lunedì 27 maggio 2024

STORIA DEI VIDEOGAMES. Magnavox Odyssey (1972)

 



Dal libro "LA STORIA DEI VIDEOGAMES IN 64 OGGETTI" (Harper Collins)

Quando nel 1972 entrò in scena la Magnavox Odyssey, prima console domestica per videogiochi, gli americani non sapevano bene che cosa farsene. Sviluppata a partire dal prototipo di Ralph Baer detto Brown Box, la Odyssey preparò il mercato ai videogame casalinghi.

Sapete il nome della prima console domestica per videogame? I più direbbero l'Atari 2600.Anche se l'Atari è stata la prima console ad avere un successo smodato, non è stata la prima in assoluto: la prima console domestica infatti ,era arrivata cinque anni prima, prodotta dalla marca di televisori Magnavox.

La storia della Odyssey non inizia in un laboratorio supersegreto Magnavox, ma a Nashua, nel New Hampshire , nei quartieri generali di una ditta fornitrice dell'esercito chiamata Sanders Associated. Alla fine degli anni 60', l'ingegnere  Ralph Baer e la sua squadra  avevano sgobbato in una sala lettura riadattata per produrre a Brown Box, prototipo di un sistema di gioco, così battezzata deriva dal suo rivestimento vinilico in finto legno. Il prodotto finale, rudimentale ma rivoluzionario, permetteva a due giovani di guidare il movimento di pallini su uno schermo televisivo usando dei controller. La grafica era limitata e non c'era il sonoro, ma dei pannelli di plastica semitrasparenti potevano essere sovrapposti allo schermo per dare un contesto.

Sanders Associated aveva zero esperienza nella vendita di elettronica di consumo, e tantomeno di videogiochi, così decise di dare in licenza la Brown Box di Baer a un produttore di televisori. Sebbene i dirigenti di Rca, Magnavox, Synania, Motorola e General Eletric fossero impressionati da questa tecnologia, non avevano modo di immaginare che i videogame sarebbero diventati un settore da miliardi di dollari. Eppure, Baer non mollava e girava il Paese senza sosta per promuovere la Brown Box. Si prese finalmente una pausa quando un dirigente di Rca, Bill Enders, lasciò l'azienda per diventare uno dei vicepresidenti di Magnavox, responsabile del reparto marketing. Enders aveva assistito a una delle presentazioni di Baer mentre stava in Rca ed era rimasto a bocca aperta, ma non era riuscito a convincere il suo capo ad acquistare la licenza. Passato a Magnavox ,chiese al suo nuovo team di dare un'altra occhiata alla console che avevano già scartato.


Nel 1970 , Baer e il suo collega Lou Etinger volarono alla sede centrale di Magnavox a Fort Wayne, nell'Indiana, Baer collegò la Brown Box a un televisore da 19 pollici e mostrò vari giochi, inclusi il ping pong e la pistola ottica. Raccontò in seguito che, a parte Enders, solo un dirigente era rimasto impressionato dalla dimostrazione: il vicepresidente  Gerry Martin capì che, per quanto la Broxn Box fosse ancora grezza, rappresentava un'enorme opportunità per gli apparecchi televisivi, impiegò quasi un anno a persuadere i suoi capi ad acquistarne la tecnologia, ma alla fine ci riuscì e a marzo del 1971 il contratto fu firmato. Magnavox doveva decidere come adattare la Brown Box per la produzione in serie. La tv a colori stava diventando sempre più comune, ma l'azienda scelse di mantenere la console in bianco e nero per risparmiare sui costi. La Brown Box originaria aveva anche sedici interruttori che dovevano essere impostati in una sequenza specifica per ogni gioco, si modificava così la circuiteria interna, permettendo alla console di mostrare elementi diversi e di reagire differentemente agli input dei controller. Magnavox tolse gli interruttori e optò per un sistema semplificato di "schede di gioco" rimovibili. Diversamente dalle cartucce coi dati dei giochi, che sarebbero scomparse più avanti , le schede erano semplicemente composte da circuiti stampati. Molti giochi usavano le medesime schede ma richiedevano l'applicazione sullo schermo di pannelli diversi.

In fase di testi, Magnavox soprannominò ,e in un secondo momento il nome venne cambiato in "Odyssey".La Odyssey definitiva era una scatola trapezoidale bianca e nera alimentata da sei pile mezza torcia, dotata di un interruttore e radiofrequenza che consentiva ai giocatori di collegarla alla tv. I due controller rettangolari montavano manopole che servivano a pilotare i pallini sullo schermo.

Magnavox vendette come accessorio anche una pistola ottica, utilizzabile col gioco Shotting Gallery, che consisteva nello sparare a bersagli mobili. (Siccome assomigliava a un fucile vero, molti oggi confiderebbero la pistola ottica Magnavox di cattivo gusto, diversamente dall'arma più adatta alle famiglie creata da Nintendo per il gioco di caccia all'anatra Ducx Hunt).

Sebbene per l'epoca fosse rivoluzionaria per giocare con la Odyssey serviva un bel po' di immaginazione. Non c'era sonoro e i giochi si affidavano a pannelli di plastica applicati al vetro della tv sfruttando l'elettricità statica, per trasformare lo schermo in un campo da calcio o da tennis, o addirittura in una casa stregata.

Siccome la meccanica di gioco era limitata a muovere tre pallini, i giocatori dovevano tenere il punteggio per contro loro e, in certi casi, anche stabilire le proprie regole. Non a caso, nella confezione erano inclusi anche tabelline dei punteggi, dadi, fiches da poker e altri supporti fisici che supplissero alle limitazioni della grafica. 

Magnavox lanciò la Odyssey nel settembre del 1972. Andò moderatamente bene, con quasi 10.000 apparecchi venduti nel primo anno nonostante all'inizio fosse disponibile solo presso i negozi Magnavox (una decisione presa per indurre i consumatori a comprare televisori Magnavox). In seguito, Baer affermò che la campagna pubblicitaria era fuorviante  perché faceva credere che servisse comprare televisori Magnavox per far girare la Odyssey (accusa corroborata da aneddoti di venditori che insistevano coi clienti perché acquistassero una tv insieme alla console).

Ma la Odyssey aveva soprattutto un problema intrinseco: la gente non capiva cosa fossero i videogiochi. Certo, qualcuno aveva provato il primissimo Cabinato, Computer Space, ma il grosso del pubblico non comprendeva il concetto di giochi elettronici, tantomeno fruibili sulla propria tv.

Poco prima che venisse lanciata la Odyssey, Magnavox aveva inserito un'iniziativa promozionale su What's my line? , un popolare quiz televisivo in cui una giuria composta da personaggi famosi rivolgeva domande a un concorrente per indovinare la sua professione. Quando il rappresentante di Magnavox giocò con la Odyssey in trasmissione e descrisse che cosa stava facendo, i giurati rimasero perplessi non riuscivano ad afferrare l'idea di giochi elettronici interattivi. Entro il Natale del 1972, Magnavox aveva prodotto 130.000 apparecchi e 20.000 pistole ottiche. La Odyssey vendette approssimativamente 350.000 unità dal suo lancio all'interruzione della produzione, nel 1975. Per una delle limitazioni tecniche la Odyssey non era un prodotto eccellente, però era il primo nel suo genere, e diede prova del potenziale dei videogame domestici. In qualche modo la console cadde vittima della data di lancio vicinissima a quella di Pong, uscito due mesi dopo, che nel 1972 contribuì a definire il mercato dei videogame da sala giochi. Nonostante le vendite limitate, la Odyssey era un dispositivo pioneristico che portò i videogiochi nelle case, in un'epoca in cui la maggior parte delle persone non capiva neppure cosa fossero.

mercoledì 22 maggio 2024

Dipingimi di colori allegri e usa i colori con sicurezza

 




dal libro: "HAPPY HOME.LA MAGIA DI VIVERE A COLORI" di Charlotte Hedeman Gueniau (Logos)


Forse dovremmo costituire un monumento a favore del colore, magari chiamandolo "dipingimi in colori allegri". Non sarebbe simpatico? Le auto sarebbero ben più divertenti con una profusione di colori sia negli interni sia all'esterno. Chi ha stabilito che soltanto le diverse sfumature di nero, grigio e beige si addicono agli interni? E perché mai, se decidete di rivedere la vostra auto, il nero è l'unico colore commerciabile?

