l'atmosfera cosmopolita.

IL CUORE DELLA NORVEGIA

Gli spettacolari altopiani centrali offrono opportunità anche di esplorare tranquille strade secondarie, ma dovrete noleggiare un'auto per una parte del viaggio. Anche i ciclisti allenati potranno scegliere molti di questi itinerari, godendosi il tragitto e gli splendidi scenari a ritmi più lenti.

Raggiungibile con un breve viaggio in treno o in autobus da Oslo, Lillehammer ospitò le olimpiadi invernali nel 1994 ed è uno dei luoghi più piacevoli della Norvegia centrale, in una magnifica cornice naturale. Proseguendo verso nord Ringebu vanta una favolosa chiesa in legno, se avete un'auto potete imboccare la tranquilla Rv 27, che conduce ai massicci  scoscesi del Rondane Nassonalpark, e poi continuare verso nord-ovest fino a Roros, un incantevole viaggio Patrimonio dell'Umanità con case di legno dipinto e un fascino d'altri tempi. Da Roros deviate verso nord fino a Trondheim, una deliziosa cittadina costiera piena di studenti che vanta una splendida cattedrale e una vivace scelta culturale.

Tornando verso sud, passate da Oppdal e Donbas, ponte d'accesso al Dovrefjell-Sunndalsfjella Nassenalpark, che d'estate è il punto di partenza per i safari dedicati al bue muschiato. Da Donbas potete fare un'escursione in treno o in auto lungo la E136 fino al cuore della Romsdalen, con le sue pareti di roccia a strapiombo. Rientrati sulla strada principale, andate a Otta, dove la E15 si dirama a ovest verso Lom, deliziosa cittadina in legno con una magnifica chiesa sita alla confluenza di due valli. La E15 si addestra nella regione dei fiordi fino  a Geirangerfjord, forse  il più bel fiordo norvegese.

Seguite la serpeggiante linea dei fordi per raggiungete  Stryn, Olden e Fjaerland, tutte porte d'accesso agli spettacolari paesaggi glaciali dello Jostedalbreen Nasjonalpark. Continuate verso sud-est per Sogndal, poi verso nord-est costeggiando le sponde del grazioso Lustrafjord quindi salite seguendo la Sognefjelwegen  che attraversa lo splendido Jotunheimen Nasjonalpark, con i suoi magnifici sentieri escursionistici, vette maestose e innumerevoli ghiacciai.

Sognefjellvegen, una delle strade più scenografiche d'Europa, merita di essere percorso in tutta la sua lunghezza fino a Lom, per poi tornare a Turtagro. Da qui imboccate una strada panoramica per Ovre Ardal, poi la tortuosa e scenografica Jotunheimvegen e infine la Peergynt Vegen un'altra strada panoramica meravigliosamente tranquilla che vi riporterà a Lillehammer.

mercoledì 13 marzo 2024

FAI DA TE. Riordino. Guardaroba

 



Dal libro: "Arreda la tua casa secondo il tuo stile". Frida Ramstedt (Corbaccio)

CHI E' FRIDA RAMSTEDT

E' la creatrice del più importante blog svedese dell'Interior Design Trendenser che ha vinto l'Elie Decoration Award per il Best Interior Design blog.


I mobili dove riporre gli oggetti sono una vasta categoria che si ritrova in molte stanze diverse dalle nostre case. A questa categoria appartengono diversi arredi, dai guardaroba alle librerie alle vetrinette. L'elemento comune di quesi mobili è che il loro interno è altrettanto importante del loro aspetto esteriore. Non tutte le finezze sono visibili a occhio nudo, ma il modo in cui i mobili sono stati costruiti e la loro funziona possono avere un grosso impatto sulla vita di tutti i giorni.

Si può ammettere che il riordino è un aspetto un pò noioso per un arredatore di interni? Si tratta in assoluto del dilemma più comune per i clienti, quindi è indubbiamente come darsi la zappa sui piedi.

Allo stesso tempo se fosse stata una cosa divertente e facile, difficilmente sarebbe stato un problema per così tante persone.

A mio avviso, il riordino è l'equivalente nel campo dell'arredamento della farina integrale. Tutti sanno che è importante ma è difficile mostrare troppo entusiasmo per questo argomento perché è così arido e vincolante. Sappiamo già in partenza che implica dover ripulire e ricordare. Anche se richiederà del tempo e che raramente avremo forze a sufficienza per raggiungere l'obiettivo. Ancor meno per le conseguenze di un vero e proprio sgombero. E' per questo, forse, che in tanti continuano a sperare di trovare una formula magica o una soluzione rapida che possa dare il massimo risultato con il minimo sforzo possibile.


GUARDAROBA


Si dice che la parola guardaroba derivi dall'antico francese garder che significa conservare e robe che significa vestiti o indumenti. Insieme formano il significato di "un posto in cui conservare gli indumenti". Il termine inglese wardrobe si basa sullo stesso principio linguistico, ma siccome c'era bisogno di un concetto descritto per questo fenomeno già nel Medioevo gli inglesi presero spunto dal termine germanico wardon che significa "rivolgere attentamente lo sguardo verso", sorvegliare o proteggere, la stessa parola che più tardi i francesi hanno addolcito con una "G" al posto della "W", così che Wardon in francese divenne warder successivamente gerder=prendersi cura di, preservare, conservare.

Un tempo, il guardaroba era un mobile trasportabile. Una cassa spesso fabbricata in legno di cedro, per proteggere il prezioso contenuto da tarme, topi e ratti. Oggi, un guardaroba può essere free standing o fatto su misura e chiuso  con ante agganciate di lato, di tipo scorrevole, a libro o tramite una o più tende. Negli ultimi anni è diventato sempre più comune avere un'intera stanza riservata per riporre i vestiti, le cosiddette cabine armadio (walk in closet) , spesso  abbreviato in WIC, negli annunci immobiliari.


APPENDERE


Sono inclusi tutti i capi che di preferenza volete riporre su grucce e sistemare sul bastone appendiabiti. Spesso però questi capi hanno lunghezze diverse. Fate quindi un inventario di questi indumenti partendo dalla lunghezza che occupano quando sono appesi e suddividendoli dalla lunghezza che occupano in ordine di grandezza.


CAPI CORTI

Ad esempio camicette, blazer e giacche corte.



CAPI DI LUNGHEZZA MEDIA

Ad esempio pantaloni ripiegati, completi e gonne mediamente lunghe.



CAPI LUNGHI

Ad esempio vestiti, pantaloni, gonne lunghe, cappotti e soprabiti.


Quando calcolate il numero di capi da appendere, non soffermatevi solamente sulle dimensioni degli indumenti. Il materiale in cui sono confezionati può influire sulla scelta di piegarli o di appenderli sulle grucce. I capi in maglia possono perdere forma se sono conservati appesi, mentre altri materiali sono più idonei a essere appesi senza problemi e rischiano piuttosto di sgualcirsi se vengono piegati e impilati.



CALCOLATE LA LUNGHEZZA DEL BASTONE APPENDIABITI CHE VI SERVE


-Camicette e camicie occupano circa 2,5 cm di bastone per capo.


-Gonne e pantaloni ripiegati hanno bisogno di circa 2,5-5 cm di bastone per capo.


-Vestiti, blazer e soprabiti richiedono circa 5 cm di bastone per capo.


-Completi e capispalla hanno solitamente bisogno di 5-10 cm di bastone per capo.


-Piumini, pellicce a abbigliamento da sei richiedono spesso 10-25 cm di bastone per capo appeso.


DA RICORDARE

In un guardaroba con capi appesi potete ottimizzare lo spazio con doppi bastoni appendiabiti per aiutare di lasciare zone non utilizzate all'interno dei diverso moduli. Potete anche montare un supporto alle spalle laterali, da avere metà guardaroba a disposizione per i capi più lunghi, mentre l'altra metà può ospitare una quantità doppia di quelli più corti.

Quando calcolate la lunghezza necessaria per appendere le camicie, ricordate che la manica è la parte più lunga dell'indumento per evitare errori di calcolo.


APPOGGIARE IN PIANO

Ottimo per gli indumenti che possono essere ripiegati o impilati sui ripiani fissi o in cassetti e cestelli estraibili. Potete suddividere questo gruppo in tre:


INDUMENTI VOLUMINOSI

Ad esempio maglioni lavorati a maglia, cardigan e jeans.



INDUMENTI LEGGERI

Ad esempio magliette, canottiere e biancheria intima.



ACCESSORI

Come cravatte, cinture, scarpe e simili.


CALCOLATE IL VOSTRO BISOGNO DI SPAZIO IN CM CUBI


-Quanto spazio occorre lasciare per gli indumenti ripiegati?


-Che altezza possono raggiungere le pile senza che si rovescino?


- Quante pile stanno su un ripiano?


-Per quante pile di vestiti ripiegati avete spazio considerando la profondità dei ripiani?


CALCOLARE IL PESO/BISOGNO DI FORZA PORTANTE

Quanto pesano i vostri vestiti e quanto carico resistono i ripiani e i bastoni appendiabiti?