Le pareti colorate figurano tra le mie passioni assolute. Una sola può rivoluzionare l'aspetto di una stanza. Non mi stancherò mai di ripeterlo: fatelo, provateci. Non preoccupatevi e non prendete la cosa troppo sul serio, è soltanto un muro. Spesso, le persone che vogliono dipingere una parete ne parlano a lungo ed esprimono i loro timori: e se ci stanchiamo? Se vi stancate, in un paio d'ore tutto torna come prima.


USARE I COLORI CON SICUREZZA

Le soluzioni per introdurre colori accesi nella vostra casa sono infinite. Rallegrate un piccolo spazio dando risalto a pareti e accessori. Seguite il vostro cuore e usate i colori che amate:


-I toni fluorescenti si addicono agli accessori in un ambiente essenziale, perfetto se è tutto bianco, semplicemente meraviglioso se è bianco e nero.

-Un rametto verniciato con una bomboletta spray e messo in un vaso è uno stupendo dettaglio che attira l'attenzione.


-Dipingere o tappezzare con carta da parati una sola parete di solito è sufficiente, se non vi basta, vada per due.

-Se le pareti sono dipinte di un colore scuro, l'intera stanza risulterà più piccola.

-Se i pavimenti sono in legno, verniciateli di bianco, renderanno la stanza ampia e luminosa e costituiranno una base neutra per l'arredo.

- Non abbiate paura di mescolare i colori, ma ricordate che le tonalità molto vivaci diventano presto opprimenti. Limitateli, quindi a uno o due colori forti e abbinateli a sfumature più morbide.

- Vasi, brocche e altre ceramiche possono aggiungere sfumature alla vostra paletta cromatica: riunitene quindi un insieme dai toni accesi o una schiera dalle sfumature tenui.

- Provate a creare una composizione di contenitori dello stesso colore per un risultato d'effetto.

-Limitandovi a uno o due colori per gli accessori otterrete un atmosfera riposante.


UN ANGOLO TUTTO PER SE'

Dove si trova il centro di gravità della vostra casa quando ricevete gli ospiti? E quando siete in famiglia? E dove si trova il vostro angolino privato, dove assaporare una tazza di tè o di caffe, accomodarvi con il vostro portatile, leggere un libro, meditare e guardare fuori dalla finestra o semplicemente osservare il cielo blu?

Pensate a pensare dove si trova questo posto speciale in cui vi rilassate e ricaricate le batterie. Spero che la risposta non richieda troppo tempo: dovreste essere in grado di connettervi in fretta al vostro piccolo slogan al vostro piccolo rifugio privilegiato.

Alcuni diranno "davanti alla tv", ma non è questo il tipo di distensione a cui accennavo: stiamo cercando un'oasi di tranquillità, lontana dal rumore, solo per voi con qualche accessorio e alcuni tocchi di colore che vi facciano sentire bene.

Se non esiste vi consiglio di crearne uno al più presto. Non vi occorrerà molto: una comoda poltrona, o grandi e soffici cuscini e un po' di luce. Poi metteteci le cose che vi fanno stare bene. L'importante è che lo percepiate come un'isola di pace dove poterli rigenerare. Il mio angolo accogliente è il posto migliore per godermi un momento di quiete e non ci rinuncerei per nulla al mondo.

Abbiamo chiesto alle persone che hanno collaborato a questo libro di preparare un bel vassoio da portare nel loro angolino. Una bevanda alla frutta fresca, qualche dolcetto e un fiore in un vaso sono particolari in grado di fare una bella differenza; magia quotidiana servita su un vassoio.


VESTIRE IL LETTO

Quando entro in camera e a darmi il buongiorno è uno splendido letto, mi sento di buon umore e non vedo l'ora di tuffarmici.

Passiamo molte ore a letto e non serve vestirlo a festa se non è un buon letto, io lo rifaccio ogni mattina: non sopporto i mucchi scomposti di lenzuola, guanciali e piumoni. Uno splendido copriletto e una bella pila di cuscini danno un tocco esotico e insieme intimo alla camera da letto, mentre un copriletto in tinta unita rende l'atmosfera più raccolta.

Io adoro il copriletto, in qualunque materiale, ed è molto bello abbinarne di diversi, in alternativa, potete ripiegarne uno in modo che copra solo metà del letto, per un risultato sempre ordinato ma più casual.

C'è chi preferisce una fila di guanciali tutti uguali e chi preferisce pile di cuscini di vario tipo. Teneteveli comunque vicini alla tastiera: i cuscini sparsi qua e là mi fanno pensare ai letti sfatti.


mercoledì 15 maggio 2024

CITTA ' EUROPEE DA SCOPRIRE. Marburg (Germania)

 



Dal libro "EUROPA CITTA' DA SCOPRIRE" (Touring club italiano)

Marburg rappresenta bene uno dei volti dell'Assia. Il Land, motore economico e finanziario della Germania, ma anche snodo fondamentale per tutti i collegamenti del Paese costituisce, sorprendentemente, un cuore fiabesco, come quello raccontano dai suoi figli più celebri, i fratelli Grimm. Ma, il colpo d'occhio assicurato da Marburg, issata con l'imponente castello e l'elegante Elisabethkirche su uno sperone di roccia che si alza dalle rive del fiume Lahn, è ancora qualcosa di più, immersa in un contesto di foreste e ruscelli cristallini, incanta per posizione e patrimonio artistico, ma può anche sorprendere grazie al dinamismo della vivace vita universitaria.


I DUE VOLTI DELLA CITTA'

La parte più antica di Marburg (l'Oberstadt) si dispone sul fianco della collina. La più recente Unterstadt si allarga lungo la riva occidentale meno affascinante, si trovano qui tutti gli edifici più recenti dell'Ateneo. Spazio urbano suggestivamente verticale con vie e scalinate piuttosto ripide, l'Oberstadt assicura panorami e punti di vista sorprendenti; particolarmente amata, a ogni ora del giorno e della notte, è la terrazza dalla quale si alza la Marienkirche, vero e proprio punto d'incontro per gli studenti della città. La singolare tipografia locale ha creato una felice oasi per pedoni e camminatori, ma un efficiente sistema di ascensori permette comunque di raggiungere il Markt senza essere costretti ad arrampicarsi, non fosse stato per l'università, probabilmente Marburg avrebbe assunto i connotati di città museo, mentre è sufficiente trascorrerli un fine settimana per notare il numero davvero impressionante di club, ristoranti tipici, spazi di tendenza, birrerie, ritrovi e discoteca.

Visitiamo le raccolte d'arte dell'Universitatsmuseum fur bildense Kunts, i cui dipinti vanno da XVII secolo alle avanguardie del Novecento, con particolare enfasi sul movimento del realismo espressivo. Più a sud si incontrano la recentesca Dominikanerkirche, a due semplici navate, che si erge accanto all'ottocentesca Università in stile neologotico, prima di giungere in un susseguirsi di scalinate e strette viuzze, al Markt, cuore della città alta (Oberstadt).

La quinta della piazza è composta da una serie di edifici storici, a graticcio e con travi in legno, che furono eretti tra il XIV e il XV secolo, particolarmente belle le case NN.


DINTORNI

Un paesaggio romantico come quello dell'Assia ha certamente ispirato le fiabe dei fratelli Grimm, tra i figli più celebri di questa regione dove l'antica traduzione, fatta di leggende ma anche di architettura si respira un pò ovunque. Una meta straordinaria per esempio, è Alsfeld (40 km a est), grazie ai numerosi edifici a graticcio e, soprattutto al castello di Altenberg, che pare fatto apposta per il grande ballo di Cenerentola! Glessen (25 km a sud di Marburg), invece, è celebre per il Botanischer Garten, uno dei più antichi giardini botanici tedeschi. In un angolo pittoresco di Germania sulle rive del Lahn, 40 km a sud-ovest di Marburg, incontriamo Wetziar, dominata dai resti della fortezza di Kalsmunt (XII secolo) costruita per Federico Barbarossa, è celebre per aver ospitato, nel 1772, Goethe, che qui si innamorò di Charlotte Buff  detta Lotte (la sua casa ne consegna cimeli e ricordi), inoltre, è nella Jerusalenihaus che Goethe conobbe Karl Wilhelm Jerusalem, il cui suicidio gli ispirò i dolori del giovane Werther (1774).

giovedì 2 maggio 2024

FAI DA TE. Legna. Fondamenti di accatastamento





 da "Norwegian Wood" di Lars Myttimg (Utet)


La legna è di miglior qualità (ossia più asciutta e meno vulnerabile ai funghi) quando si esicca rapidamente. A questo scopo bisogna esporre al vento e al sole una superficie maggiore possibile, e al tempo stesso proteggere la legna dalla pioggia. Accatastarla alla belle meglio non serve a niente. E' un po' come quando si fa il bucato nessuno lascerebbe i panni bagnati ammucchiati per terra, giusto?

Per mettere a esiccare la legna, se ci tocca scegliere fra un punto assolato e uno battuto dai venti, bisogna preferire quest'ultimo: c'è molta acqua da far evaporare, e basti pensare a quant'è umida una tenda che non lascia passare l'aria.

Quindi, un punto adatto a piazzare lo stendibiancheria sarà adatto anche ad accatastarci la legna per esempio, la si può mettere davanti al modulo esterno del condizionatore che per tutta l'estate continuerà a soffiarci aria calda.

Girano molte voci su cataste così compatte (catasta stretta) che fra un pezzo e l'altro non passa neppure una cartina da sigaretta, e si potrà senz'altro fare, ma solo se la legna è già asciutta. Se invece deve ancora essere essiccata, la catasta dev'essere quando più rara possibile (catasta larga),a patto di non renderla instabile. Anche qui c'è una regoletta, la legna fresca dev'essere accatastata in modo che fra un pezzo e l'altro ci sia abbastanza spazio da dare rifugio a un topo, ma non tanto da permettere al gatto d'inseguirlo. La legna va disposta su un rialzo, in modo da non essere a contatto con l'umidità del territorio. E' bene accatastarla in inverno, però c'è chi in primavera, ha la brutta sorpresa di trovarla crollata.

Di norma, non si tratta di uno scherzo di cattivo gusto da parte dei vicini, ma di un fenomeno del tutto naturale con il disgelo, il terreno si ammorbidisce e smuove il rialzo che regge la catasta.


LEGNA COPERTA O SCOPERTA?

La catasta va protetta dalla pioggia. L'ideale è coprirla con una lamiera ondulata, che assorbe calore e accelera l'essicazione, e inoltre può essere posizionata in modo da lasciar passare l'aria anche dalla cima. In Norvegia c'è l'abitudine di fissarla con alcuni pesi, per esempio vecchi copertoni.

Per certi periodi, può andare benissimo un telo di plastica o cerato, soprattutto per la legna lasciata in grossi sacchi sopra un bancale, ma in questo modo si ha un'areazione inferiore. In ogni caso, il telo non va mai avvolto tutt'intorno, perché imprigionerebbe l'umidità e la legna verrebbe quasi subito intaccata dalla muffa e dai funghi, non si asciugherebbe mai, e diventerebbe un ambiente ideale per la proliferazione degli insetti. Molti appassionati preferiscono lasciarla scoperta durante la primavera, perché in quella stagione l'umidità che esce è più di quella che penetra dopo un paio di rovesci di pioggia. Di solito la legna viene coperta intorno a giugno. Anzi, c'è addirittura chi la lascia intenzionalmente esposta agli acquazzoni per un anno intero soprattutto se si tratta di pezzi di quercia piuttosto lunghi. Infatti la quercia tende ad indurirsi alle estremità, imprigionando l'umidità all'interno. Se resta bagnata, il legno si gonfierà leggermente, tenendo aperte le vie di fuga dell'umidità.


ESTETICA

Le regole fondamentali della catasta larga e del suo posizionamento non devono necessariamente implicare un'assenza di principi estetici. La bellezza si coniuga alla funzionalità, perché una legnaia progettata con raziocinio si trasformerà entro l'estate in una catasta secca, dura, senza scolorimenti, in grado di resistere al vento senza crollare.

Una buona legnaia richiede scrupolosità e criterio, e rivela qualcosa sul carattere di chi l'ha eretta. Già, perché ci sono pericoli in agguato, una bella struttura scultorea può rivelarsi capricciosa e instabile. Inoltre occorre calcolare anche il restringimento della legna: da quand'è fresca a quando è asciutta, il suo volume si riduce dal 7% al 20% (la seconda della specie arborea). Perciò ogni pezzo di legno deve potersi abbassare in modo regolare, senza urtare nulla altrimenti in tarda primavera crolla tutto.

Per l'accatastamento se i pezzi non hanno la stessa lunghezza, bisogna disporlo con il lato più bello verso l'esterno, e batterlo fino a metterlo a filo con gli altri. Anche la catasta più semplice può avere un assetto artistico, sfruttando le forme e i colori per pezzi. Si possono creare figure, concentrare tutti i ciocchi spaccati a metà, crollare tutti i pezzetti tondi alla stessa altezza in modo da formare una riga, oppure utilizzare ad arte le diverse gradazioni cromatiche dei vari legni. Più uniforme è la lunghezza dei pezzi, più stabile sarà la struttura. Insomma, l'accatastamento mette alla prova anche le nostre capacità estetiche,  oltre a quelle pratiche. 

In Norvegia e in Svezia è tuttora convinzione comune che la legnaia riveli il carattere di chi l'ha fatta.


TRUCCHETTI

La prima regola è quella di trovare un metodo di accatastamento adatto al tipo di legno. Se i pezzi sono ricurvi, stanno meglio in una catasta bassa, o in un essiccatoio, o al centro di una catasta tonda. Se invece sono dritti, ci si può sbizzarrire. Più sono lunghi, più sono facili da accatastare. Sotto i 25 cm, purtroppo , crollano con facilità, perciò la catasta deve essere bassa, oppure eretta a ridosso di un muro. Fra i 30 e i 40 cm (se trovano posto nella nostra stufa) è molto più facile creare una catasta che stia in piedi da sola. Con i ciocchi da 60 cm, non ancora spaccati, si può formare una catasta di qualunque altezza e qualunque forma con qualunque vento.

Una competenza di base è quella di saper erigere una torre incrociata, fatta di ciocchi di medie dimensioni spaccati a metà e disposti a strati alterni per il lungo e per il largo. E' stabile su tutti, i lati e dunque può costituire l'angolo di una catasta in parallelo, tenendola ferma. L'accatastamento deve essere un processo lento, almeno all'inizio il segreto sta nel considerare ogni pezzo di legno come un mattone, compensando fin da subito le irregolarità posandolo con forza e scrollandolo un poco, in modo che trovi la propria collocazione in modo naturale e acquisisca su una   microstabilità.

sabato 27 aprile 2024

Abbinare le piante per un bel giardino tutto l'anno




 Dal libro "Giardinaggio per piccoli spazi" John Cushine (Corbaccio)


CHI ERA JOHN CUSHINE

(1947-2009). Originario dell'Irlanda del Nord, è stato uno dei massimi esperti nell'architettura del verde e nell'arte del giardinaggio. Avviato dal padre all'amore per le piante e i fiori, ha studiato al Greenmount Agricultural and Horticultural college di Antrim, ha fondato la Cushine Landascapes e ha progettato giardini pubblici e privati per anni.