-Un bastone standart di media lunghezza in un guardaroba largo 50 cm sopporta un carico di 18 kg.

-Un ripiano in MDF che misura 58x50 cm resiste a un carico di 12-20 kg.

-Questo aspetto influisce sulla quantità di indumenti che potete appendere o riporre, rispettivamente sul bastone appendiabiti, sul ripiano o nel cassetto?


GUARDAROBA FREESTANDING. VANTAGGI E SVANTAGGI

VANTAGGI

-Può essere spostato con relativa facilità se voi (o i successivi proprietari dell'abitazione) volete riammobiliare la stanza in cui si trova.

-Il vantaggio delle ante agganciate di lato, oppure a battente come vengono anche chiamate, è che potete tenerne aperte più di una contemporaneamente senza che si blocchino a vicenda, lasciandovi una maggiore libertà per avere una visione d'insieme e se desiderate poter accedere a diversi moduli allo stesso tempo. Confrontatele con le ante scorrevoli che si aprono lateralmente e che quindi possono bloccare l'accessibilità alle singole ante.

-Nel guardaroba con le ante agganciate di lato potete utilizzare i battenti anche per appendere gli indumenti mentre fare una selezione dei capi, oppure usare l'interno dell'area per montare ganci per cinture, cravatte e altri accessori.

-I guardaroba freestanding sono in genere più economici rispetto a quelli realizzati su misura e ai modelli con ante scorrevoli.

-Poiché la maggior parte dei negozi per prodotti di edilizia e delle catene di arredamento offrono guardaroba freestanding come merce a magazzino, si tratta quindi di una soluzione più facile da reperire rispetto alle  soluzioni su misura che hanno da un lato un tempo di produzione più lungo e dall'altro possono richiedere l'intervento di un artigiano per il montaggio.


SVANTAGGI

-Sarete più condizionati dalle misure fisse dei moduli.

-I cassetti o i cestelli non sono sempre completamente estraibili per evitare che si ribaltino e può risultare difficile accedere al contenuto se il guardaroba è profondo.

-Il guardaroba freestanding crea spesso degli spazi inutilizzati all'interno della stanza, ad esempio sopra il guardaroba stesso. E' possibile aggiungere qualche modulo o metterci dei contenitori, ma raramente si ottiene la stessa impressione di omogeneità di una soluzione realizzata in misura.

-Un guardaroba con ante agganciate di lato non può essere montato in ambienti in cui le ante rischiano di urtarne altre, i rispettivi accessori o altri particolari fissi della stanza (come termosifoni, davanzali interni o modanature). Da questo punto di vista, le ante scorrevoli offrono una maggiore libertà.

lunedì 4 marzo 2024

Il silenzio e l'Essere

 



Dal libro: "Manifesto per il silenzio". Stuart Sim (Serie Bianca Feltrinelli)

Tutti gli argomenti esaminati sull'ineffabile e l'irrappresentabile partono dal presupposto che il silenzio sia un'entità dotata di caratteristiche proprie. Il discorso umano dipende in misura fondamentale da due diversi tipi di silenzio: il silenzio intermedio e il silenzio precedente/successivo. Il silenzio intermedio è quello che appare tra una parola e l'altra, scritta e parlata, e ha un ruolo strutturante, punteggiando e dando ritmo a tutte le nostre espressioni.

Il silenzio precedente/successivo fa da cornice a un'espressione completa; è il silenzio che esiste prima e dopo che ha avuto luogo l'espressione. L'elemento di esecuzione attiva è particolarmente evidente nel silenzio successivo: "L'individuo incorpora o digerisce l'espressione appena conclusa, in silenzio, collocandola nella rete complessa della sua esperienza di espressioni precedenti e di altre espressioni possibili.

Ecco quindi un altro esempio di silenzio che agisce da veicolo per il pensiero e la riflessione; bisogna riconoscere, tuttavia, essere coinvolti sono i tre tipi di silenzio: il silenzio precedente, le espressioni che contengono il silenzio intermedio e il silenzio successivo. L'espressione non può funzionare se non all'interno di una combinazione di silenzi. Questo processo ha luogo sullo sfondo di una forma di silenzio ancora diversa, il "silenzio profondo", che prevale, per esempio, nei contesti liturgici, come nel culto quacchero. In ciascun caso il silenzio è esecuzione, e l'esecuzione è passibile di interpretazione. Diventa così evidente l'assoluta diversità in cui il silenzio è capace.


IL SILENZIO NELLA FILOSOFIA NON OCCIDENTALE


E' molto difficile fare un discorso generale sulla filosofia non occidentale, essendo la maggior parte di essa strettamente intrecciata ai sistemi religiosi; nonostante questo, possiamo comunque evidenziare alcuni aspetti interessanti.

Nel buddismo, nel taoismo e nell'induismo il silenzio abbia finito per essere identificato con la divinità, e anche come sia stato proposto quale risposta appropriata ai problemi metafisici posti nella religione. In queste tradizioni il duino è il regno dell'ineffabile e porta la ragione umana a scontrarsi con i propri limiti, una conclusione molto simile a quella raggiunta da coloro che, in anni recenti, si sono occupati dell'ineffabile nella filosofia occidentale.

Per esempio, il rinnovato interesse per il sublime da parte dei teorici non desiderino occuparsi del problema più di quanto non facciano i loro colleghi in Oriente.

Lo scetticismo sulle questioni dottrinarie esiste anche nei sistemi religiosi non occidentali, ispirato da una prospettiva filosofica. Il dialogo con l'ineffabile assicura al silenzio un ruolo significativo nell'impresa filosofica. E' in contrapposizione a questo silenzio che la filosofia definisce se stessa, e, come con la religione, è sulle questioni filosofiche che il silenzio assume una valenza concettuale propria.

mercoledì 14 febbraio 2024

Penetrare nell'iperspazio

 



Dal libro "LA SCIENZA DELL'INTENZIONE". Tlynne Mc Taggart (Macro edizioni)

In un monastero pieno di correnti d'aria sulle montagne himalayane dell'India settentrionale, nell'inverno del 1985 un gruppo di monaci tibetani sedeva in silenzio, immerso nella meditazione profonda. Sebbene fossero poco coperti, sembravano non accorgersi della gelida temperatura dell'aria, che si avvicinava agli zero gradi. Un monaco, passando in mezzo agli altri, li rivestì uno per uno di lenzuola inzuppate nell'acqua fredda. Condizioni così estreme avrebbero normalmente provocato uno shock fisico facendo precipitare la temperatura interna; se la temperatura corporea scende anche solo di 12 gradi F ,nel giro di pochi minuti una persona perderà coscienza e ogni segno di vita. Invece di tremare, i monaci iniziarono a sudare. Vapore si alzò dalle lenzuola bagnate, nel giro di un'ora esse erano completamente asciugate, come lo fu una terza serie.

Un team di scienziati guidati da Herbert Benson, cardiologo della Medical School di Harvard, assisteva nelle vicinanze, esaminando una schiera di apparecchiature mediche a cui erano collegati i monaci, alla ricerca di qualche indizio che avesse indicato quale particolare meccanismo fisiologico poteva consentire al corpo di generare questo straordinario livello di calore. Per anni Benson aveva esplorato gli effetti della meditazione sul cervello e sul resto del corpo. Si era imbarcato in un ambizioso programma di ricerca, recandosi in diversi avamposti  del mondo per studiare dei buddisti che avevano dedicato molti anni alla pratica disciplinata.

Nel corso di un viaggio in Himalaya, egli aveva anche registrato un video dei monaci che, vestiti soltanto di scialli leggeri, trascorrevano una gelida notte di febbraio all'aperto su una sporgenza della montagna a 4.500 metri di altezza, il film di Benson li mostrava dormire profondamente durante la notte, senza vestiti né riparo.

Nei suoi viaggi Benson era stato testimone di mille imprese straordinarie dell'intenzione, segno di una padronanza sulla temperatura e sul ritmo metabolico che poteva addirittura produrre uno stato simile all'ibernazione. I monaci monitorati dal team di Benson avevano innalzato la temperatura delle loro estremità fino a 17 grafi F e rallentato il metabolismo di oltre il 60%. Benson comprese che questa rappresentava la variazione più ampia del metabolismo a riposo mai riportata. Durante il sonno invece, il metabolismo rallenta solo del 10-15%, addirittura, mediatori esperti possono rallentarlo soltanto del 17%, tutt'al più. Ma quel giorno sull'Himalaya egli aveva osservato l'impossibile nei termini di influenza mentale. I monaci avevano usato il proprio corpo per portare a ebollizione attraverso il potere dei loro pensieri. 

domenica 11 febbraio 2024

Finlandia. Itinerari classici




Dalla guide "Lonely Planet Italia"

IL MEGLIO DELLA FINLANDIA

Partite da Helsinki, esplorando il vivace quartiere del design. Visitate poi il porto, dove potrete prendere un traghetto per Soumenlinna prima di dirigervi verso la storica Porvoo dagli incantevoli edifici in legno.