Quando si progetta un giardino, uno dei problemi è come renderlo bello tutto l'anno. Non dovete pensare soltanto ai fiori e alle stagioni della fioritura. Il colore, la consistenza e la forma delle foglie hanno un ruolo importante, così come il colore della corteccia, e frutti e le bacche. La forma delle piante e a disposizione di arbusti e alberi decidui d'inverno fanno la differenza. In un piccolo giardino tutto è più difficile. Ogni singola pianta deve servire a uno scopo e guadagnarsi il suo posto. Quelle che fioriscono per una stagione ,come le Hebe o l'erba di San Giovanni, che si allargano molto, potrebbero non valere lo spazio che occupano e sarà sostituirle con piccole gemme floreali come il rododendro, la lavanda, i bulbi nani e la celmisia che alternano le fioriture per tutto l'anno.

La collocazione delle piante è importante. Provate a piantare pensando alle quattro stagioni invece di mettere tutte insieme le piante che fioriscono in primavera, quelle che fioriscono d'estate e così via. Sistematele in angolini dove non ci aspetta di trovarle. Una macchia di candidi bucaneve che a inizio anno spuntano in mezzo all'erica che ha finito da tempo la sua fioritura autunnale rallegra un'aiuola di piante in letargo.

Collocare le piante una sotto l'altra in modo da formare strati di colere è un buon modo  per ottimizzare lo spazio disponibile e dare colore per tutto l'anno. Sotto a varietà alte non più di un metro di lavanda, salice ,  fusaria si possono piantare eriche e pervinche a crescita bassa. Rose rampicanti dai fusti nudi miglioreranno se al di sotto vi pianterete sempreverdi com'è la Sarcococca confusa. Non solo faranno scomparire gli steli nudi, ma la flagranza invernale dell'arbusto più basso sarà squisita come il profumo della rosa che fiorisce d'estate.

Vale la pena di provare abbinamenti mescolate dove, invece di essere puntate tutte insieme in una bordura erbacea, le perenni sono sparse tra arbusti vari.

Le si noterà meno fuori dalla loro stagione e avranno anche il supporto degli arbusti vicini. Le piante sempreverdi rimangono belle da vedere tutto l'anno, mentre gli arbusti decidui che fioriscono in primavera e d'estate, d'inverno mostreranno uno scheletro di rami nudi.

Se fate crescere le piante per avere riparo e privacy, sceglietele con cura, selezionando quelle bene educate. Pensate bene a dove collocare le rose. Regalavano colore per 5-6 mesi all'anno, ma hanno bisogno di compagnia per abbellire l'aiuola tutto l'anno. Se sono spinose, non mettetele troppo vicine ai sentieri. Dove rose rampicanti e rose striscianti vengono usati per coprire archi e pergolati, i virgulti dovranno essere guidati e legati per impedire incidenti.


FOGLIE E BACCHE DANNO COLORE,FORMA E CONSISTENZA


Talvolta è solo una parte della pianta. Potrebbe essere la foglia grande e ben delineata della aralia giapponese o il disegno a filigrana di una felce. La felce può risultare molto sensuale al tatto quando, come nel caso della Hydrangea sargentiana, la superficie delle sue foglie è ispida, feltrosa e pungente come la barba corta sul mento.

Le bacche funzionano sempre. I grappoli blu metallico del Viburnum Davidii non finiscono mai di sorprendere. Un gruppo di piante è l'ideale per il piccolo giardino quando riesce ad abbellirlo tutto l'anno, associando la forma della pianta e della foglia al colore della foglia stessa, del fiore, della corteccia e del frutto tutto da giustificare il meglio il suo costo e da guadagnarsi un posto nel giardino.


BORDURA DA TAGLIO

L'espressione "bordura da taglio" è altisonante e sembra riferirsi a qualcosa che richiede molto spazio. Nel giardino rurale, dove in effetti il posto non manca, è un elemento molto utile. Nel piccolo giardino lo spazio destinato ai fiori da taglio è scarso, ma vale ugualmente la pena inserirlo nel progetto.

Provate a progettare l'aiuola in un punto seminascosto. Cogliendo i fiori da una zona separata, infatti, il giardino principale non ne rimane primo a favore delle stanze interne. Se riuscite a piazzarle lungo l'orto o il frutteto, o sul retro di una bordura di arbusti o di una siepe divisoria, sarà meno scortata. Se scegliete le piante con cura, avrete fiori e foglie decorativi per tutto l'anno. Possono esserci due o anche tre file di piante. I fiori di piante che rimangono basse, come le primule,  i bulbi primaverili di nani, formano un meraviglioso insieme compatto d'inverno e a inizio primavera, le varietà di rosa Flower Cardet continuano a fiorire per 7-8 mesi all'anno e spesso fino a Natale. In mezzo alle piante più basse si possono piantare gladioli e gigli. Un singolo tubero di una dalia decorativa o pompon procura fiori dall'estate fino ai primi geli. Più alto, a fioritura estiva, il fior d'angiolo con i suoi steli nudi e l'Hamemelis che fiorisce d'inverno sono entrambi profumati. Recidendo le infiorescenze a spiga di delphinium e lupini per metterli in casa, costringerete i virgulti laterali a fiorire qualche settimana dopo. Avranno gambi più corti ma pur sempre utili per i fiori recisi. Le piantine da travaso come gli astri "Ostrich Plume", la violaciocca, il fiordaliso, il pisello odoroso e il tagete, danno splendidi fiori recisi. Sono piante a fioritura continuata, e ne basteranno poche per avere fiori recisi tutta l'estate e l'autunno.


mercoledì 17 aprile 2024

Irlanda. La meravigliosa Wild Atlantic Way

 



da "Lonely Planet" (Edit)

L'Irlanda è un paese piccolo ma pieno di cose da vedere e da fare. Cinque giorni sulla Wild Atlanic Way vi garantiscono panorami indimenticabili, mentre un breve periodo nel sud-ovest vi introdurrà alle numerose specialità gastronomiche.

La litoranea che gira intorno alla Giants Causeway nel nord è una delle strade più spettacolari al mondo! I suoi 190 km si possono percorrere in un giorno, anche se dovrete certamente rallentare per godervi il panorama.

Con più di 2500 km, la Wild Atlantic Way è il percorso costiero più lungo al mondo. Si estende lungo la frastagliata costa atlantica, dalle penisole meridionali ai promotori settentrionali ed è un modo indimenticabile di esplorare l'Irlanda Occidentale, sebbene sia possibile percorrere l'itinerario in pullman, è più rilassante noleggiare un'auto e goderselo al proprio ritmo. Con così tante deviazioni stimolanti e imperdibili attrazioni, può risultare faticoso persino scegliere da dove partire. Questi itinerari, che partono dal Cork e si snodano fino a Malin Head (il punto più a nord del Paese), includono alcuni dei luoghi da non perdere di questo percorso.


LE BELLEZZE NATURALI DELL'IRLANDA

I paesaggi dell'Irlanda, tanto variegati quanto suggestivi, sono una delle attrattive più magnetiche del paese, le tanto decantate tinte smeraldo caratterizzano le colline ondulate, mentre le coste rocciose e le spiagge immacolate affascineranno gli animi più romantici.


LE MONTAGNE DI WICIDOW

Soprannominate anche "giardino d'Irlanda", Wicidow talvolta sembra quasi il giardino dell'Eden. Laghi placidi fanno capolino tra le montagne, le foreste echeggiano dallo scroscio delle cascate e le vallate si tingono di un verde intenso.



LE SPIAGGE DORATE DEL DONEGAL

Con oltre 1000 km di costa, il Donegal vanta una miriade di spiagge immacolate e spesso deserte. Ai bei litorali corrispondono onde vivaci ,perfette per fare surf.


L'ALBA A NEWGRANGE

Il fatto stesso che questa struttura esista ancora è sorprendente, se si pensa che risale a oltre 5000 anni fa: gli ultimi materiali edili disponibili all'epoca, strumenti compresi, erano fatti di pietra. Questa tomba neolitica serviva anche da osservatorio solare ogni anno il 21 dicembre e il sole si allinea perfettamente con la struttura illuminando la sala interna.

L'Irlanda mantiene uno stretto levare con il suo passato, dunque si volga lo sguardo, si scoprirono lasciti della sua storia ricca e spesso turbolenta: fortezze dell'età del ferro, castelli normanni, vicoli medievali e colorati murales a carattere politico. Nell'Irlanda odierna la storia è oggetto di rispetto e dibattito.


LA VALLE DEL BOYNE

Tombe megalitiche e antichi monasteri fanno di questa valle situata a nord della capitale una meta di visita imperdibile per chi è interessato ai luoghi della storia.

Si visiteranno lasciti dei preistorici abitanti dell'isola, con le loro magiche decorazioni e le sconcertanti dimostrazioni di conoscenza dei cicli  del sole, quindi significative vestigi dei grandi cenobi che fecero dell'Irlanda scrigno del sapere nell'alto medioevo.

Poi il bel castello di Trim, ricordo della prima dominazione britannica sull'isola e, infine, la collina di Tara, nome sacro per ogni patriota irlandese, poiché fu luogo di raduno dei grandi dell'isola quando questa era ancora libera e indipendente.


mercoledì 3 aprile 2024

FAI DA TE. Vivere con i libri

 



Dal libro: "ABITARE CON I LIBRI" (Mondadori)

Penso che dovrebbero esserci libri in ogni stanza della casa, fatta forse eccezione per la dispensa: libri in soffitta che attendono di essere riletti, libri in garage che aspettano di essere riciclati al mercatino dell'usato e naturalmente pile di libri nel ripostiglio. Libri di scorta, che aspettano solo il loro momento. Tutte le stanze richiedono la loro quota di volumi pronti per essere recuperati dagli scaffali o dal tavolino per una veloce.

Tutti coloro che hanno la fortuna di essere assuefatti non possono farne a meno neanche per un giorno. I libri con i quali si vive non sono la stessa cosa di quelli con i quali si lavora. I volumi in soggiorno e in camera da letto, per esempio, sono dedicati al piacere più che allo studio: forse non dicono qual è la capitale del Burkina Faso o come liberare le rose dall'afide, ma possono migliorare l'umore di chi li legge ed essere sbagliati con soddisfazione. Per me una stanza senza libri manca della sua parte fondamentale, importante quanto le luci, le sedie, i tappeti o i mobili, a loro modo i libri sono come quadri alle pareti: rivelano se siete minimalisti, con tutte le stanze piene di librerie, o anarchici che preferiscono il metodo  dell'accumulo disordinato. Gli investigatori dilettanti protagonisti dei gialli che leggo (e che tengo impilati  di manico al letto o in bagno) scoprono spesso i segreti dei personaggi della storia dando un'occhiata veloce alle loro librerie: uno scaffale dedicato alle trattazioni sui veleni che non lasciando tracce può essere un brutto segno (o buono, dipende dai punti di vista) così come lo sono i grossi tomi delle enciclopedie che possono essere utilmente  impiegati anche come armi improprie. Quando vado a casa degli amici è sempre confortante trovare qualche harmony o un giallo in mezzo ai vincitori del Booker Prize.

L'ospite attento farà in modo che i suoi invitati abbiano sempre qualche lettura a disposizione nella camera degli ospiti romanzi brevi per visite brevi, libri illustrati di grande impatto e alcuni volumi jolly per leggere qualche pagina prima di andare a letto. Le librerie delle camere dei bambini naturalmente hanno una ricca dotazione di favole e racconti.

Io faccio collezione, tra le altre cose, di libri di cucina, e le mie credenze ne sono piene. Potete creare un piccolo angolo opposto per i ricettari, in modo da averli sempre a portata di mano quando cucinate. Certo, l'ideale sarebbe non macchiarli di sugo o altre salse, ma a volte anche un aspetto un po' vissuto può risultare piacevole.



IL SOGGIORNO

Le due nicchie poste a lato sono un buon punto di partenza per superare dei ripiani per i libri, anzi, sono uno spazio ideale.

Pochi scaffali, ordinati, magari con qualche dettaglio architettonico come una fascia con capitelli e montanti modanati, definiscano una struttura. E consigliabile che le librerie siano a filo con la parete del camino: se il vano è sufficientemente profondo potranno ospitare anche volumi di grosso formato e il risultato estetico sarà migliore. Se il vostro soggiorno è particolarmente ampio, una buona qualità di librerie renderà lo spazio più raccolto  e più accogliente.

Quando lo stile dell'interno è informale e rilassato, come quello di una casa di campagna, per esempio, anche la sistemazione dei libri può evitare un ordine rigoroso. E viceversa, naturalmente in una sala formale, un stile georgiano o minimalista. I libri in soggiorno dovrebbero essere quelli destinati alla consultazione occasionale, più che quelli utilizzati per lavoro, naturalmente se avete spazio sufficiente per fare questa distinzione. Anche alternare i libri agli oggetti decorativi, stampe o busti di filosofi greci sono i primi che mi vengono in mente, ha un ottimo effetto. Lo scopo è quello di creare un ambiente invitante.



LA CAMERA DA LETTO

Andrebbe fatta la distinzione tra i libri della stanza degli ospiti e quelli destinati alla propria camera da letto. Agli ospiti bisognerebbe fornire volumi di epoche e di stili diversi, con una preferenza per le storie brevi. Gli scaffali dovrebbero essere non troppo incombenti e avere dimensioni contenute con i volumi piacevolmente consumati e "vissuti".

L'obiettivo è di rendere chiara agli ospiti che il materiale di lettura è proprio pensato per loro, piccole librerie antiche, mobili per una dozzina di volumi e un paio di fermalibri divertenti sono la soluzione ideale come pure le librerie girevoli che possono fingere anche da comodino. Per la vostra camera da letto, invece, il discorso è diverso. A seconda del vostro grado di indipendenza dalla lettura l'accumulo può variare dalla pila in costante evoluzione di fianco al letto alla stanza  interamente foderata di scaffali, come se si andasse a dormire in una biblioteca, circondati da vecchi amici.

In alternativa, sono ottimi i ripiani su misura da collocare tra le finestre, oppure le mensole usate un tempo per riporre cappelli o stivali, che ora si possono riempire ai tascabili. In ogni caso è fondamentale disporre di buone luci, come in lampade a parete ai lati del letto, o quelle a braccia snodata sul comodino.

mercoledì 20 marzo 2024

NORVEGIA. Paesaggi emozionanti

 



da "Lonely Planet" (Edit)

La spettacolarità dell'ambiente naturale norvegese supera ogni immaginazione, a partire dalla straordinaria bellezza dei fiordi. Con i loro incredibili paletti a strapiombo, i fiordi si insinuano nell'entroterra tagliando squarci profondi nel ricamo frastagliato della linea costiera. E se la loro fama è ampiamente meritata, altrettanto lo è quella dei magnifici e imponenti ghiacciai, fra più vasti d'Europa. Il territorio montuoso dell'interno sembra un sistema di bastioni eretti a difesa di fortezze naturali, mentre le coste sono disseminate di isole rocciose che sembrano plasmate dalla fantasia di un bambino. E non dimentichiamo l'attrazione primordiale esercitata dall'artico, un suggestivo ambiente naturale popolato da orsi polari, renne e buoi mischiati, mentre i pittoreschi villaggi di legno contribuiscono insieme all'eccezionale storia topografica, a rendere la Norvegia un paese unico e fiabesco.


IL RICHIAMO DELLA NATURA

I norvegesi vivono attivamente il contatto con la natura e la passione con cui esplorano l'ambiente ha reso il paese una delle mete più esaltanti del turismo d'avventura. Alcune attività richiedono allenamento , resistenza e temerarietà, ma la maggior parte, rafting ed escursioni a piedi e in bicicletta in estate, gite su slitte trainate dai cani, sci e motoslitta in inverno, sono alla portata di chiunque abbia una discreta forma fisica.

In estate il ventaglio delle opzioni è più ampio, mentre in inverno si può assistere all'emozionante spettacolo dell'aurora boreale: questa attività, già di per sé motivo sufficiente per un viaggio, offrono anche la possibilità di fuggire dalla folla e divertirsi a contatto con la natura.