Spostatevi poi verso l'entroterra a Lappenranta, situata sulla penisola del più grande lago finlandese e sede di un grande castello di sabbia. La vostra prossima tappa sarà la graziosa Savonlinna, nel cui splendido castello si svolge il celebre Festival dell'opera.

Una volta arrivati a Oulu potrete realmente percepire la latitudine a seconda del periodo dell'anno, il sole riesce appena ad alzarsi sulla linea dell'orizzonte o non ne scende mai al di sotto. Si tratta di una delle città più vivaci della Finlandia, anche grazie al suo pittoresco mercato estivo.

Da Oulu proseguite alla volta di Kemi per vedere il castello di neve in inverno e terminate il vostro viaggio a Rovaniemi. Partite infine alla volta della Lapponia oppure prendete un treno notturno per Helsinki.


L'ORO LAPPONE

A Rovaniemi visitate l'eccellente museo Arktikum. Più a sud, a Ranva, potrete vedere alcuni animali di questa regione nel suo zoo.

Tagliate verso est e raggiungete Ruka, una vivace località sciistica in inverno e punto di partenza del Karhunkierros in estate. Da Ruka proseguite verso Kemisarvi per raggiungere Sodankyla, dove vale la pena di visitare la vecchia chiesa di legno.

Puntate quindi a nord, verso il Parco Nazionale Urho K, Kekkonen, dove potrete rivivere le gesta dei cercatori d'oro prima di fare un trekking. Tra le spettacolari colline di questa vasta Regione incontaminata. La vicina Saariselka si presta a ogni genere di attività sia invernale sia estiva.

Una delle città più affascinanti della regione è Inari, la più importante comunità sami della Finlandia, centro dell'artigianato e sede dell'interessante Museo Siida. Dirigetevi verso il Parco nazionale di Lemmenjoki, meta prediletta di molti appassionati di trekking, e proseguite verso nord-ovest a Hetta, un'altra città sami che si presta a fare passeggiate nei dintorni. Da Hetta risalite il "braccio" della Finlandia raggiungendo Klipissarvi, sulla quale incombono i monti norvegesi e si affaccia il piccolo Fjail di Sanna, dal quale si può ammirare il panorama su tre nazioni.

Proseguite per Mounio, dove in inverno potete fare escursioni sulle slitte tirate dagli Husky e in estate visitate gli allevamenti di questi adorabili cani. Da Muonio tornate a Rovaniemi, facendo magari una tappa per sciare o rilassarvi in un cottage estivo nell'animata Levi o nella tranquilla Pyha.

venerdì 1 dicembre 2023

Ireland. Wicklow occidentale




Nella parte occidentale della contea il paesaggio assume contorni meno aspri e più rurali, soprattutto in prossimità del confine con le contee di Kildane e di Carlow, dove il terreno accidentato cede il passo a pascoli verdeggianti. A est di Blessington la campagna è punteggiata di scuderie private, dove vengono addestrati in assoluta segretezza alcuni dei cavalli più pregati del mondo.

L'attrattiva principale di questa parte della contea è costituita dal magnifico complesso palladiano di Russborough-House, situato poco oltre Blessigton, ma se siete alla ricerca di uno scenario più selvaggio si consiglia di visitare Killbridge, località situata lungo il corso superiore del River Liffey, e la Glen of Imaal, che si trova più a sud.

GLENYMALURE

Addentrandovi tra le montagne a sud-ovest di Glendalough nei paesi dell'estremità meridionale di Military Rd noterete il paesaggio farsi sempre più selvaggio e remoto.

Alle pendici del versante occidentale della vetta più alta della Contea di Wicklow, il Lugnaqvilla, si trova Glenmalure, una valle cieca, sicura e malinconica, fiancheggiata da pendii ricoperti di massi detritici.Dopo aver superato le montagne e raggiunto Glenmalure, la strada piega in nord-ovest all'altezza del ponte di Drungoff. In questo punto si diparte una strada di circa 6 km che costeggia il River Avonbeg fino a un parcheggio da cui si diramano sentieri in varie direzioni.

Glenmalure ha svolto un ruolo di primo piano nella resistenza contro gli inglesi. Questa valle fu la roccaforte del clan del temibile condottiero Fiach Mac Hugh O'Bryen (1544-97), che nel 1580 riuscì a sconfiggere con la sua barra un esercito di 1000 soldati inglesi. La battaglia costò la vita a 800 uomini e, si dice, portò la regina Elisabetta sull'orlo di un crollo nervoso.

Nel 1597 giunse però puntuale la vendetta degli inglesi, che catturarono O'Byrne, lo giustiziarono e ne esibirono la testa mozzata sui cancelli del Dublin Castle.