RAFFINATEZZA SCANDINAVA

A tante bellezze naturali fa da contrappunto la vivace vita culturale del paese, che, insieme alle celebrazioni tradizionali, attira i migliori artisti del mondo, le città cosmopolite riflettono quella particolare predilezione per il design che ha reso celebri gli architetti scandinavi. Parallelamente, un ricco calendario di festival, molti di fama internazionale, offre l'occasione di pianificare il viaggio in modo di assistere a uno dei tanti eventi in programma.


LA NORVEGIA IN BREVE

Dopo aver dedicato un paio di giorni ai musei di Oslo, prendete il treno della linea ferroviaria panoramica Oslo-Bergen, una delle più spettacolari al mondo. La ferrovia sale fra foreste, altipiani e località sciistiche fino al vasto Hardangervidda, un altopiano desolato in cui vive il più grande branco di renne selvatiche della Norvegia, attraversato da diversi sentieri escursionistici.

A Myrdal prendete la linea ferroviaria Flamsbana che scende fino a Flam, da dove le crociere sui fiordi partono per l'incomparabile Naereyfjord. Proseguite il viaggio passando da Gudvangen, pernottate a Stalhein e continuate per Voss, dove glia amanti dell'avventura potranno praticare diverse attività elettrizzanti nei dintorni.

Voss è anche la porta d'accesso allo splendido Hardangerfjord, su cui si affacciano due incantevoli cittadine: Uluik e Eidfjord. Piu a sud, l'affascinante Stavanger è una buona base per le escursioni nel Lysefjord, fra cui la camminata che porta in cima allo spettacolare Preikestolen. Navigando lungo la costa raggiungete infine la bellissima Bergen con le sue incredibili case in legno è l'atmosfera cosmopolita.

IL CUORE DELLA NORVEGIA

Gli spettacolari altopiani centrali offrono opportunità anche di esplorare tranquille strade secondarie, ma dovrete noleggiare un'auto per una parte del viaggio. Anche i ciclisti allenati potranno scegliere molti di questi itinerari, godendosi il tragitto e gli splendidi scenari a ritmi più lenti.

Raggiungibile con un breve viaggio in treno o in autobus da Oslo, Lillehammer ospitò le olimpiadi invernali nel 1994 ed è uno dei luoghi più piacevoli della Norvegia centrale, in una magnifica cornice naturale. Proseguendo verso nord Ringebu vanta una favolosa chiesa in legno, se avete un'auto potete imboccare la tranquilla Rv 27, che conduce ai massicci  scoscesi del Rondane Nassonalpark, e poi continuare verso nord-ovest fino a Roros, un incantevole viaggio Patrimonio dell'Umanità con case di legno dipinto e un fascino d'altri tempi. Da Roros deviate verso nord fino a Trondheim, una deliziosa cittadina costiera piena di studenti che vanta una splendida cattedrale e una vivace scelta culturale.

Tornando verso sud, passate da Oppdal e Donbas, ponte d'accesso al Dovrefjell-Sunndalsfjella Nassenalpark, che d'estate è il punto di partenza per i safari dedicati al bue muschiato. Da Donbas potete fare un'escursione in treno o in auto lungo la E136 fino al cuore della Romsdalen, con le sue pareti di roccia a strapiombo. Rientrati sulla strada principale, andate a Otta, dove la E15 si dirama a ovest verso Lom, deliziosa cittadina in legno con una magnifica chiesa sita alla confluenza di due valli. La E15 si addestra nella regione dei fiordi fino  a Geirangerfjord, forse  il più bel fiordo norvegese.

Seguite la serpeggiante linea dei fordi per raggiungete  Stryn, Olden e Fjaerland, tutte porte d'accesso agli spettacolari paesaggi glaciali dello Jostedalbreen Nasjonalpark. Continuate verso sud-est per Sogndal, poi verso nord-est costeggiando le sponde del grazioso Lustrafjord quindi salite seguendo la Sognefjelwegen  che attraversa lo splendido Jotunheimen Nasjonalpark, con i suoi magnifici sentieri escursionistici, vette maestose e innumerevoli ghiacciai.

Sognefjellvegen, una delle strade più scenografiche d'Europa, merita di essere percorso in tutta la sua lunghezza fino a Lom, per poi tornare a Turtagro. Da qui imboccate una strada panoramica per Ovre Ardal, poi la tortuosa e scenografica Jotunheimvegen e infine la Peergynt Vegen un'altra strada panoramica meravigliosamente tranquilla che vi riporterà a Lillehammer.

mercoledì 13 marzo 2024

FAI DA TE. Riordino. Guardaroba

 



Dal libro: "Arreda la tua casa secondo il tuo stile". Frida Ramstedt (Corbaccio)

CHI E' FRIDA RAMSTEDT

E' la creatrice del più importante blog svedese dell'Interior Design Trendenser che ha vinto l'Elie Decoration Award per il Best Interior Design blog.


I mobili dove riporre gli oggetti sono una vasta categoria che si ritrova in molte stanze diverse dalle nostre case. A questa categoria appartengono diversi arredi, dai guardaroba alle librerie alle vetrinette. L'elemento comune di quesi mobili è che il loro interno è altrettanto importante del loro aspetto esteriore. Non tutte le finezze sono visibili a occhio nudo, ma il modo in cui i mobili sono stati costruiti e la loro funziona possono avere un grosso impatto sulla vita di tutti i giorni.

Si può ammettere che il riordino è un aspetto un pò noioso per un arredatore di interni? Si tratta in assoluto del dilemma più comune per i clienti, quindi è indubbiamente come darsi la zappa sui piedi.

Allo stesso tempo se fosse stata una cosa divertente e facile, difficilmente sarebbe stato un problema per così tante persone.

A mio avviso, il riordino è l'equivalente nel campo dell'arredamento della farina integrale. Tutti sanno che è importante ma è difficile mostrare troppo entusiasmo per questo argomento perché è così arido e vincolante. Sappiamo già in partenza che implica dover ripulire e ricordare. Anche se richiederà del tempo e che raramente avremo forze a sufficienza per raggiungere l'obiettivo. Ancor meno per le conseguenze di un vero e proprio sgombero. E' per questo, forse, che in tanti continuano a sperare di trovare una formula magica o una soluzione rapida che possa dare il massimo risultato con il minimo sforzo possibile.


GUARDAROBA


Si dice che la parola guardaroba derivi dall'antico francese garder che significa conservare e robe che significa vestiti o indumenti. Insieme formano il significato di "un posto in cui conservare gli indumenti". Il termine inglese wardrobe si basa sullo stesso principio linguistico, ma siccome c'era bisogno di un concetto descritto per questo fenomeno già nel Medioevo gli inglesi presero spunto dal termine germanico wardon che significa "rivolgere attentamente lo sguardo verso", sorvegliare o proteggere, la stessa parola che più tardi i francesi hanno addolcito con una "G" al posto della "W", così che Wardon in francese divenne warder successivamente gerder=prendersi cura di, preservare, conservare.

Un tempo, il guardaroba era un mobile trasportabile. Una cassa spesso fabbricata in legno di cedro, per proteggere il prezioso contenuto da tarme, topi e ratti. Oggi, un guardaroba può essere free standing o fatto su misura e chiuso  con ante agganciate di lato, di tipo scorrevole, a libro o tramite una o più tende. Negli ultimi anni è diventato sempre più comune avere un'intera stanza riservata per riporre i vestiti, le cosiddette cabine armadio (walk in closet) , spesso  abbreviato in WIC, negli annunci immobiliari.


APPENDERE


Sono inclusi tutti i capi che di preferenza volete riporre su grucce e sistemare sul bastone appendiabiti. Spesso però questi capi hanno lunghezze diverse. Fate quindi un inventario di questi indumenti partendo dalla lunghezza che occupano quando sono appesi e suddividendoli dalla lunghezza che occupano in ordine di grandezza.


CAPI CORTI

Ad esempio camicette, blazer e giacche corte.



CAPI DI LUNGHEZZA MEDIA

Ad esempio pantaloni ripiegati, completi e gonne mediamente lunghe.



CAPI LUNGHI

Ad esempio vestiti, pantaloni, gonne lunghe, cappotti e soprabiti.


Quando calcolate il numero di capi da appendere, non soffermatevi solamente sulle dimensioni degli indumenti. Il materiale in cui sono confezionati può influire sulla scelta di piegarli o di appenderli sulle grucce. I capi in maglia possono perdere forma se sono conservati appesi, mentre altri materiali sono più idonei a essere appesi senza problemi e rischiano piuttosto di sgualcirsi se vengono piegati e impilati.



CALCOLATE LA LUNGHEZZA DEL BASTONE APPENDIABITI CHE VI SERVE


-Camicette e camicie occupano circa 2,5 cm di bastone per capo.


-Gonne e pantaloni ripiegati hanno bisogno di circa 2,5-5 cm di bastone per capo.


-Vestiti, blazer e soprabiti richiedono circa 5 cm di bastone per capo.


-Completi e capispalla hanno solitamente bisogno di 5-10 cm di bastone per capo.


-Piumini, pellicce a abbigliamento da sei richiedono spesso 10-25 cm di bastone per capo appeso.


DA RICORDARE

In un guardaroba con capi appesi potete ottimizzare lo spazio con doppi bastoni appendiabiti per aiutare di lasciare zone non utilizzate all'interno dei diverso moduli. Potete anche montare un supporto alle spalle laterali, da avere metà guardaroba a disposizione per i capi più lunghi, mentre l'altra metà può ospitare una quantità doppia di quelli più corti.

Quando calcolate la lunghezza necessaria per appendere le camicie, ricordate che la manica è la parte più lunga dell'indumento per evitare errori di calcolo.


APPOGGIARE IN PIANO

Ottimo per gli indumenti che possono essere ripiegati o impilati sui ripiani fissi o in cassetti e cestelli estraibili. Potete suddividere questo gruppo in tre:


INDUMENTI VOLUMINOSI

Ad esempio maglioni lavorati a maglia, cardigan e jeans.



INDUMENTI LEGGERI

Ad esempio magliette, canottiere e biancheria intima.



ACCESSORI

Come cravatte, cinture, scarpe e simili.


CALCOLATE IL VOSTRO BISOGNO DI SPAZIO IN CM CUBI


-Quanto spazio occorre lasciare per gli indumenti ripiegati?


-Che altezza possono raggiungere le pile senza che si rovescino?


- Quante pile stanno su un ripiano?


-Per quante pile di vestiti ripiegati avete spazio considerando la profondità dei ripiani?


CALCOLARE IL PESO/BISOGNO DI FORZA PORTANTE

Quanto pesano i vostri vestiti e quanto carico resistono i ripiani e i bastoni appendiabiti?

-Un bastone standart di media lunghezza in un guardaroba largo 50 cm sopporta un carico di 18 kg.

-Un ripiano in MDF che misura 58x50 cm resiste a un carico di 12-20 kg.

-Questo aspetto influisce sulla quantità di indumenti che potete appendere o riporre, rispettivamente sul bastone appendiabiti, sul ripiano o nel cassetto?


GUARDAROBA FREESTANDING. VANTAGGI E SVANTAGGI

VANTAGGI

-Può essere spostato con relativa facilità se voi (o i successivi proprietari dell'abitazione) volete riammobiliare la stanza in cui si trova.

-Il vantaggio delle ante agganciate di lato, oppure a battente come vengono anche chiamate, è che potete tenerne aperte più di una contemporaneamente senza che si blocchino a vicenda, lasciandovi una maggiore libertà per avere una visione d'insieme e se desiderate poter accedere a diversi moduli allo stesso tempo. Confrontatele con le ante scorrevoli che si aprono lateralmente e che quindi possono bloccare l'accessibilità alle singole ante.

-Nel guardaroba con le ante agganciate di lato potete utilizzare i battenti anche per appendere gli indumenti mentre fare una selezione dei capi, oppure usare l'interno dell'area per montare ganci per cinture, cravatte e altri accessori.

-I guardaroba freestanding sono in genere più economici rispetto a quelli realizzati su misura e ai modelli con ante scorrevoli.

-Poiché la maggior parte dei negozi per prodotti di edilizia e delle catene di arredamento offrono guardaroba freestanding come merce a magazzino, si tratta quindi di una soluzione più facile da reperire rispetto alle  soluzioni su misura che hanno da un lato un tempo di produzione più lungo e dall'altro possono richiedere l'intervento di un artigiano per il montaggio.


SVANTAGGI

-Sarete più condizionati dalle misure fisse dei moduli.

-I cassetti o i cestelli non sono sempre completamente estraibili per evitare che si ribaltino e può risultare difficile accedere al contenuto se il guardaroba è profondo.

-Il guardaroba freestanding crea spesso degli spazi inutilizzati all'interno della stanza, ad esempio sopra il guardaroba stesso. E' possibile aggiungere qualche modulo o metterci dei contenitori, ma raramente si ottiene la stessa impressione di omogeneità di una soluzione realizzata in misura.

-Un guardaroba con ante agganciate di lato non può essere montato in ambienti in cui le ante rischiano di urtarne altre, i rispettivi accessori o altri particolari fissi della stanza (come termosifoni, davanzali interni o modanature). Da questo punto di vista, le ante scorrevoli offrono una maggiore libertà.

lunedì 4 marzo 2024

Il silenzio e l'Essere

 



Dal libro: "Manifesto per il silenzio". Stuart Sim (Serie Bianca Feltrinelli)

Tutti gli argomenti esaminati sull'ineffabile e l'irrappresentabile partono dal presupposto che il silenzio sia un'entità dotata di caratteristiche proprie. Il discorso umano dipende in misura fondamentale da due diversi tipi di silenzio: il silenzio intermedio e il silenzio precedente/successivo. Il silenzio intermedio è quello che appare tra una parola e l'altra, scritta e parlata, e ha un ruolo strutturante, punteggiando e dando ritmo a tutte le nostre espressioni.

Il silenzio precedente/successivo fa da cornice a un'espressione completa; è il silenzio che esiste prima e dopo che ha avuto luogo l'espressione. L'elemento di esecuzione attiva è particolarmente evidente nel silenzio successivo: "L'individuo incorpora o digerisce l'espressione appena conclusa, in silenzio, collocandola nella rete complessa della sua esperienza di espressioni precedenti e di altre espressioni possibili.

Ecco quindi un altro esempio di silenzio che agisce da veicolo per il pensiero e la riflessione; bisogna riconoscere, tuttavia, essere coinvolti sono i tre tipi di silenzio: il silenzio precedente, le espressioni che contengono il silenzio intermedio e il silenzio successivo. L'espressione non può funzionare se non all'interno di una combinazione di silenzi. Questo processo ha luogo sullo sfondo di una forma di silenzio ancora diversa, il "silenzio profondo", che prevale, per esempio, nei contesti liturgici, come nel culto quacchero. In ciascun caso il silenzio è esecuzione, e l'esecuzione è passibile di interpretazione. Diventa così evidente l'assoluta diversità in cui il silenzio è capace.


IL SILENZIO NELLA FILOSOFIA NON OCCIDENTALE


E' molto difficile fare un discorso generale sulla filosofia non occidentale, essendo la maggior parte di essa strettamente intrecciata ai sistemi religiosi; nonostante questo, possiamo comunque evidenziare alcuni aspetti interessanti.

Nel buddismo, nel taoismo e nell'induismo il silenzio abbia finito per essere identificato con la divinità, e anche come sia stato proposto quale risposta appropriata ai problemi metafisici posti nella religione. In queste tradizioni il duino è il regno dell'ineffabile e porta la ragione umana a scontrarsi con i propri limiti, una conclusione molto simile a quella raggiunta da coloro che, in anni recenti, si sono occupati dell'ineffabile nella filosofia occidentale.

Per esempio, il rinnovato interesse per il sublime da parte dei teorici non desiderino occuparsi del problema più di quanto non facciano i loro colleghi in Oriente.

Lo scetticismo sulle questioni dottrinarie esiste anche nei sistemi religiosi non occidentali, ispirato da una prospettiva filosofica. Il dialogo con l'ineffabile assicura al silenzio un ruolo significativo nell'impresa filosofica. E' in contrapposizione a questo silenzio che la filosofia definisce se stessa, e, come con la religione, è sulle questioni filosofiche che il silenzio assume una valenza concettuale propria.

mercoledì 14 febbraio 2024

Penetrare nell'iperspazio

 



Dal libro "LA SCIENZA DELL'INTENZIONE". Tlynne Mc Taggart (Macro edizioni)

In un monastero pieno di correnti d'aria sulle montagne himalayane dell'India settentrionale, nell'inverno del 1985 un gruppo di monaci tibetani sedeva in silenzio, immerso nella meditazione profonda. Sebbene fossero poco coperti, sembravano non accorgersi della gelida temperatura dell'aria, che si avvicinava agli zero gradi. Un monaco, passando in mezzo agli altri, li rivestì uno per uno di lenzuola inzuppate nell'acqua fredda. Condizioni così estreme avrebbero normalmente provocato uno shock fisico facendo precipitare la temperatura interna; se la temperatura corporea scende anche solo di 12 gradi F ,nel giro di pochi minuti una persona perderà coscienza e ogni segno di vita. Invece di tremare, i monaci iniziarono a sudare. Vapore si alzò dalle lenzuola bagnate, nel giro di un'ora esse erano completamente asciugate, come lo fu una terza serie.

Un team di scienziati guidati da Herbert Benson, cardiologo della Medical School di Harvard, assisteva nelle vicinanze, esaminando una schiera di apparecchiature mediche a cui erano collegati i monaci, alla ricerca di qualche indizio che avesse indicato quale particolare meccanismo fisiologico poteva consentire al corpo di generare questo straordinario livello di calore. Per anni Benson aveva esplorato gli effetti della meditazione sul cervello e sul resto del corpo. Si era imbarcato in un ambizioso programma di ricerca, recandosi in diversi avamposti  del mondo per studiare dei buddisti che avevano dedicato molti anni alla pratica disciplinata.

Nel corso di un viaggio in Himalaya, egli aveva anche registrato un video dei monaci che, vestiti soltanto di scialli leggeri, trascorrevano una gelida notte di febbraio all'aperto su una sporgenza della montagna a 4.500 metri di altezza, il film di Benson li mostrava dormire profondamente durante la notte, senza vestiti né riparo.

Nei suoi viaggi Benson era stato testimone di mille imprese straordinarie dell'intenzione, segno di una padronanza sulla temperatura e sul ritmo metabolico che poteva addirittura produrre uno stato simile all'ibernazione. I monaci monitorati dal team di Benson avevano innalzato la temperatura delle loro estremità fino a 17 grafi F e rallentato il metabolismo di oltre il 60%. Benson comprese che questa rappresentava la variazione più ampia del metabolismo a riposo mai riportata. Durante il sonno invece, il metabolismo rallenta solo del 10-15%, addirittura, mediatori esperti possono rallentarlo soltanto del 17%, tutt'al più. Ma quel giorno sull'Himalaya egli aveva osservato l'impossibile nei termini di influenza mentale. I monaci avevano usato il proprio corpo per portare a ebollizione attraverso il potere dei loro pensieri. 

domenica 11 febbraio 2024

Finlandia. Itinerari classici




Dalla guide "Lonely Planet Italia"

IL MEGLIO DELLA FINLANDIA

Partite da Helsinki, esplorando il vivace quartiere del design. Visitate poi il porto, dove potrete prendere un traghetto per Soumenlinna prima di dirigervi verso la storica Porvoo dagli incantevoli edifici in legno.

Spostatevi poi verso l'entroterra a Lappenranta, situata sulla penisola del più grande lago finlandese e sede di un grande castello di sabbia. La vostra prossima tappa sarà la graziosa Savonlinna, nel cui splendido castello si svolge il celebre Festival dell'opera.

Una volta arrivati a Oulu potrete realmente percepire la latitudine a seconda del periodo dell'anno, il sole riesce appena ad alzarsi sulla linea dell'orizzonte o non ne scende mai al di sotto. Si tratta di una delle città più vivaci della Finlandia, anche grazie al suo pittoresco mercato estivo.

Da Oulu proseguite alla volta di Kemi per vedere il castello di neve in inverno e terminate il vostro viaggio a Rovaniemi. Partite infine alla volta della Lapponia oppure prendete un treno notturno per Helsinki.


L'ORO LAPPONE

A Rovaniemi visitate l'eccellente museo Arktikum. Più a sud, a Ranva, potrete vedere alcuni animali di questa regione nel suo zoo.

Tagliate verso est e raggiungete Ruka, una vivace località sciistica in inverno e punto di partenza del Karhunkierros in estate. Da Ruka proseguite verso Kemisarvi per raggiungere Sodankyla, dove vale la pena di visitare la vecchia chiesa di legno.

Puntate quindi a nord, verso il Parco Nazionale Urho K, Kekkonen, dove potrete rivivere le gesta dei cercatori d'oro prima di fare un trekking. Tra le spettacolari colline di questa vasta Regione incontaminata. La vicina Saariselka si presta a ogni genere di attività sia invernale sia estiva.

Una delle città più affascinanti della regione è Inari, la più importante comunità sami della Finlandia, centro dell'artigianato e sede dell'interessante Museo Siida. Dirigetevi verso il Parco nazionale di Lemmenjoki, meta prediletta di molti appassionati di trekking, e proseguite verso nord-ovest a Hetta, un'altra città sami che si presta a fare passeggiate nei dintorni. Da Hetta risalite il "braccio" della Finlandia raggiungendo Klipissarvi, sulla quale incombono i monti norvegesi e si affaccia il piccolo Fjail di Sanna, dal quale si può ammirare il panorama su tre nazioni.

Proseguite per Mounio, dove in inverno potete fare escursioni sulle slitte tirate dagli Husky e in estate visitate gli allevamenti di questi adorabili cani. Da Muonio tornate a Rovaniemi, facendo magari una tappa per sciare o rilassarvi in un cottage estivo nell'animata Levi o nella tranquilla Pyha.

venerdì 1 dicembre 2023

Ireland. Wicklow occidentale




Nella parte occidentale della contea il paesaggio assume contorni meno aspri e più rurali, soprattutto in prossimità del confine con le contee di Kildane e di Carlow, dove il terreno accidentato cede il passo a pascoli verdeggianti. A est di Blessington la campagna è punteggiata di scuderie private, dove vengono addestrati in assoluta segretezza alcuni dei cavalli più pregati del mondo.

L'attrattiva principale di questa parte della contea è costituita dal magnifico complesso palladiano di Russborough-House, situato poco oltre Blessigton, ma se siete alla ricerca di uno scenario più selvaggio si consiglia di visitare Killbridge, località situata lungo il corso superiore del River Liffey, e la Glen of Imaal, che si trova più a sud.

GLENYMALURE

Addentrandovi tra le montagne a sud-ovest di Glendalough nei paesi dell'estremità meridionale di Military Rd noterete il paesaggio farsi sempre più selvaggio e remoto.

Alle pendici del versante occidentale della vetta più alta della Contea di Wicklow, il Lugnaqvilla, si trova Glenmalure, una valle cieca, sicura e malinconica, fiancheggiata da pendii ricoperti di massi detritici.Dopo aver superato le montagne e raggiunto Glenmalure, la strada piega in nord-ovest all'altezza del ponte di Drungoff. In questo punto si diparte una strada di circa 6 km che costeggia il River Avonbeg fino a un parcheggio da cui si diramano sentieri in varie direzioni.

Glenmalure ha svolto un ruolo di primo piano nella resistenza contro gli inglesi. Questa valle fu la roccaforte del clan del temibile condottiero Fiach Mac Hugh O'Bryen (1544-97), che nel 1580 riuscì a sconfiggere con la sua barra un esercito di 1000 soldati inglesi. La battaglia costò la vita a 800 uomini e, si dice, portò la regina Elisabetta sull'orlo di un crollo nervoso.

Nel 1597 giunse però puntuale la vendetta degli inglesi, che catturarono O'Byrne, lo giustiziarono e ne esibirono la testa mozzata sui cancelli del Dublin Castle.